This option will reset the home page of this site. Restoring any closed widgets or categories.

Reset

Gli anni che verranno

Riceviamo e pubblichiamo
Lettera aperta ai cittadini delle Madonie

Questo è il titolo di un mio appello fatto nel 2007 alla comunità di Castelbuono e utilizzato oggi in questo intervento che interessa le Madonie; convinto assertore che esse rappresentino uno dei territori che più di altri offre un’immagine positiva della Sicilia nel mondo.
L’anno 2013 sarà testimone di due appuntamenti fondamentali per il futuro sviluppo delle aree del bacino del Mediterraneo: la concretizzazione del progetto “area di libero scambio” voluto dall’Europa che coinvolge quasi ottocento milioni di abitanti, e la scadenza dell’attuale piano “Convergenza 2007/ 2013” previsto dal Parlamento Europeo.

Tutti comprendiamo che gli anni che verranno saranno strategici per pianificare il futuro della nostra Sicilia. Penso che, per i prossimi cinque anni, a nessuno sfugga l’esigenza di avere una classe politica che abbia la capacità di operare affinché tutti gli attori protagonisti delle Madonie, operatori pubblici e privati, attraverso un progetto comune, possano attivarsi e consolidare il virtuoso percorso già avviato in questi anni raggiungendo obiettivi sia in termini di spesa (PATTO, P.I.T., P.R.U.S.T.), sia in termini di qualità. Oggi assistiamo ad investimenti sia nel pubblico che nel privato che hanno qualificato il nostro territorio senza creare cattedrali nel deserto.
Diventa quindi necessario un confronto, che permetta a chiunque lo desideri di dare il proprio contributo, privo di sterili polemiche, su come vogliamo siano e diventino le Madonie nell’ambito dello sviluppo regionale.
Nella qualità di Sindaco del comune di Castelbuono da due consiliature, voglio dare il mio personale contributo.
Sicuramente nessuno potrà smentire che una parte della classe politica e dirigenziale che ha governato questo comprensorio in questi anni, ha avuto la capacità di programmare lo sviluppo e trasformare l’economia. Infatti, dalle attività produttive basate principalmente sull’edilizia alla fine degli anni novanta, sono stati incrementati altri settori che coinvolgono addetti che operano dal turismo all’agricoltura, dall’artigianato al commercio. Voglio precisare che gli imprenditori di tali settori puntano all’eccellenza senza sottovalutare la capacità che ha avuto il mondo del Lavoro e delle professioni nel sapersi qualificare.
Bisogna anche sottolineare che in alcuni Comuni, il mancato sviluppo economico è da attribuire alla propria classe politica che, a causa di sterili polemiche, è rimasta impantanata oppure, per mancanza di coraggio, non ha avviato quella trasformazione economica-culturale lasciando il futuro del proprio paese in balia del fato. Altri comuni, invece hanno intrapreso un percorso diverso, orientato verso uno sviluppo efficace.
Siamo tutti consapevoli che gli anni che verranno saranno decisivi per il futuro che dipenderà dalla nostra capacità di saper amministrare per il bene comune, al fine di consolidare tutti i processi avviati che auspico possano estendersi a tutto il comprensorio.
Potrebbe verificarsi anche un’inversione di marcia che rischierebbe di renderci conformi a quel modello sociale e culturale diffuso in molte parti del nostro comprensorio e cioè di assumere caratteristiche e comportamenti del “vivere alla giornata”, senza alcuna speranza ottimistica per il futuro e rassegnati al destino.

La mia proposta è quella di rimboccarci le maniche, di metterci a lavoro “senza se e senza ma” affinchè le Madonie possano presentarsi preparate ai prossimi appuntamenti per affrontare tutte le sfide che la società moderna ci richiede e nel contempo utilizzare le molteplici opportunità che si presentano.
In alcune realtà locali, l’azione amministrativa di questi anni ha manifestato compiutamente l’opera di consolidamento e di recupero dell’immenso patrimonio culturale, monumentale, ambientale, storico e umano che le nostre Madonie custodiscono.
Io e la classe politica e dirigente di Castelbuono, sentiamo di aver lavorato con impegno e serietà tali da far crescere questo nostro paese e l’intero comprensorio madonita senza avere agito mai con atteggiamenti campanilistici. Siamo stati protagonisti dello sviluppo e della crescita di tanti progetti comprensoriali impegnandoci a favorire un processo che ha permesso a questo comprensorio di offrire condizioni favorevoli per chi desidera viverci.
Tutto quello che di positivo si è costruito in questi anni nelle Madonie ( So.svi.ma, Gal, Consorzio universitario, Distretto Turistico, Consorzio Carni, ecc…), si è avviato con il desiderio che non si esaurisca, ma provochi fermento atto a produrre nuove occasioni di sviluppo economico, di pensare al futuro (che io vedo roseo) in un percorso di coinvolgimento che vede tutti gli interpreti dei processi economici di sviluppo del nostro comprensorio operare in sinergia.
Nel futuro a cui penso, vedo l’ avvio di progetti che mettano al centro di tutti i nostri sforzi l’Uomo, sostenitore del valore delle risorse culturali, imprenditoriali, professionali, ambientali, che ci appartengono, le sue esigenze, i suoi bisogni.
Gli obiettivi futuri devono essere rivolti a migliorare le condizioni di vivibilità dei centri urbani liberandoli dalle auto, costruendo adeguati parcheggi, creando una giusta mobilità intercomunale collegata con le grandi vie di comunicazione (autostrade, ferrovie, porti, aeroporti). Recuperare gli immobili privati, agevolare l’insediamento di attività e di laboratori artigianali compatibili con il tessuto urbano e favorire le attività commerciali e i servizi nel centro urbano insieme alle opportunità di insediamento di adeguati centri commerciali e di servizi in alcune aree delle Madonie; aiutare i nostri imprenditori ad insediarsi nelle zone artigianali (Castelbuono, Collesano, Madunnuzza, Polizzi, ecc..). Garantire alle associazioni culturali adeguati spazi all’interno dei centri abitati attraverso il recupero degli antichi teatri e spazi pubblici e creando nuove strutture per dare risposte alle emergenti richieste culturali. Favorire una politica socio-sanitaria, che consenta l’insediamento nelle Madonie di adeguate strutture di cura e di assistenza per gli anziani, per i soggetti diversamente abili nonché centri specializzati per la cura di patologie che richiedono tranquillità e ambienti sani, utilizzando le strutture ricettive pubbliche e private per ospitare il turismo della terza età, sociale e sanitario. Promuovere il turismo ambientale per mezzo di offerte destinate allo svolgimento di attività ricreative come il trekking, il cicloturismo, le ippovie, geo-park …
Mi piacerebbe candidare il nostro comprensorio ad ospitare corsi universitari aperti agli allievi che provengono dal bacino del Mediterraneo sui temi dell’ ambiente e dello sviluppo sostenibile, dell’enogastronomia, lo studio dei diritti umani, dell’artigianato.
Dovremo assegnare un ruolo strategico alle nostre istituzioni Museali e Fondazioni implementando il patrimonio in loro possesso e consolidando il percorso intrapreso anche con il distretto culturale, senza tralasciare il confronto con le altre istituzioni presenti in Sicilia e nei Paesi del Mediterraneo.
Gli anni che verranno saranno fondamentali per comporre uno sviluppo sostenibile e duraturo per dare la possibilità a chi vuole vivere o investire nel nostro territorio di trovare tutte le condizioni favorevoli in termini di trasparenza amministrativa, sicurezza, certezza nella politica di sviluppo.
Continuiamo a governare insieme le Madonie, apriamo un confronto chiaro con la politica Regionale, non ci chiudiamo in posizioni grette e di parte, manifestiamo trasversalmente le istanze che provengono dal territorio.
I politici ed i gruppi dirigenti dei partiti stanno vivendo una crisi mai vista prima. Si sono arroccati a gestire poltrone e sottogoverni e non ascoltano più le richieste dei territori, impegnati ad elargire clientele, cercando di omologare i nostri cervelli alla cultura del favore. Non arrendiamoci a questo modello, abbiamo le capacità di presentarci al confronto con le nostre idee, i nostri progetti, le nostre proposte, che daranno l’opportunità alle nuove generazioni di decidere e scegliere liberamente di vivere ed investire il proprio sapere in questa bellissima terra di Sicilia, luogo naturale di incontro di religioni, popoli e culture.
Io mi pongo come umile “francescano” in questo percorso, amo la mia terra e ho un sogno che potrà realizzarsi solo con il concorso di tanti. Confrontiamoci con tutti gli altri protagonisti della vita politica, amministrativa della nostra regione, “a schiena dritta”, pretendiamo risposte certe. Sappiamo che il nostro futuro è nelle nostre mani. Buttando il sasso nello stagno ho voluto aprire il dibattito, insieme stabiliremo i modi ed i termini del percorso da portare avanti.

sindaco@comune.castelbuono.pa.it
santannuzza@alice.it

Castelbuono, li 03.09.2008.

Il Sindaco
Mario Cicero


[condividi su bookmark bookmark bookmark ]

Articoli correlati

  • Nessun articolo

1 Commento

  1. Egregio Sig. Sindaco,
    colgo con piacere il suo spunto, che condivido, e mi permetto di intervenire limitando il contributo alle mie competenze e circoscrivendolo alla nostra realtà comunale.
    E’ arrivato - a mio modestissimo avviso - il momento di rallentare, di - mi passi la battuta - applicare i sani principi della “decrescita felice” anche alla gestione amministrativa del comune.
    Dall’esperienza diretta, seppur periferica rispetto all’amministrazione complessiva del paese, ho avuto modo di conoscere alcune meccaniche interne agli uffici, e di seguirne le logiche e i non sporadici affanni e le ristrettezze economiche, nonostante la “salubrità” esemplare dei nostri bilanci comunali.
    Il paese - grazie alla politica di grande visibilità e sostanza di questi anni - gode già adesso di una notevole esposizione mediatica (ben superiore alla propria dimensione empirica) tale da risultare immune, e mantenere anzi un trend positivo, al tracollo del turismo regionale.
    Le dissennate politiche “particolari” degli amministratori sovracomunali di turno non hanno saputo investire nelle vocazioni delle località e lavorare sui sistemi di ottimizzazione e vendita dell’offerta. Vedasi il famigerato caso di Campofelice: soldi a palate per un’invenzione artificiale di una città turistica e d’eventi che non esisteva - intasandola di una tantum - per il solo intrattenimento di avventori mordi-e-fuggi e villeggianti d’alto borgo (e amministratori apparentati ad altri residenti nelle stanze dei bottoni).
    Così a noi tocca, a mio vedere, fare di necessità virtù e continuare la meritevole opera di differenziazione verso un turismo “culturale” destagionalizzato, consolidando ciò che esiste, accrescendone spessore e curandone i particolari: “fare la manutenzione” (anche strutturalmente), al grande patrimonio - antico e moderno - di beni monumentali e immateriali, di buone pratiche pubbliche e private.
    La cura dell’accoglienza, del decoro urbano, dei servizi accessori, della logistica e, soprattutto, della “comunicazione” intesa non soltanto come strumento promozionale esterno, ma anche come elemento necessario per una corretta fruizione dei servizi alla persona e dei “significati” che muovono la programmazione e i provvedimenti.
    Il “sistema paese” va sintetizzato - direi quasi “in una frase” - e condiviso con tutte le forze produttive interne: arrivare a formulare e possedere quasi una definizione “Castelbuono è…” ottimizza la consapevolezza interna ed aiuta nella lettura altrui in fase di proiezione esterna.
    E’ arrivato il momento di investire forze e risorse nel “recupero”, nella “manutenzione” dicevo, in senso particolare e in senso lato, attraverso la concentrazione su progetti “strutturali”, organici ad un piano integrato, ed essere più che pronti - facendosi trovare con istanze pronte, condivise e approvate nel cassetto - per la programmazione 2007 - 2013. Non c’è altro da acquistare o da “inventare”: c’è solo da ottimizzare l’esistente.
    Lo straordinario assetto urbano, l’immenso “fascino multisettoriale” che ereditiamo, la pulizia, un piano traffico efficiente, un sistema imprenditoriale adeguatamente supportato e la “cura dei dettagli” farà tutto il resto. Innanzitutto per la qualità della vita dei residenti, e nell’indotto conseguente, e - successivamente - negli avventori: chi viene a Castelbuono torna già adesso a casa soddisfatto, a prescindere dal piccolo “eventucolo” di turno.
    Curare i dettagli, quindi, per curare noi stessi. Consolidare i grandi progetti, in grado di ambire al lungo periodo e coerenti al sistema paese di cui sopra, e dare dignità alle piccole cose meritevoli. Sarebbe anche il caso di “potare” qualche ramo dispettoso, per rispettare il “disegno” e poter sostenere con più linfa l’irrobustimento complessivo.
    Solo così avremo creato il contesto omogeneo e altamente vivibile, ancor più facile da vivere ed “esportare”.
    Solo così Castelbuono potrà fare da leader autentico nelle Madonie - “la piccola Umbria”, diceva qualcuno - nelle reti e nei distretti istituzionali, impersonificando in sé finalmente tutti i criteri di omogeneità dell’offerta del Parco e dandogli una nuova pregnanza più produttiva. Un ruolo “da portabandiera” che Cefalù non ha saputo, o non ha voluto, rivestire; stando, spesso e volentieri, con “un piede su due scarpe”.
    Dal Distretto Culturale al riconoscimento quale patrimonio Unesco il passo potrebbe essere breve…

Intervieni

Devi essere loggato per inviare un commento.