Andiamo Oltre: «Quando la Democrazia diventa “colpo di scena”». Romé la spunta su Cicero in assemblea

By on 6 febbraio 2017

Quando la Democrazia diventa “colpo di scena”

L’Assemblea del Movimento Andiamo Oltre non è una compagnia teatrale, non si riunisce per goliardia o per noia: ieri sera, per l’ennesima volta, l’Assemblea ha esercitato il suo diritto e dovere di fare una scelta Politica e lo ha fatto con serenità e compostezza, oltre che una impeccabile serietà formale. Ieri sera l’Assemblea, che è davvero nel nostro Movimento un organo sovrano, ha scelto la sua candidata Sindaco, Lia Romè, smentendo la scelta, altrettanto Politica, del coordinamento che aveva proposto come candidato Mario Cicero.

Gli aventi diritto al voto presenti erano 78, sebbene la Sala delle Capriate della Badia fosse gremita, segno che a Castelbuono è ancora numerosa la comunità di coloro che credono nella Politica, che è anche e soprattutto Partecipazione, e non si accontentano delle narrazioni giornalistiche, spesso superficiali o sensazionalistiche.

Alla candidata Sindaco Lia Romè sono stati dati 43 voti, mentre al candidato Mario Cicero 35. Non ci sono state schede bianche, né nulle: perchè, ancora una volta, gli iscritti al Movimento Andiamo Oltre sanno e vogliono assumersi la responsabilità della scelta. Ed hanno scelto: senza colpi di scena.

silvia scerrino, presidente del Movimento Andiamo Oltre

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.
  • Maurizio Cangelosi

    L’assemblea degli iscritti di Andiamo oltre è un organo sovrano e la
    consultazione democratica di domenica 5 febbraio ha designato Lia Romè come
    candidato sindaco del movimento, con una maggioranza di 8 voti (il numero per
    quanto possa sembrare esiguo, ha una rilevanza percentuale non irrilevante
    essendo il 10% pieno dei votanti). Si tratta di un bel risultato, di cui va
    dato merito e plauso a chi è riuscito ad esprimere un movimento e una contesa
    democratica così veri e sentiti.

    Tuttavia questa è la sola parte del comunicato efficace e informativa. Il resto, volendo essere ben disposti, è superfluo.

    Sorvoliamo, come ormai passata, sulla contestazione già espressa al precedente comunicato, che descriveva forzatamente Mario Cicero come “il candidato” di Andiamo oltre, omettendo le possibilità che nell’assemblea puntualmente si sono
    rivelate decisive e vittoriose. Appartengono invece al presente le precisazioni
    di quest’ultimo comunicato in merito al fatto che Andiamo oltre non sia una “compagnia teatrale, non si riunisce per goliardia o per noia”. L’autore/autrice ha voluto ribadirlo forse perché aveva il dubbio che qualcuno avesse avuto motivo di pensarlo? Speriamo di no, perché diversamente dovremmo chiederci in quanti e quali passi si sia potuto ingenerare tale dubbio (qualcuno dei precedenti comunicati?).

    Ed arriviamo al punto focale, ciò che poteva far diventare questo comunicato una spinta per il movimento, il colpo d’ali, che a nostro modesto avviso è però mancato: il richiamare tutti, proprio tutti, ad improntare i comportamenti successivi all’assemblea del 5 febbraio alla democraticità di quanto ivi sancito. Due candidati si sono confrontati, si sono misurati; uno tra i due è emerso in una competizione nobile, dialettica e incontestabile. Nessuno può avere da ridire nulla, né sulle
    modalità condivise, né sull’esito accertato del suffragio. Non secondario è il
    fatto che il candidato vincente sia, in qualche modo, nato alla politica grazie
    o almeno con il supporto del candidato soccombente. Importante è il fatto che
    il candidato soccombente avesse da tempo rimarcato come il suo sogno fosse la
    presentazione di un valido candidato donna. Ciò basta a dire che il 5 febbraio non
    ha perso nessuno: tutti hanno vinto e Andiamo oltre si è guadagnato i galloni di validissimo competitor nella tenzone elettorale che già si preannuncia agguerrita.

    Tuttavia, il soccombente, ha subito pubblicato un post che, se all’inizio ha condiviso la democraticità e la forza di quanto avvenuto come l’inizio di un nuovo ciclo innovativo, all’ultimo ha come lanciato dei piccole frecciate contro qualcuno, chiedendo anche di conoscere il ruolo che il movimento gli vorrà attribuire.

    Ed ecco quindi cosa ci aspettavamo e non abbiamo trovato nel comunicato: un richiamo all’unità di intenti, l’affermazione netta ed inequivocabile che tutti, da oggi, lavoreranno come un corpo solo ed un’anima sola verso l’obiettivo di esprimere il sindaco di Castelbuono. In questo modo sarebbe stata stroncata sul nascere la ridda di voci e commenti, anche al post di chi è arrivato secondo, che paventano scissioni possibili, fughe in avanti (o all’indietro), ripensamenti opportunistici, che parlano solo allo stomaco delle persone e creano confusione. Non sono vere? Ci crediamo sinceramente, ma sarebbe stato efficace ribadirlo per non dare fiato alla tromba della maldicenza, in questo caso. Perché se Andiamo
    oltre riesce a far tesoro delle forze che ha espresso, indipendentemente dal risultato che hanno conseguito nel suffragio, e dalla dialettica interna, trasformando tutto in ricchezza di vedute, se riesce ad esprimere la sua problematicità solo all’interno del movimento presentandosi fuori come un organismo coeso e deciso, siamo convinti che potrà essere un nuovo soggetto politico catalizzatore del cambiamento e dell’evoluzione verso un “paese dei cittadini”, andando oltre il “paese di cittadini”.

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