A Palermo “Mangiare è cultura”. L’Abbazia Santa Anastasia “gioca” con la manna

By on 10 Mar 2018

[crobachedigusto.it / Clarissa Iraci] La nostra iniziativa “A Palermo mangiare è cultura” varca i confini della città e raggiunge anche i comuni più o meno vicini al capoluogo. Siamo a Castelbuono, cuore del Parco delle Madonie. Qui si accavallano i sapori e i profumi del cibo e del vino con quelli dei profumi dei boschi del Parco.

In occasione dell’evento “Manna all’Occhiello” che si terrà giorno 11 marzo, inserito nel programma di “Mangia, bevi, ama!”, Abbazia Santa Anastasia presenterà il piatto dedicato a Palermo, con una ricetta carica di aromi della macchia mediterranea e accompagnata dai vini biodinamici prodotti in Abbazia. “Filetto di maiale, vino passito e manna”.


(Antonio Bonadonna)

La storia del piatto creato dallo chef Antonio Bonadonna comincia con una selezione di carni pregiate e cotte al profumo di rosmarino, si completa con il sentore di Cinquegrani, vino passito Bio da uve Grecanico Dorato ma si distingue con un ingrediente esclusivo Castelbuonese, presidio Slow Food: la manna. Nel percorso di cottura questa verrà ridotta con il passito e aggiunta come granella per guarnire il piatto. 

La manna, linfa estratta dalla corteccia del frassino, fu scoperta nel X secolo dagli Arabi, che ne rivelarono le capacità curative e nutrizionali e ne permisero la sua successiva diffusione, sia in campo medico che in campo culinario. Il passito ridotto con la manna viene prodotto con un metodo di produzione antico che prevede un affinamento di tre anni in sole barrique di secondo passaggio dalle aromatiche e rinascimentali uve Grecanico. L’unione felice quindi di un prodotto esclusivo siciliano scoperto dalla dominazione araba e un vitigno di matrice greca. Nella giornata dell’11 marzo, con la partecipazione del frassinocultore e filosofo Giulio Gelardi, che spiegherà l’affascinante storia della manna, la ricetta si pone come celebrazione di una Sicilia che non è solo culla di ingredienti gustosi e ricchi di proprietà, ma di sua esclusiva provenienza e coltivazione. 

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La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

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