La politica è servizio, non è spettacolo

Riceviamo dal Consigliere provinciale uscente Rosario Bonomo, e pubblichiamo, una lettera di considerazioni sull’esperienza maturata in questi anni.

Sono trascorsi cinque anni da quando mi fu proposta la candidatura a Consigliere Provinciale. Dopo la campagna elettorale, che vedeva la presenza di altri sei candidati locali, con la fiducia e il consenso di 1865 cittadini, di cui 1150 di Castelbuono, venni eletto Consigliere Provinciale.
Oggi, trascorsi questi anni e avendo deciso da tempo di non ricandidarmi, è del tutto naturale guardare indietro, riflettere e fare anche un bilancio di coscienza, che poi, nella vita è sempre quello più difficile da far “quadrare”.

Come Consigliere di opposizione ho cercato di portare serietà, professionalità e sobrietà in un contesto istituzionale alquanto deteriorato.
Certamente avrò commesso degli errori organizzativi, soprattutto nella comunicazione con i cittadini; riconosco che sarebbe stato più opportuno, oltre le mie informazioni periodiche (agosto 2003; gennaio 2004; luglio 2004; dicembre 2005; settembre 2006;giugno 2007.), individuare forme diverse di comunicazione; mi consola comunque sapere di essermi sempre assunto le mie responsabilità nel ruolo che ho svolto.
Concretamente, in questi cinque anni, senza ricorrere a compromessi indecorosi, ho potuto attenzionare e sollecitare con interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno, emendamenti, la soluzione delle seguenti problematiche:
l’inserimento nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche dei lavori della strada di collegamento Castelbuono-S.Mauro C.le; i lavori di ricostruzione dei muri e la sistemazione della strada per Liccia; la definizione dei lavori per lo svincolo autostradale “Irosa”; i lavori della strada di collegamento Scillato-Caltavuturo;
i lavori di sistemazione dell’area esterna del Liceo Scientifico di Castelbuono; la costruzione del nuovo ITG di Polizzi Generosa; l’adeguamento della struttura dell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco di Petralia Sottana; l’accelerazione dei tempi per la riapertura del chiostro del Duomo di Cefalù; la pressante sollecitazione per l’approvazione di un ordine del giorno che ha evitato la chiusura del Liceo Linguistico di Alimena.
iniziative varie, fin dal mese di novembre del 2003, contro la privatizzazione dell’acqua e la gestione dei rifiuti; interpellanze, che, in gran parte, ancora oggi attendono risposta, sul funzionamento dell’Ospedale di Cefalù, del Consorzio Universitario, dell’Ente Parco delle Madonie; ordini del giorno sullo sperpero dei fondi per la realizzazione dell’annuale festa della Provincia, o sui contributi elargiti per finalità di dubbia assistenza sociale, o sul funzionamento delle società di servizi cui la Provincia è socia (GESAP; CIEM; ecc…)

Un forte rammarico riguarda la mancata realizzazione degli ultimi interventi di manutenzione per il chiostro di S. Francesco a Castelbuono, tra l’altro, sede del Consorzio Universitario. Interessi e pressioni per l’affidamento di alcuni incarichi professionali e contrasti tra la Provincia e l’Amministrazione comunale di Castelbuono hanno impedito l’ulteriore finanziamento. Per protesta, durante una seduta del Consiglio Provinciale, consegnai provocatoriamente alla Giunta Musotto una medaglia d’oro per il primato conseguito nella capacità, prima, di prevedere il finanziamento del completamento di un’opera di interesse territoriale e, poi, togliere lo stesso finanziamento.
Il mio è stato un impegno non alla ricerca di una poltrona, di una visibilità fine a se stessa solo per apparire ed essere citato dalla stampa, ma un servizio disinteressato e sobrio.
Oggi, da questa esperienza, che ho più volte definito squallida e negativa, traggo alcune conclusioni.
Ritengo, insieme ad una moltitudine di persone e di studiosi, che l’Istituzione “Provincia” è un altro luogo di clientela, di inefficienza, di sperpero di denaro pubblico. Pertanto condivido pienamente l’ipotesi, da tempo avanzata, di abolizione delle Province.
Bisogna liberare le “Istituzioni” da quanti rincorrono interessi e privilegi particolari.
Bisogna liberare le “Istituzioni” da quanti, nel loro operare, usano il metodo delle strategie e lo strumento del complotto o del bieco compromesso.
Questo modo di essere, di pensare e di agire, purtroppo, appartiene a tanti tra i diversi schieramenti politici dove prevale la logica burocratica di apparato.
Appartiene anche ai “politici” locali che, con la categorie mentali proprie, alquanto limitate, si permettono, tra l’altro, di interpretare le mie recenti dimissioni da Consigliere provinciale. Questi “strateghi della politica”, tra tutti i loro calcoli e i loro ragionamenti, non hanno tenuto conto o si sono dimenticati dei valori e principi per me sovrani nell’agire personale e politico: l’umiltà, la coerenza e la professionalità.
Oggi, ribadisco che umiltà, coerenza e professionalità sono stati e rimarranno i miei punti di forza.
Quindi, con intenso affetto e profondo rispetto, saluto i 1865 cittadini che cinque anni fa mi hanno votato.
Li ho rappresentati a Palazzo Comitini, sede della Provincia, con l’onestà del servizio, che è la forza della vera politica.
Li ho rappresentati senza mai salire sul pulpito per fare prediche deliranti, senza mai unirmi allo stuolo degli “osannanti”, non ho mai fatto parte della “politica spettacolo”, perché, non mi stancherò mai di gridarlo, la politica è servizio disinteressato alla comunità. Solo in questi termini la politica è giustificazione del potere.

28/5/2008
Cordialmente,
Rosario Bonomo


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    2 Responses to “La politica è servizio, non è spettacolo”


    1. 1 Plinio

      Concordo.La politica e’ servizio e non spettacolo.
      Ma aggiungo che i “i miseri” tempi che vive “questa”politica,necessitano di precise,alte,continue denunce a destra e a manca in corso d’opera e non soltanto a consuntivo.
      Da chi è dentro e da chi è fuori dalle istituzioni e da qualsiasi organizzazione.
      Una chiosa(che non vuole essere polemica):comprendo l’affetto e il rispetto per i 1865 elettori che hanno votato l’ex consigliere.Mi torna difficile comprenderne la loro sola rappresentanza.

    2. 2 Salvo Smentita

      Da tempo avrei voluto affrontare su questo blog il tema delle dimissioni del consigliere provinciale Rosario Bonomo. Mi sarebbe piaciuto chiedergli come mai si è (o sarebbe) accorto dell’inutilità della Provincia solo alla vigilia della scadenza del mandato. Avrei voluto chiedergli come mai, nonostante le sue critiche, il suo disappunto, le “medaglie d’oro consegnate al presidente” lui, il consigliere “che non si ricandiderà”, abbia continuato ad accettare per quasi tutto il mandato gettone di presenza, indennità di seduta e di commissione (che sommati fanno più o meno il doppio di uno stipendio normale)…
      Avrei voluto chiedergli questo e altro ancora, ma - anche a causa degli impegni lavorativi - mi ero persuaso che forse era meglio soprassedere e lasciare che il mandato del consigliere Bonomo venisse dimenticato in fretta. Dopo tutto, vista la mole di “atti, interrogazioni, interpellanze”, sollecitazioni e solleticazioni prodotti, credo che non ci sarebbe voluto neanche tanto.
      Ma davanti a questa lettera non posso non intervenire. Perché il consigliere provinciale Rosario Bonomo mi scuserà (del resto contro di lui non ho niente di personale), ma se io avessi avuto un mandato come il suo come minimo mi sarei incatenato notte e giorno davanti a palazzo comitini per sensibilizzare presidente, giunta, consiglio e cittadini sulla pericolosità della Castelbuono-Liccia. Avrei inserito quest’opera come la prima e forse l’unica priorità - essendo una delle poche emergenze serie del nostro paese - e ne avrei fatto la bandiera del mio mandato. E poi, ma solo poi, avrei cominciato ad occuparmi di tutto il resto. E finiamola con l’alibi dei consiglieri di opposizione che non contano niente: se così fosse allora potremmo tranquillamente abolire questa figura…
      Scusatemi se sono stato troppo diretto, ma oltre a ritenere inutile questo mandato, reputo molto tardive le dimissioni del consigliere Bonomo. E il contenuto di questa lettera quasi offensivo per noi elettori.
      Saluti, Salvo Smentita

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