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Il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, ha chiesto di convocare per oggi a mezzogiorno una seduta straordinaria dell’Ars «per comunicazioni urgenti». Da fonti certe si è appreso che rassegnerà le dimissioni, dopo la condanna a 5 anni per favoreggiamento. Era stato lui stesso ad anticipare che stava pensando a questa possibilità nel corso del voto sulla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione giovedì Ars e subito respinta. La notizia della seduta straordinaria chiesta da Cuffaro è stata data dal presidente dell’Assemblea regionale, Gianfranco Miccichè, che ieri sera intorno alle 23.40 ha interrotto i lavori per l’approvazione della Finanziaria che altrimenti sarebbero andati avanti per tutta la notte. È stata la conclusione di una giornata di grande tensione. Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, aveva ieri criticato duramente la scelta di Cuffaro di rimanere alla presidenza della Regione malgrado la condanna a 5 anni. E da Palazzo d’Orleans non era arrivata alcuna replica. Il centrosinistra e alcune associazioni ad esso vicine hanno organizzato per oggi pomeriggio a Palermo una manifestazione di piazza per chiedere le dimissioni del governatore.
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Al momento - per ragioni di contratto - non si può dire molto di più. L’unica notizia che posso diffondere è che il concittadino in questione ha 26 anni e studia giurisprudenza. Stasera vi consiglio di sintonizzarvi su Canale 5. Magari per una volta non si parlerà di Castelbuono per panettoni o asinerie varie…
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Quest’anno ho avuto la fortuna di trascorrere il Natale a Castelbuono. Buona parte della giornata l’ho passata a casa, con i miei cari. Sentivo però che c’era qualcosa di diverso rispetto agli anni passati, rispetto alle abbuffate, alle giocate a tombola o ai tavoli di baccarà in cui ci si spennava anche tra cugini. È vero, è cambiato qualcosa, ma c’è voluto più di un giorno per capire cosa.
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Nei giorni scorsi ho fatto una capatina al comune. C’era Consiglio, ho dato un’occhiata. Poi sono uscito quatto quatto in preda a un senso di smarrimento. Mi sentivo spaesato: quanto è cambiata Castelbuono in questi anni! Mario Cicero sindaco, Nicola D’Ippolito e Giuseppe Genchi assessori, Giuseppe Fiasconaro vicesindaco. E poi un sacco di giovani tra i banchi di maggioranza e opposizione… Ma quello che mi ha colpito più di ogni altra cosa è stato vedere quanta distanza c’è tra i vari gruppi politici, l’astio che cova tra «fascisti» e «comunisti», tra il Don Camillo e il Peppone di turno.
Quella che conservo io del consiglio comunale è un’istantanea ormai ingiallita.
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Siamo lieti di presentarVi una nuova rubrica (”Visto da fuori, sopra mentite spoglie“), ideata di concerto con “Salvo Smentita”, che ne sarà il curatore. Al personaggio misterioso, già noto per gli stuzzicanti interventi sul quindicinale Le Madonie, rivolgiamo i nostri auguri e un caloroso benvenuto.
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Apro parentesi. Voglio iniziare il mio primo contributo su Castelbuono.org con una premessa: fino ad oggi — e credo fino a quando Berlusconi continuerà a fare politica — non ho mai votato né voterò per il centrodestra. E man mano che leggerete capirete che, senza questa premessa, quello che scrivo qui di seguito non avrebbe avuto lo stesso significato. Chiusa parentesi.
L’argomento di oggi ha un nome (Alfredo), un cognome (Cucco) e anche una “qualifica†(federale). Mi sarebbe piaciuto molto partecipare al convegno che gli è stato dedicato sabato scorso.
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