Complimenti all’amico Michele per i risultati ottenuti con castelbuono.org.
La nostra ammirazione lo raggiunse ben prima del premio.
Or dunque intraprendiamo il periglioso cammino da lui auspicato, quando scrisse testuali parole:
“…il sito - gradualmente - rinforzerà la propria valenza socio-culturale”
Il titolo scelto, palesemente ostenta la volontà di imperniare l’articolo su caratteristiche civico-etniche e “valenze socio-culturali” in pieno accordo con le idee innovative presidenziali.
“Cogitationes constantes et itinera” dunque, per celebrare i pensieri costantemente impegnati nell’arduo contesto dialettico (espressi nella forma moderna telematica rappresentata dalla Rete Internet) e i cammini socio-culturali intrapresi da castelbuono.org.
Il generico visitatore del sito, nonché lettore del presente articolo, sia dotato di buon senso e una discreta conoscenza della lingua latina per non incorrere in traduzioni affrettate che comporterebbero malintesi e censura immediata dell’articolo stesso. Un’errata interpretazione del testo latino, infatti sarebbe la seguente:
Cogitatio constantes et itinera = IDEE COERENTI E MARCE
Dunque, qualche malintenzionato lettore, potrebbe supporre che l’articolo “diverta” su altri temi e dal mondo terrestre sconfini nel mondo acquatico.
Potrebbe un poeta corrotto comporre sonetto su commissione.
Ardito il mandante. Perspicace il poeta.
Grazie a castelbuono.org, e agli introiti derivanti dalle pubblicità presenti nel sito, possiamo tuttavia anticipare l’Innominato mandante e assoldare il poeta affinché sia nella sua traduzione scevro da qualunque interesse di parte.
Sì come all’uscita del seggio elettorale,
assunta una postura teatrale,
salutansi sornionamente i candidati
pur consapevoli di non averli votati,
tal quale marciava il gruppo ardito:
lo Staffiere, il Cavallo e il Riverito.
Si lamentava alquanto l’animale
di questa marcia molto originale,
avrebbe preferito con mestizia
raccogliere sacchetti d’immondizia.
Si lamentava lo Staffiere al fianco,
di camminare a piedi era già stanco.
Ed il Sovrano che si trovava in testa:
Questa è una guerra e non una protesta!
Lo Staffiere disse al Sovrano:
Questo fatto mi sembra un po’ strano,
il gran Consiglio della nostra città,
non si era arreso all’unanimità?
Sciocco cretino e scostumato!
Gli rispose il Re molto adirato.
Il nostro repentino cambiamento
fu per non perdere il finanziamento.
Marciate al posto di parlare!
Senza la guerra come vi davo da mangiare?
Il Cavallo allor lo guardò storto
pensando a suo cugino ch’era morto.
Riguardo al cibo avrei qualcosa da ridire,
perché a volte non lo riesco a digerire.
Si lagnava l’animale del foraggio
ed anche lo Staffiere ebbe coraggio:
Dovreste spendere il finanziamento
non tutto quanto per il suo nutrimento!
E poi da ignavo fu ne converrete
la scelta per salvare le monete!
Il Sovrano stava per perder la pazienza
eppur fallì di nuovo la coerenza.
Ti confesso concluse allora il Sire
che la coscienza non mi fa dormire.
Il voto unanime salvò il finanziamento,
ma la faccia marcia sul pavimento.
Orazio












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