Al Mandralisca 142 mila euro Fondi esigui, resta l?allarme

Pubblicato da il 2 maggio 2013
ritratto d'uomo

[LAVOCEWEB.COM] Alla fine la Regione ha mantenuto solo in parte gli impegni e ha assegnato alla Fondazione Mandralisca solo 142 mila euro. È uno dei tanti aspetti discussi della ripartizione delle somme agli enti e alle associazioni della famosa tabella H. Al Mandralisca vanno solo 142 mila euro. Gli stessi dell’anno scorso. ?Troppo pochi: non bastano neppure a mantenere la gestione e i servizi? protesta il sindaco Rosario Lapunzina.
?Siamo da un lato insoddisfatti e dall?altro preoccupati?. Lapunzina esprime così la sua profonda delusione perché, di fatto, non sono state accolte le richieste di un incremento della dotazione in una misura tale da coprire almeno le spese fisse della gestione del museo. Come coprire la differenza?
Il cda della Fondazione si troverà di fronte, nella seduta già prevista per i prossimi giorni, a un forte ostacolo finanziario. Si dovrà stipulare una convenzione con il Comune per la custodia e la gestione del lascito Cirrincione. Ma non si può avere allo stato un’idea dell’entità della somma a carico del Comune. L’Ente parco delle Madonie ha promesso un suo intervento ma anche in questo caso non si può stabilire una cifra esatta. Gli unici dati finanziari sicuri sono i 142 mila euro della Regione e i 70 mila circa degli incassi dello sbigliettamento. E siccome le spese fisse annuali ammontano a 277 mila euro si porrà il problema di recuperare gli atri 65 mila che servono a eliminare o a contenere le sofferenze.
Stando così le cose non si potrà sciogliere alcun dubbio sul destino e sul futuro del museo. “Ogni opzione è possibile” è la conclusione del presidente Angelo Piscitello che da tempo denuncia il rischio reale di una chiusura malgrado l’impegno dei dipendenti che, pur in arretrato di diversi stipendi, hanno comunque assicurato la prosecuzione delle attività.
In vista dell’appostamento dei contributi nella tabella H del bilancio regionale, il sindaco aveva lanciato un appello perché fosse fatto di tutto per salvare il Mandralisca, un museo che non è ?solo uno dei simboli di Cefalù, ma rappresenta a pieno titolo l?identità siciliana e dell?intera cultura del mondo occidentale?. È ?metafora di ciò che le generazioni passate ci hanno trasmesso e che noi abbiamo il dovere di trasmettere ai nostri figli?.
?Ritengo ? aggiungeva Lapunzina ? che oggi sia ingiusto far pagare alla Fondazione Mandralisca, come ad altre istituzioni di alta cultura, le scelte sbagliate del passato; per questo, a nome dell?intera città di Cefalù, chiedo una forte azione, da parte della Regione Sicilia, volta a scongiurare, una volta per tutte, il rischio di chiusura del museo. Anche l’assessore Mariarita Sgarlata aveva promesso il suo sostegno per l’incremento del contributo regionale. L’impegno c’era ma alla fine la coperta era così corta che non è stato possibile andare oltre 142 mila euro.

Ma anche se si tratta di scelte indotta dalla limitatezza dei fondi rispetto ai metodi del passato non si riesce a cogliere profondi e radicali cambiamenti. Nell’elenco dei destinatari dei finanziamenti della tabella H si ritrovano infatti contributi dati ad associazioni quasi sconosciute o a istituzioni che non svolgono attività significative ma che sono assistite da sostegni molto influenti. Discutibile anche la dispersione di fondi in mille rivoli: per le stesse finalità l’elenco comprende, per esempio, vari soggetti percettori. E non si capisce l’esigenza di tenere in piedi tanti soggetti che svolgono identiche attività. Una razionalizzazione dei contributi sarebbe stata una linea più credibile e forse più condivisa.

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Non è raro, è unico. Di tutti sa tutto. Giornalista per passione, storico per vocazione, rompicastole per professione.

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