“A calata di veli”: il custode di un rito

Pubblicato da il 1 marzo 2013
crocifisso

Mostre, convegni, spettacoli, prove…di questo è teatro oggi una chiesa del centro storico castelbuonese: la chiesa del Crocifisso dei cinque veli. Molti di noi ci sono entrati, hanno visto i presepi, le foto, gli oggetti di turno e sono usciti non carpendo un angolo di memoria, non intrufolandosi nel fuligginoso passato coperto di intonaco e di polvere.
Eppure, almeno fino al 1951, i Venerdì di Quaresima la chiesa diveniva davvero un teatro in cui si ripeteva uno spettacolo annuale per i devoti castelbuonesi che accorrevano numerosi: a prierica e a calata di veli.
Custode, memore ed abbandonato, del rito è l’altare maggiore: ancora integro, ben conservato ma spoglio.
Nella nicchia, coperta dalla grata, prendeva posto il crocifisso bizantineggiante (oggi esposto alla Matrice Nuova), vero punto focale della del rito, velato con 5 teli dipinti in cui erano raffigurati i misteri della passione e un ultimo velo nero.
Ogni Venerdì di Quaresima (Venniri di Marzu), una predica e alcuni canti accompagnavano la “svelata” del Crocifisso. I veli, tesi in appositi telai, venivano calati grazie ad una macchina (di cui restano i pezzi dietro l’altare stesso e i binari in cui scorrevano i veli) senza che i devoti potessero vedere chi li manovrava. Ad ogni velo corrispondeva un canto (anticamente probabilmente una lamentazione) e una piccola omelia del sacerdote che rendevano più suggestivo il momento. Alla caduta del velo nero appariva il Crocifisso.
La grata, ancora presente, era preposta a scendere verso il basso tramite il marchingegno e con ogni probabilità la sua discesa apriva il rito.
Lo svelarsi del Crocifisso doveva essere di forte impatto emotivo, alcuni specchi (posti intorno alla Croce) dovevano ulteriormente spettacolarizzare “l’apparizione” del Cristo.
Purtroppo nel 1951 la chiesa fu chiusa al culto, scomparve l’antica confraternita e….tutto fu abbandonato. Così tragicamente annotava il sagrestano della chiesa sotto l’altare maggiore 16 Marzo 1951 ultimo Venerdì di Marzo.
U CRUCIFISSU DI CINCU VELI che tanta devozione aveva riscosso per secoli è oggi anonimo ai nostri occhi, privo di ogni connotazione antica. Alcuni veli furono venduti altri, troppo malmessi furono bruciati. Si chiude così, nel mistero di un altare spoglio, la vita di un rito quaresimale….
Ci si può fare una idea di come si svolgesse il rito osservando a calata dei veli che ancora si svolge a Monreale durante la i Venerdì di Quaresima o un’altra simile che ha luogo ad Isnello per la festa del Crocifisso.

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