Bilancio dell’estate, tra talenti e faccine abbronzate

By on 4 settembre 2013

La villeggiatura è finita, lasciando il posto alla rituale nostalgia e a quel pizzico di amarezza per i tanti propositi incompiuti? compreso quello di riuscire a riposarsi per davvero.
La pia smetterà di accarezzare i nostri corpi abbandonati sotto le stelle, per confondersi con mille altri venti e spifferi, e presto si divertirà a trascinare foglie ingiallite nelle nostre campagne vuote, disabitate come condomini in estate, ai quali oggi facciamo ritorno con mestizia nel cuore.
Un’altra estate castelbuonese, quella degli “eventi” (termine tanto ridondante e ambizioso quanto generalmente fuori luogo), si appresta ad esaurire i suoi propositi, nella speranza – per gli dii ex machina – che abbia ingozzato a sufficienza le pance dei villeggianti e inibito così le ingenerose lagne.
Secondo il mio parere, sollecitatomi dal direttore, la quantità non è mancata (e talvolta neanche le sovrapposizioni infelici) quantomeno rispetto alla decimata e sfortunata stagione dello scorso anno. A tenere dritto il timone alla nave turistica castelbuonese riescono sempre i ragazzi dell’Ypsigrock, a giudicare dall’abbondanza di gente che richiama e che circola in quei giorni (e che immagino distribuiscano nuovo conio ai nostri esercenti); bene anche il festival Castelbuono Divino, che combina settorialità a intrattenimento buono per tutti, e l’intraprendenza e il talento dei ragazzi del Castelbuono Teatro Festival. Decisamente senza gloria invece l’edizione del Jazz, fiacca e priva di idee oltre che di buoni concerti.
A sorreggere, insomma, il cartellone (che la minoranza consiliare vorrebbe addirittura “scoperto di coperture” finanziarie), c’è sempre la fecondità di coraggiosi singoli o gruppi castelbuonesi operosi e lungimiranti. Manca all’orizzonte un barlume di novità che sappia aggiungersi a quanto inventato negli anni scorsi, ma il periodo di magra non è amico della pubblica creatività.
A proposito di “magra”, ho trovato dissonante con la crisi la lunga tavolata di commensali di fine luglio. Buona la trovata, ma ai limiti del “classismo” lo svolgimento: di questi tempi chiedere 35? a persona non sembra voler connotare l’iniziativa di una matrice molto popolare…
Il premio del periodico “Supra u ponti”, che attendevo con curiosità, sembra svanito nel nulla e le c.d. iniziative culturali lasciano spesso un retrogusto un po’ borioso e fine a se’ stesso. In proposito non vi nascondo di sentirmi un minimo smarrita: sembra prevalere la parvenza dell’incontro culturale, e non la sostanza; non noto ancora particolare vitalità nel nuovo museo naturalistico né nella Biblioteca comunale e non riesco a comprendere la linea programmatica del museo civico, che si diversifica in mille propositi ma di relativa consistenza. Su alcune mostre non intervengo perché probabilmente non ho competenza per comprenderne i notevoli intendimenti reconditi, ma ciò che più mi sfugge è il messaggio di alcuni gadget di cui ho appreso l’esistenza da questo sito: magliettine e cappellini con le “faccine” – proprio quelle che i nostri figli usano nei messaggini del cellulare – ad ostentare una sorta di compiacenza e un ammiccamento di cui mancano gli antefatti. Lo trovo, con tutto il rispetto di chi lo ha partorito, un tentativo maldestro di voler promuovere una ventata di giovinezza e freschezza, infelice perché ostentato e peraltro attraverso una simbologia ovvia e per nulla personalizzata. Starei attenta, piuttosto, a promuovere il corretto uso dell’interpunzione: che non si dedichi a separare con virgole creative, come accade sempre più spesso, i soggetti dai predicati.
Ma forse sono io, come asseriva già Gaber, che appartengo ad una razza in estinzione?

Ciao estate, ti ricorderò così:
: )

A proposito di Satira Danzante

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