Appello dei sindacati alle istituzioni: “Inaccettabili ritardi biblici nelle opere pubbliche”

I segretari generali della Filca Cisl Sicilia, Paolo D’Anca, della Fillea Cgil Sicilia, Mario Ridulfo, e di Feneal Uil Regionale, Francesco De Martino, chiedono un tavolo di confronto con l’assessore all’Infrastrutture e il governo siciliano.

È certamente una bella notizia la riapertura, dopo anni, del cantiere della tratta Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono ma è inaccettabile che, in un settore trainante per l’economia regionale, come quello delle opere pubbliche, si registrino ancori ritardi biblici tra la progettazione e l’inizio dei lavori”. Lo dicono, in una nota congiunta, i segretari generali della Filca Cisl Sicilia, Paolo D’Anca, della Fillea Cgil Sicilia, Mario Ridulfo, e di Feneal Uil Regionale, Francesco De Martino, commentando il riavvio dei lavori per la ferrovia Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono, che sono rimasti bloccati per cinque anni e che saranno completati nell’ottobre 2023.

“Serve immediatamente – si legge nella nota – un cambio di rotta da parte della politica  perché è intollerabile che in Sicilia esistono centotredici opere incompiute. Riteniamo pertanto che sia urgente la convocazione di un tavolo di confronto con l’assessore all’Infrastrutture e il governo siciliano, che preveda la partecipazione di tutti i rappresentanti sindacali e delle associazioni datoriali di categoria affinché si possa individuare al più presto una tabella di marcia per far ripartire i lavori e rilanciare immediatamente il settore, a oggi inficiato dai ritardi dannosi della politica”

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