“Adsl lumaca, Freddy Mercury rinnegato e la rivincita del terrone.”

L’adsl in Italia è una lumaca. Addirittura la velocità media è scesa rispetto allo scorso anno e le prestazioni effettive si fermano a circa metà rispetto a quelle promesse dagli operatori telefonici. In più aumenta il divario tra nord e sud Italia, per cui chi abita a Crotone, per esempio, e sottoscrive lo stesso contratto di un altro utente di Trieste per un collegamento internet, riceve un servizio più scadente (di solito la velocità è dimezzata), per problemi legati alle infrastrutture di fibra ottica presenti nel sottosuolo. Per avere qualche numero, in Italia solo il 5% delle connessioni supera i 5 Megabyte di velocità, portandoci nelle ultime posizioni tra i paesi europei digitalizzati. Questi sono i risultati dello studio effettuato da SOS Tariffe. Anche l’Agcom ha intenzione di effettuare uno studio dai medesimi contenuti, ma finora le compagnie telefoniche si sono opposte con motivazioni legate a presunte violazioni della privacy. Ad oggi un utile servizio che l’autorità garante delle comunicazioni fornisce è Misura Internet, cioè un test ufficiale per verificare la velocità della propria connessione ed eventualmente presentare una raccomandata di protesta alla compagnia telefonica che aveva reclamizzato prestazioni non effettive. Se non vengono presi provvedimenti, l’utente può rescindere il contratto senza pagare i 40 Euro di spese di disdetta. Vedremo se finalmente potremo avere ragione di loro.

In questi giorni si ricorda il ventesimo anno dalla scomparsa di Freddy Mercury, l’eclettico leader dei Queen e indiscusso talento vocale e modello di riferimento che ha fatto stile per diverse generazioni. Non tutti sanno che Freddy è nato nell’isola di Zanzibar e cresciuto in India. Non lo sapevo neanch’io. L’ho scoperto in questi giorni leggendo un articolo in cui si discuteva del rifiuto della sua città natale (Stone Town, capoluogo dell’isola di Zanzibar) di attribuirgli la dovuta riconoscenza perché omosessuale e perché morto di AIDS. Seppur il luogo è noto per questo, ne parlano tutte le guide turistiche e diversi abitanti di vantano di raccontare aneddoti che lo riguardano, ma ufficialmente nessuno ne sa niente e nessun cartello, museo, statua, effige ne porta la testimonianza. Zanzibar fa parte della Tanzania, paese africano dove addirittura l’omosessualità è reato, ecco perché tante remore e tanti indugi nell’accettare la paternità di un personaggio così istrionico. Chissà, forse un giorno partirà proprio da quell’isola la rivoluzione culturale che porterà ad accettare gli omosessuali e i malati di AIDS, e magari lo farà in nome di Freddy Mercury che tanti taboo li ha sfatati in vita e potrebbe continuare a farlo anche dal cielo.

Dare del “terrone” a qualcuno è ingiuria ed è passibile di reato. Lo conferma la Cassazione in una sentenza per un litigio avvenuto in Piemonte tra vicini di casa, in cui uno ha accusato l’altro di essere, cito testualmente, un “terrone di merda”. La cosa curiosa è che il vicino non era nemmeno meridionale, e l’accusato allora ha presentato ricorso perché non avrebbe dovuto offendersi. Ma alla fine non l’ha spuntata e dunque la parola “terrone” è offensiva aldilà del significato intrinseco o dal fatto che possa identificare una provenienza geografica. A me a volte, se proprio devo essere sincero, piace essere definito così. Io sono un terrone. D’altronde la definizione indica l’identità di contadino, di uomo che ha zappato la terra e viene dal meridione, spesso e volentieri per lavorare in fabbrica e cercare condizioni di vita migliori (raramente si rilevarono tali). Non ci trovo niente di cui vergognarsi, perché non vorrei mai provar altro se non orgoglio per quel che sono le mie origini.

Buona settimana cari lettori, appuntamento alla prossima uscita.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?