Anna Verde e Padre Domenico. Un’inchiesta di Lirio Abbate su L’Espresso risolleva il caso

By on 10 giugno 2016

Esce oggi in edicola sull’Espresso (online lo trovate invece qui nella versione preview) l’inchiesta integrale che il giornalista Lirio Abbate dedica al caso di Anna Verde, la donna che mesi fa ha denunciato gli abusi subiti dai frati del santuario di San Giovanni Rotondo, in cui prestava servizio come inserviente.  A fianco a lei, lo abbiamo raccontato e sostenuto, Padre Domenico, costretto successivamente a trasferirsi dal convento castelbuonese in cui risiedeva da quasi 40 anni, durante i quali ha guidato intere generazioni di castelbuonesi, quale ritorsione punitiva per aver ascoltato le richieste di aiuto e testimoniato in favore della donna.

Lirio Abbate aveva già mostrato interesse al caso qualche mese fa, in cui aveva preso posizione contro la politica dei frati cappuccini, supportando anche nostre iniziative che, oltre a indire una petizione online su change.org, avevano supportato il un corteo di solidarietà per un ultimo saluto al padre spirituale della comunità, prima del suo definitivo trasferimento.

Oggi Lirio Abbate torna a parlare del caso ma in modo più approfondito e pungente. Noi di Castelbuono.Org siamo lieti che a risollevare il caso sia un giornalista autorevole come Lirio, dandogli spazio su una testata così importante, affinché sul vergognoso caso non cali nuovamente il silenzio tanto auspicato dai frati coinvolti e a solo danno di Anna e di Padre Domenico. A loro ribadiamo la nostra vicinanza, non disponibili a fare finta di nulla e a tacere. 


Il diavolo nel convento di padre Pio: ‘Così i frati mi hanno molestata sessualmente’

Una donna che lavorava nel monastero del Santo di Pietrelcina denuncia: «I frati hanno abusato di me». E produce registrazioni e sms pornografici. La procura avvia un’inchiesta

Il sesso si mischia alla violenza e alle ritorsioni nel convento più famoso nel mondo religioso, quello in cui ha vissuto padre Pio a San Giovanni Rotondo. Centinaia di conversazioni telefoniche tracciano la triste storia di alcuni religiosi accusati di avere abusato e molestato una ragazza che lavorava nel convento, come raccontiamo sull’Espresso in edicola venerdì 10 giugno.

Sono telefonate registrate ed sms a luci rosse scritti dai frati che svelano il lato oscuro di un mondo in cui vivono alcuni di loro, tenuto segreto e nascosto ai fedeli. È il modo con il quale viene sottomessa una povera ragazza attraverso tentativi di violenza sessuale e molestie, pena il licenziamento in caso di rifiuto.

ESPRESSO+  LEGGI L’INCHIESTA INTREGRALE 

Fatti che si sono svolti per lungo tempo a San Giovanni Rotondo. Storie incise sui nastri audio o scritte nei messaggi di cui “l’Espresso” ha preso visione. La vittima degli abusi è Anna Verde, oggi ha 40 anni. Ha avuto il coraggio di dire basta ai soprusi e alle molestie, denunciando prima alla polizia di Foggia e poi ai carabinieri della sezione della procura della Repubblica.

Il sesso si mischia alla violenza e alle ritorsioni nel convento più famoso nel mondo religioso, quello in cui ha vissuto padre Pio a San Giovanni Rotondo. Centinaia di conversazioni telefoniche tracciano la triste storia di alcuni religiosi accusati di avere abusato e molestato una ragazza che lavorava nel convento. In questa triste storia ci sono due pesi e due misure. E una giustizia a fasi alterne. I frati che hanno confermato le accuse, testimoniando a favore della donna, sono stati puniti dai loro superiori e trasferiti in altri conventi. Mentre la procura di Foggia su queste accuse, credendole, ha mandato sotto processo un laico per molestie e violenza sessuale. Per i frati no. Per loro è stata chiesta l’archiviazione. E il difensore della parte offesa si è opposto. La storia è ancora aperta. Di Lirio Abbate

Le sue accuse, oltre alle registrazioni, non sembrano campate in aria perché sono state confermate davanti agli investigatori anche da tre frati che hanno vissuto, in periodi diversi, nel convento di San Giovanni Rotondo, ed hanno visto e sentito ciò che Anna Verde ha denunciato. Per i tre frati, però, solo per aver parlato delle molestie e difeso Anna, accusando alcuni confratelli, è arrivata la punizione “religiosa”. Sono stati oggetto di provvedimenti disciplinari da parte dei loro superiori dell’ordine dei frati minori cappuccini. E per questo allontanati dalla sede in cui si trovavano e trasferiti in altre province per un periodo che a loro non è stato comunicato.

Di fatto sono in esilio, e non possono parlare con estranei. Insomma, i loro superiori li hanno messi in punizione solo perché hanno collaborato e denunciato fatti orribili che si sarebbero verificati fra le mura del convento di padre Pio.

I frati accusati da Anna, fra le tante telefonate e la valanga di messaggi le scrivevano: «Vorrei essere un neo per trovarmi nei posti più insensati, vorrei essere una crema di bellezza, per massaggiarti, vorrei essere un indumento per stare sempre addosso a te, ma ora vivo solo nell’immaginario e per questo mi accontento!». Ma c’era pure chi si sbilanciava su temi più caldi: «Anna vorrei leccarti (…) per me non è un problema la notte mi (…) pensando la tua (…)».

La donna per questi fatti ha denunciato un laico che lavora nel convento e alcuni frati, che adesso sono stati trasferiti dalla struttura religiosa. Per il laico, accusato di molestie e violenza sessuale, c’è già un processo che si svolge davanti ai giudici del tribunale di Foggia, e Anna Verde è costituita parte civile con l’avvocatessa Alessandra Guarini. Per i frati, dopo diverse sollecitazioni fatte dalla difesa della donna alla procura a svolgere indagini, è stato aperto un fascicolo dopo oltre ventiquattro mesi dalla denuncia e in questo caso i pm di Foggia non hanno contestato alcun reato di abuso sessuale, ma solo “maltrattamenti sul luogo di lavoro”. Le molestie denunciate non sono state prese in considerazione.

Secondo la difesa non sarebbe stato fatto su questo punto alcun approfondimento investigativo. Per i magistrati non ci sono questi reati. Non solo, per i maltrattamenti per i quali i frati sono ancora indagati, la procura chiede l’archiviazione, perché la notizia di reato è infondata. A questa richiesta Anna Verde si è opposta e il gip del tribunale dovrà fissare una nuova udienza per discutere questa scelta della procura.

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

Un commento

  1. Laura

    4 agosto 2016 at 15:26

    Che triste sensazione che tra Frates vi è mancanza di rispetto e sporca fino alla chiesa di Gesù Questi devono essere uniti in amore .E non sporcarsi le proprie convento.Todos sono esseri umani , e sugeito a vacillare , e quando c’è qualcuno che porta in Demu cuore .Devem uniscono le mani , e aiutare e non condannarlo .

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