“Castelbuono: una lezione di inciviltà”

By on 15 agosto 2017

Scrive Mirko Raimondo sul proprio profilo Facebook, e ci invita a pubblicare anche noi per amplificarne la portata, un breve testo di sdegno che, dopo i sogni dell’Ypsigrock, ci riporta subito alla triste e talvolta disgustosa realtà. Pubblichiamo di seguito le sue parole e la foto meno esplicita del pietoso ritrovamento in contrada Boscamento.

Questa è un’immagine triste e la mia vuole essere una denuncia.
Nel Comune di Castelbuono, dove tutti ci vantiamo della nostra civiltà (?), certa gente ritiene normale abbandonare rifiuti in luoghi non adibiti a tale scopo. Nessuno trova o cerca rimedio a questa vergogna.
La vergogna diventa sdegno quando ci si ritrova davanti a questa scena: 4 cuccioli di cane appena nati, e chissà dopo quanto tempo morti, gettati via come immondizia.
E qui mi chiedo perché molti sfogano il loro perbenismo in cause più lodevoli che criticabili, e poi si tappano gli occhi e le orecchie laddove servirebbero sensi attenti, perché evidentemente fa loro comodo. Un modo di pensare che in fondo rispecchia, ahimè, l’immagine molto reale che nel mondo si ha di noi siciliani.
Spero che qualcuno decida finalmente di intervenire.
A voi intanto la libertà di indignarvi o di far finta di niente.

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

Un commento

  1. Democratici per Castelbuono

    16 agosto 2017 at 19:25

    Gentile Mirko Raimondo: grazie. Vergogna e sdegno sono sentimenti di chi, evidentemente come lei, ha un legame affettivo con i luoghi e ciò che simbolicamente rappresentano. E le Persone come lei – la maiuscola è sinceramente sentita – siete il migliore antidoto alla dilagante peste dell’incuria, dell’indifferenza e della bruttezza: chi compie gli atti che purtroppo lei ha potuto documentare con le foto è di inaudita idiozia, e non nel senso letterario che con bonomia descrive Dostoèvskij, bensì nel senso dell’antica medicina: “grave malattia dello sviluppo mentale”. Perché sporcare il territorio o uccidere dei cuccioli toglie senso prima di tutto alla vita di chi questi atti li compie, e toglie risorse all’amministrazione pubblica che deve correre ai ripari, impoverendo tutti e quindi anche gli “idioti”.
    Il costume del perbenismo, poi, che lodevolmente addita, mi permetto di estenderlo, però, agli italiani tutti, così campioni di gridata uguaglianza, solidarietà e impegno civile e pronti, e proni, all’ineffabile leggerezza del “chi se ne frega”: non saremmo al punto populista in cui siamo se i più si sporcassero le mani con i problemi del paese reale, magari facendo l’immane sforzo di ascoltarlo quel paese, prima che diventi “l’isola che non c’è”.
    Una sola preghiera, Sig. Raimondo: non spariamo nel mucchio, il qualunquismo è l’autostrada per il populismo. Scrivere “Nessuno trova o cerca rimedio a questa vergogna”, prima che un torto alle maestranze addette alla pulizia del territorio che stanno facendo un lavoro straordinario (nel senso che lavorano molto più di quanto previsto dalla routine proprio per far fronte all’immondizia disseminata), prima che un torto alle forze dell’ordine che finalmente stanno spiccando pesanti multe a chi abbandona i rifiuti (con il poco olezzante compito di rovistare nei rifiuti per risalire con certezza ai colpevoli), prima che un torto agli enti preposti che in silenzio, nell’anonimato e quasi quotidianamente si spogliano degli abiti istituzionali per pulire le campagne nelle prime ore del mattino, è una frase che fa torto alla speranza: “Ciascuno trovi o cerchi rimedio a questa vergogna”. Segniamo la differenza se ognuno di noi è portatore sano di Comunità: come lei.

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