13° sett.: “A good man film”

By on 27 febbraio 2007

Come in un film di Lynch, quando le cose sembrano chiare ecco che spunta il personaggio inatteso a mettere in discussione qualsiasi decodifica dell’intreccio. Siamo lieti allora di lasciare la regia di questa puntata proprio a David Lynch.

Un uomo Giovane, eppur già smagrito dalla politica, dinanzi ad un tavolino. Una luce fioca svela un foglio bianco, quasi una scheda elettorale, e la titubanza interiore del nostro. Ad un tratto, impugnando una penna, compie con la mano un gesto che pare tracciare una ics. Ma la mano è sospesa qualche centimetro e la penna non lascia inchiostro sul foglio. Il volto dell’uomo cela la rabbia, saluta mesto sforzando un sorriso ed esce dalla saletta. Fuori v’è il corso, l’ottica, l’ex esattoria, il vociare serale solo di adolescenti e di ormoni ignari della Democrazia.
Un uomo, indeciso, siede ad un tavolo. Attende domande, cercando risposte. Ha storie con sé, fratelli e Giovani dinanzi. Lancia un’occhiata spavalda e guarda al futuro. Sopra di lui alcune sorelle disbrigano contingenze. Solamente vergini, ignare della Democrazia.
Un uomo, pacato, siede in penombra. Da dietro il vetro scorge una chiesa, degli alberi, lo starnazzare improvviso di uccelli adesso in volo, impauriti dal vociare di fanciulli che inseguono una palla. Calciatori di sogni, ignari della Democrazia.
In un anfratto di un’aula senz’anima, il chiacchiericcio diluito di tanti blatera di valori e personalità. Mentre la politica, che è dei fumatori, si risolve fuori in una proposta – il destino di tutti – lanciata da uno ad un altro. Insieme, appassionatamente, “ma di lui che ne facciamo”. Soltanto politici fumatori, ignari della Democrazia.
Luna piena, quasi albeggiare. Due gatti sul tetto scodinzolano di rabbia ed attendono il sole. Stelle lontane, ignare della Democrazia.
Una donna, combattuta, siede in disparte ed accetta missioni. Smanaccia in difesa, accenna l’attacco, mentre sente il respiro di cervelli sornioni. Solo neuroni contigui, ignari della Democrazia.

Santi Cusimano tira fuori dal cilindro ventisette firme e propone, interrompendo i lavori di un confronto annunciato, la candidatura del consigliere provinciale Rosario Bonomo. Quattro giorni dopo il tempo massimo di presentazione. Sgomento e incredulità per l’autogol.
L’Unità Civica nel frattempo ammicca prepotentemente a destra, ma chiede di mantenere il loro Bonomo (Sandro) a capo della coalizione. Silenzio in sala: dicono che le proposte siano inaccettabili. Solo inaccettabili proposte, ignare della Democrazia.

FINE PRIMO TEMPO

A proposito di Michele Spallino

2 Comments

  1. caramella

    27 febbraio 2007 at 11:42

    ma quell'”ignaro della democrazia” cos’è….? Il paradigma del Partito Democratico? ….e se lo dice uno Spallino !!!!!!

  2. Michele Spallino

    27 febbraio 2007 at 12:04

    Non proprio, è il motivo portante di un film. Poi – non lo scrissi per non scadere fin troppo nell’ovvio – riferimenti a fatti e persone è pur sempre casuale. O causale. O lacu sale.
    AVVERTENZE: se l’articolo vi risulta abbastanza incomprensibile, NON andate a vedere l’ultimo film (Inland Empire) di David Lynch. Nei migliori cinema in questi giorni.

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