Al Centro Sud conferenza sull’integrazione sociale delle comunità straniere residenti a Castelbuono

[Riceviamo e pubblichiamo] Sono passati 80 anni da quel settembre 1938, mese “caldo” in cui vennero emanati i primi provvedimenti contro gli stranieri e in difesa della razza, passati alla storia come «leggi razziali».
Quello fascista fu un periodo contraddistinto da una debole consapevolezza del popolo italiano, soggetto alle violenze e alla forza bruta dello squadrismo, favorendo la vergogna del secolo scorso.
Oggi che tutto sembra diverso, che errori di quel tipo si pensava non si potessero più commettere, ci ritroviamo a parlare ancora non di popoli, di solidarietà e fratellanza ma di paura del diverso, dello straniero, del fratello migrante infelice, costretto a scappare dalla guerra, ad abbandonare la sua terra in cerca una vita migliore.
Castelbuono è una piccola comunità, un puntino geografico in una carta che potrebbe essere segnata da frecce di migrazione da e verso tutte le direzioni. Castelbuono è il punto nel quale convergono tanti piccoli vettori di spostamento umano.
Come cambia la struttura di un paese? Quali e quanti sono gli uomini e le donne che vengono da lontano e vi trovano riparo?
Castelbuono accoglie, rispetta e favorisce l’integrazione di culture differenti dalla propria. Castelbuono non discrimina, ma include, e le testimonianze lo dimostrano.
Diamo a tutti il messaggio che l’entità della convivenza mutualistica misura la civiltà di una comunità.
Si coglie l’occasione per invitare la cittadinanza a partecipare alla conferenza promossa dal Centro Polis, sull’integrazione sociale delle comunità straniere residenti a Castelbuono; l’appuntamento è per il 27 settembre alle ore 19:30 al Centro Sud. In tale occasione sarà possibile riflettere sulle tematiche inerenti l’accoglienza, attraverso un’analisi attenta sulle contraddizioni di quel periodo storico e le similitudini con il presente, con una crescente preoccupazione per il sentimento di “paura del diverso”, da neutralizzare con la solidarietà, l’integrazione, l’apertura.

Il Centro Polis

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