0 – Puntata Zero ma c’è già un finalista

By on 26 novembre 2011

Avete presente quando, in una festa (o meglio, a capodanno), l’allegria è alle stelle e voi siete col bottiglione di spumante pronti allo stappo memorabile? Che pregustate le urla che seguiranno al botto, gli auguri ecc., pronti a versare l’incontenibile frizzanteria del prosecco a tutti gli amici? E pazienza se per l’irruenza il tappo fa qualche piccolo danno, rimbalza sul mobile, arriva in testa alla cugina.. anzi, meglio. Fa parte della virulenza della festa: saranno maggiori le esultanze e le risate per tutti gli astanti. E voi, ancor più, sarete i fighi del momento.
Ebbene: alle primarie del PD il tappo ha fatto un flop bestiale. Uno stappo impotente tipico da bevanda sbintata.
Sarà per la vittoria troppo striminzita, sarà per il clima non certo sereno, fatto sta che la festa non s’è vista. E neppure lo spumante che ti aspettavi comunque, a prescindere da vincitore e vinto. Nessun brindisi: solo qualche sorriso timido, quasi da scampato pericolo.

Eccoci qua. E’ tornata la rubrica più attesa e temuta, il reality show che assurge ad epica classica, in una dicotomia continua tra cronaca e fantascienza. Una reiterata coincidenza degli opposti. Però, lo dico subito, sarà innanzitutto una rubrica di satira e vox populi, per cui è richiesta una certa dose di intelligente benevolenza, specie in considerazione delle posizioni ben note dell’autore, il quale però non ha alcuna intenzione di sentirsi inibito da nessuno né dal ruolo che ricopre. Altrimenti non si diverte né lui né voi. Facciamo così: questa è una puntata zero e poi vediamo che succede.

Norata candidato sindaco. Voilà: a differenza di cinque anni fa siete di fronte ad un reality che comincia, già dalla prima puntata, con un concorrente già promosso alla finalissima di maggio. Ma non per questo eviterà le nostre telecamere…
Norata l’ha spuntata per un soffio, come già sapete, in nominations con Carmelo Mazzola. E’ il primo che, secondo il popolo PD (+ iva), ha il fattore X per concorrere e vincere il titolo.
No-rata don’t cry contro i carmelitani scalzi, i delfini golosi contro le truppe carmelate. La partita c’è stata eccome: altro che giochetti preimpostati. Alla faccia di chi fa finta di saperla lunga e prefigurava accordi di vicesindacatura: lasciatele a questa rubrica certe congetture. Qui la nominations è persino sfuggita di mano, tanto da trascinare presto al televoto concorrenti, sostenitori ed aspiranti tali. Oppure ad incredibili cambi di fronte.
Come inizio di trasmissione, azzarola se non è già pepata al punto giusto! Eppure negli incontri dibattiti Norata-no-cry e Carmel light erano così pacifici, costruttivi e soavemente presenti: in piazza, in piazzetta, al Cycas e all’Arci. Aprivi l’armadietto del bagno e ti trovavi i due candidati che si confrontavano sul rasoio a tre lame. Avevano il dono dell’obliquità, oltre che della rettitudine. Sembrava una coppia così perfetta, inseparabile, i carabinieri del PD, i novelli peripatetici dell’agora.
Poi il giocattolo s’è rotto nel tirare in ballo – ahi – la continuità col Marione Cicerone; i primi smarcamenti del Karma per provare a portare la Vecchia Primavera al voto, in una sorta di referendum anti-mario. E poi un impegno sovradimensionato (parenti, vicini di casa, lontani di partito) tutti pro Carmel medium a farlo recuperare e galvanizzare fino al risultato, enorme, raggiunto. E loro attivissimi, lui e Il Trota, a puntare sulla politica di piazza, face-to-face, veni-a-vota, come sanno fare coloro che di politica ne masticano da anni. Ma anche su facebook, dopo, dove già Noato si districava da qualche settimana e con più naturalezza. Grande rimonta ma sconfitta al fotofinish. Decisivo pertanto il malcelato supporto a Notaeg da parte dei vertici di giunta Ciceroniana. No rata? No party!
Ma c’è anche un’altra questione che ha fatto discutere parecchio: il diritto di voto agli immigrati. Ne ha parlato anche Napolitano. Una lista di una trentina di accreditati, non residenti a Castelbuono, autorizzata a votare (ci sfugge fino a che punto a favore di chi, ma non dubitiamo su una maggioranza Sì-No-rata). Che era un accordo interno presancito dalle parti ed in assemblea pubblica, ma un chiaro autogol per una vecchia gloria calcistica come Mazzola.
Al tempo stesso risulta anche che Notrota non abbia votato, da non residente non accreditato. Bah.
Inzumma, grande bagarre che meriterebbe decine di puntate tutte per se’.
Ma l’universo della politica castelbuonese non finisce certo qui… Certo, il PD fa di tutto per avere i riflettori solo su di sé: si vede, discute, organizza grandi convention, combina fesserie, fa l’amore e la guerra da solo… Ma c’è il resto che vive nell’ombra, rinunciando per ora alla dimensione pubblica, tramando e tessendo, congiurando o ammicando.
Come il Giovane chic, Dario Guarcello, el cummenda nominato al cummando dell’UDC, che gioca all’equidistanza dai poli promettendo masse di proseliti pronti a sbersare da un lato o dall’altro. Coi dubbi di alcuni, visto che l’UDC è oramai svuotato almeno dei cavalli storici. Allena il suo magnetismo, nella speranza che convergano i nascenti FLI e API (capitanati pare dal bombarolo Santissimo Leta) che potrebbe raccogliere alcuni malcontenti da più parti (postsocialisti in primis), transfughi di peso della Lista Civica (vedasi il Giovane De Paperoni) e il movimento dell’indipendentista Pappalardo, ribattezzato Il Macellaio.
La vecchia guardia della Lista Civica la diamo quasi per certa con il PD, una volta scampato il pericolo K.
L’API è una creatura che si candida ad un ruolo molto simpatico per L’Insindacabile: figlio dello smarcamento interessato del sen. Fazio, si posiziona (ma non si sa con che seguito) da ago della bilancia medica, sala d’attesa per delusi, lettino da psicanalista per i più audaci.
Più a destra, Castelbuono Unita non è unita per niente: Tummy nutre il solito bisogno fisiologico e irresistibile di candidarsi ma l’Allegro gattopardo ci sperava pure. Ad oggi Eugenio è un passo indietro e, salvo contropartite importanti, invoca primarie. Sembra messo di lato anche l’azzardo, sperato da alcuni, di un Giovane Capuana o della Lady Cucco.

Questi alcuni degli highligths della puntata zero del vostro reality preferito, con già la sua prima certezza eppur zeppa di scenari gustosi tutti da seguire e raccontare.
Ma staremo a vedere.

A proposito di Michele Spallino

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