Casinò a Cefalù e Taormina? L?assessore Stancheris dà l?ok

[LAVOCEWEB] Taormina a oriente, Cefalù a occidente: potrebbero essere i due poli turistici regionali più importanti a essere scelti per l?apertura dei casinò in Sicilia. Non è un progetto ma un?idea dell?assessore regionale al turismo Michela Stancheris. Ne ha parlato durante una visita al comune di Modica.
?Dobbiamo smetterla ? è la dichiarazione raccolta dall?agenzia Agi ? con l’ipocrisia di dire che il gioco è rischioso e, quindi, osteggiare l’apertura dei casinò, quando permettiamo quotidianamente le slot, i gratta e vinci e gioco on line”.
“Sono assolutamente per l’apertura dei casinò in Sicilia, ritengo che non ci sia alcun rischio. Anzi reputo che siano un ottimo volano per il turismo delle località in questione, creando nuovo afflusso e facendo girare l’economia. Potrebbero essere Taormina e Cefalù, le due località idonee come sedi di casinò, cioè le due località turistiche più forti della Sicilia orientale e occidentale”.
L?idea di aprire casinò in Sicilia non è nuova. Torna di tanto in tanto ad animare il confronto politico e non solo politico. Negli anni Sessanta i giornali si occuparono a lungo dell?apertura di un casino proprio a Taormina. Dell?iniziativa si fece promotore Domenico Guarnaschelli che in epoca fascista aveva ottenuto una licenza per la gestione di una sala da gioco a Tripoli, in Libia. Tornato in Sicilia, Guarnaschelli aprì un casinò a Taormina a villa Mon repos. Si riteneva legittimato da una legge che consentiva di proseguire in Italia le attività svolte nelle colonie africane in epoca fascista. Proprio il caso di Guarnaschelli. Il casinò rimase aperto qualche anno, poi venne chiuso dalla polizia. Ci vuole una legge per aprire una casa da gioco. E finora non ci sono mai state le condizioni politiche perché fosse approvata.

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