Il carnevale del Villaggio non finirà certo nelle ceneri. Quest’anno c’è molta carne al fuoco e per spegnere gli entusiasmi carnascialeschi si dovrà attendere l’elezione del nuovo balanzone. E così, per la gioia delle dentiere, chiacchiere e riso abbonderanno sulla bocca degli ingordi. E le maschere continueranno il loro teatrino almeno fino ad aprile, quando, smontata la baracca, si insedieranno nel grande baraccone.
È una moderna commedia dell’arte, dove c’è chi si maschera e chi si mascarìa.
Il capo del Villaggio ad esempio, ha deciso di vestirsi da “Testa di Turco”, mascariandosi di cannella e con un diavolicchio per capello. Molti credono che sia tutta crema ma lui assicura che c’è parecchia sostanza, sotto mentite sfoglie.
C’è pure chi si vestirà da “cavallo di Troia” e chi da “asinello di San Giuseppe”, chi da “Venere Ciprea” e chi da “Babbo i l’Itria”.
Risate a crepapelle. Qualcuno ci lascerà le penne, qualcuno resterà in panne.
Ma chi salirà sul carro del vincitore?
Come direbbe un famoso cantautore…lo scopriremo solo ridendo.
dorideni said on Lunedì, Febbraio 19, 2007, 11:19
La maschera la togliamo o la mettiamo per carnevale?
Io sono del parere che la togliamo e ci mostriamo per quello che realmente siamo. E carnevale è il momento in cui riusciamo ad esprimerci senza veli e senza freni, perchè ci rendiamo conto che siamo che noi dobbiamo vivere, non la maschera; noi che dobbiamo respirare, non la maschera; noi che dobbiamo digerire ciò che mangiamo, non la maschera; noi che ci innamoriamo, che andremo in collera, noi che moriremo, non la maschera. Pertanto è meglio che ci liberiamo dalla maschera e mostriamo il nostro vero essere.
Che sia Carnevale tutto l’anno!