Thursday 20 November 2008 17:34

In fin dei conti.

Sabato 3 Febbraio 2007 17:11
Articolo postato da Luca Di Garbo, nella categoria Il sabato del villaggio, e commentato da 7 utenti.

“Il Villaggio è un’isola felice, in fin dei conti”, parola di forestiero mordi e fuggi, quello che taglia l’aria col coltello e mangia volentieri.
Ma ci sarà puzza di bruciato?
La città ha i suoi problemi che il Villaggio non conosce. Verissimo.
Ma è in dubbio che la pace regni sovrana.
C’è chi dice che anche al Villaggio ci sia un che di serpeggiante, di invisibile eppur tangibile, di ineffabile eppur materiale.
Se ne parla, ma non se ne parla. Si dice, ma non si direbbe.
Viene fuori, ma si ricaccia dentro.
C’è chi minimizza. Chi amplifica.
E c’è magari chi ci cade. Chi si fa avanti con fare sorridente e mano protesa.
C’è chi si consuma. Un logorio che finisce per strozzare.
L’usura usura, via via, piano piano.
Sarà vero, in fin dei conti?

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7 Commenti to “In fin dei conti.”

  1. Impolitico said on Sabato, Febbraio 3, 2007, 22:41

    certe cose o si dicono e si dimostrano o non si dicono e basta.

  2. Luca Di Garbo said on Domenica, Febbraio 4, 2007, 19:47

    Giusto. Non posso dimostrare nulla. Ammetto la mia “deficienza”.
    Tuttavia, non mi sembra un’inchiesta giornalistica, né appare, la mia, una sentenza di tono giudiziario. Il mio è un semplice punto interrogativo. Quanto mai ardito, scivoloso. Lo so bene.
    Una rubrica di taglio perlopiù satirico come “il sabato del Villaggio” ha per intento principale quello di sollevare piccoli punti interrogativi in grado di accrescere, attraverso riflessioni più o meno costruttive, il dubbio e lo spirito critico su questioni evidenti, latenti o nascoste. Constato con dispiacere che questo finora non è avvenuto. Mi dispiace che sul fenomeno del “branco” nessun genitore, nessun insegnante, nessun cittadino abbia assolutamente delle opinioni esprimibili a riguardo.
    Giusto dire: “certe cose o si dicono e si dimostrano o non si dicono e basta” per carità. Io vorrei come te caro Peppe, che chi dice certe cose si faccia avanti, non le ricacci dentro una volta espresse. Proprio per questo ho voluto “amplificare” un sentore latente che personalmente mi inquieta, nella speranza che eventuali “spunti” possano aiutarci a capire se i fenomeni dell’usura o anche dell’estorsione, anche da noi esistono davvero, se sono poco più che marginali o sono solo un’invenzione, illazioni che ci fanno solo del male. Non lo capiremo certo qui. Non è il “luogo” adatto. Ma penso che è necessario un po’ interrogarci, anche dentro di noi. Badi bene, non voglio alimentare la cultura del “sospetto infondato” anche se questo, in fin dei conti, può apparire.

  3. Impolitico said on Domenica, Febbraio 4, 2007, 22:05

    devo ricredermi in parte…giusta la tua osservazione. se il senso è sollevare interrogativi, hai colto nel segno, e lo hai fatto anche con stile. ora a te l’onore giornalistico di andare in fondo alla questione. non ti chiedo una risposta al problema, è ovvio, ma un contribunto più importante. Deve avere o no un senso il giornalismo?

  4. aprigliocchi said on Martedì, Febbraio 6, 2007, 14:18

    Per quale ragione il villaggio dovrebbe essere l’isola felice e uscire dalla casistica Siciliana o più in generale italiana? Forse che al villaggio si beve acqua di sorgente benedetta che purifica le anime i corpi e le menti, rendendo tutti più buoni più sani più belli?

  5. Tonino said on Mercoledì, Febbraio 7, 2007, 13:38

    Luca bravo!
    C’è puzza di bruciato entrando al paese.
    (sarà mica la fontana che va a fuoco?)

  6. ophrys said on Giovedì, Febbraio 8, 2007, 13:49

    Posso parlare per la mia esperienza…la mia Società si è aggiudicata un appalto di 10 mila euro per la fornitura di arredo del giardino di palazzo failla (appalto fatto dal PIT 31 Madonie del Comune di Cefalù a cui siamo state invitate 5 società ed è stata scelta l’offerta a ribasso più conveniente) e nessuno si è presentato a chiedere percentuali(per MERITO dell’ingegnere Sottile Capo Ufficio Tecnico del Comune di Castelbuono che doveva semplicemente verbalizzare la consegna ho aspettato 9 mesi per il pagamento…perchè ha verbalizzato “SOLO” con un paio di mesi di ritardo facendo tornare nel bilancio regionale quei soldi per cui è stato necessario un nuovo impegno di spesa dell’Assessorato; solo chi prende lo stipendio ogni 27 del mese non può capire le necessità finanziarie di una Società); nel mio negozio mai nessuno si è presentato per chiedere il pizzo.
    Per quanto riguarda l’usura io ho avuto la fortuna di avere i miei genitori che hanno garantito con delle fidejussioni bancarie gli investimenti necessari nel momento in cui mi sono “inventato” un lavoro; a pelle però ho la sensazione che, anche per colpa delle banche che danno soldi solo a chi li ha, il problema dell’usura esiste.
    Un’idea sarebbe, ed è una mia proposta, che la prossima Amministrazione crei un fondo di fidejussione bancaria, con garanzia patrimoniale (un pezzo di terreno comunale) e quindi senza intaccare il bilancio, che serva da garante nei confronti degli istituti di credito per quei cittadini che si trovano in difficoltà o che abbiano voglia di investire nelle proprie idee e che non sono in grado di garantirSi da soli; si affermerebbe così un principio di solidarietà e sussidiaretà che prosciugherebbe l’acqua di coltura in cui il fenomeno dell’usura sguazza.

  7. Impolitico said on Giovedì, Febbraio 8, 2007, 15:09

    Bella Ophrys..leggo e sottoscrivo.
    E’ una risposta squisitamente politica ad un problema che sembra serpeggiare fra le nostre viuzze.

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