“Abitare nelle vie canore d’Italia e sputare sul busto del duce.”

Ivano Marescotti è un attore bolognese bravissimo. Se pensate di non sapere chi è, guardatelo nella foto e sicuramente lo riconoscerete. Ivano Marescotti, oltre ad essere un bravissimo attore, di cinema e teatro, è una persona intelligente e che interpreta il suo lavoro anche come impegno politico, che poi è lo scopo che ogni iniziativa culturale dovrebbe avere. L’ultimo esempio lampante di azione, messaggio, riconducibile al concetto di arte impegnata è recente: l’attore Ivano Marescotti si rifiuta di mandare in scena il suo ultimo spettacolo “La Fondazione”, in programma il primo Marzo a Cesenatico (FC), se verrà approvata l’idea del sindaco di mettere il busto di Mussolini da qualche parte. La proposta del primo cittadino della località marina è più di una provocazione, una dichiarazione di intenti che proporrà il busto del duce come monumento pubblico, da mettere in una piazza, o in una biblioteca, o, perché no, nell’aula comunale. Alle copiose proteste dell’insieme dei cittadini che ancora si indigna, si accoda la voce di Marescotti che dichiara “non vorrei trovarmelo davanti ed essere costretto a sputargli sopra pensando di sputare al duce e al fascismo”. Di contro, il sindaco Buda si stupisce di “come ancora qualcuno non riesca a guardare la propria storia libero da pregiudizi ideologici e discuterne con la necessaria serenità”, dichiarazione che puzza molto di revisionismo storico o pacatezza mentale, chiamatela come volete, insomma la stessa mancanza di giudizio e cognizione che spingono un candidato premier a dire che Mussolini ha fatto bene al nostro paese, ad esclusione delle leggi razziali.

Ci sono tante canzoni, nalle tradizione canora italiana, che parlano di vie, piazze e strade. Un’agenzia immobiliare ha stilato una classifica in base al valore economico di un appartamento medio (80 metri quadri, secondo piano), per capire se può esserci un’influenza data dalla fama e dalla notorietà del luogo. E allora si scopre che ai vertici di questa speciale classifica ci sono Piazza Campo dè Fiori a Roma, citata da venditti, ma che tutto sommato è famosa di suo, non di certo per la canzone, poi c’è, sempre a Roma, Via Margutta, canzone di Luca Barbarossa, in entrambi i casi un appartamento vale circa 800 mila Euro. Poi arriva Milano, con la sua Porta Romana, cantata da Giorgio Gaber, che però vale il doppio rispetto ad un’altra zona ben più periferica: la via Gluck di Celentano. Nella Top Ten troviamo via Toledo a Napoli, della canzone di Carosone “Tu vuò fa l’americano”. Segue subito dopo la “Piazza Grande” di Lucio Dalla, che però a dispetto di come molti credono non è Piazza Maggiore, luogo centralissimo di Bologna, bensì piazza Cavour, dove il cantautore emiliano ha abitato per diversi anni. Vivere in piazza Grande, oggi, costerebbe quasi 300 mila Euro.

Anche per questa settimana ho cercato di regalarvi qualche curiosità. Appuntamento, se vorrete a Giovedì prossimo.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?

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