Cefalù, la piazza è di Grillo. ?Siamo noi il primo partito?

[LAVOCEWEB] Dopo avere attraversato a nuoto lo Stretto, Beppe Grillo conquista la piazza di Cefalù. Come aveva fatto già in altre città siciliane. Ora è lui ad attrarre le folle dove fino, a qualche mese, era Vittorio Sgarbi la grande novità. Ieri sera, nel confronto tra i due “showman”, proprio Sgarbi è apparso in credito di risorse e di energie.
Da consumato uomo di scena, Grillo ha recitato la sua parte, anche se ormai il suo repertorio non trova altri spunti per rinnovarsi. La sua è una denuncia itinerante ricca di enfasi, populismo e demagogia: ?La mafia non è più qui, ce l’avete mandata al Nord, nella Lombardia di Forminchioni” ha detto storpiando volutamente il nome del governatore.
Grillo se l?è presa con tutti i partiti rei di essersi dimenticati dei cittadini perché intenti soltanto a curare i propri interessi. E forse ha pure ragione, ma non si è fermato e ha affondato il dito nella piaga, respingendo ogni accusa che gli è stata rivolta: ?Hanno paura di noi ? ha detto al pubblico che affollava piazza Duomo ? perché siamo noi il primo partito dell?Isola?.
Poi ha attaccato il Parlamento ?pieno di condannati? per spiegare che si può pretendere che gli italiani ubbidiscano a leggi fatte da chi le viola costantemente. ?Se ne devono andare tutti a casa? se non altro ?perché oggi vedo uno sguardo diverso in tutti voi, segno evidente che qualcosa in quest?Isola è cambiata?.
E se Grillo, rivolgendosi al leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè, lo ha paragonato a ?Cetto la Qualunque?, non da meno sono state le critiche rivolte al candidato del Pd, Rosario Crocetta. ?Un bravo sindaco ? ha detto Grillo ? ma ha sbagliato a ripetizione. Perché non ci si può dimettere dalla carica per essere eletti al Parlamento europeo. E ora ha mollato anche la carica di eurodeputato per venire a fare il presidente della Regione?.
Presentando i candidati del suo movimento, Grillo ha detto che, se eletti all?Assemblea Regionale, percepiranno soltanto 3 mila euro e devolveranno gli altri 17 mila alla Regione. Perché loro del Movimento a 5 Stelle non intendono la politica come un affare privato, ma come spirito di servizio. E poi in un bagno di applausi, il cabarettista ligure ha pure dato la ricetta per risolvere la grave crisi economica: ?Occorre ? ha detto ? eliminare il debito pubblico. E questo è possibile soltanto se al governo di un Paese c?è gente onesta disposta a lottare per non far pagare ai cittadini debiti da altri contratti?. Di tutto questo non si sente nulla nei media perché, secondo Grillo, sarebbero tutti asserviti al potere politico. Gli stessi ?talk show ? ha aggiunto ? sono frutto di una televisione controllata dai partiti. E i conduttori hanno due soli obiettivi: lo share e la cieca e totale obbedienza al partito?.
Grillo ha parlato anche di politiche energetiche rinnovabili, specialmente in una terra come la Sicilia che gode di un clima favorevole. E non ha mancato di contestare certe idee come quella del ponte sullo Stretto perché ? non è pensabile che si pensi a infrastrutture faraoniche dove mancano i servizi essenziali come quelli della viabilità stradale e ferroviaria?.
Un?altra, invece, è sembrata la posizione di Vittorio Sgarbi che ha tenuto il suo comizio subito dopo quello di Beppe Grillo. ?Non è possibile ? ha detto ? parlare sempre e soltanto del tema dell?onestà. Il male della Sicilia è quello di essere governata da una classe politica ignorante. I politici siciliani sono come e peggio delle capre. Quello che manca è la cultura. L?onestà di chi fa politica ? ha continuato Sgarbi citando Benedetto Croce ? sta nel saper fare politica?.
Sgarbi, che è venuto a Cefalù per dare il proprio appoggio alla candidatura di Nello Musumeci del Pdl, ha detto che ?il futuro della Sicilia è nella sua stessa natura, nella bellezza dei suoi luoghi?. Proprio per questo è contro ogni forma di politica energetica alternativa e rinnovabile che con le pale eoliche e i pannelli solari finirebbe con il cancellare quella stessa bellezza.
Poi, come è ormai nel suo repertorio, ha lanciato le sue invettive allo Stato che impedendogli di vincere le elezioni a sindaco ha negato alla Sicilia la sua libertà. Uno Stato che si è inventato un nemico da combattere ? la mafia ? anche quando è assente. Uno Stato che in un momento di crisi economica spende 5 miliardi di euro per acquistare 90 cacciabombardieri che non servono a nessuno, mentre poi si cerca di tagliare altrove i fondi per far quadrare i conti.
Insomma, a pochi giorni dal voto Cefalù in una sola serata ha fatto il pienone in piazza Duomo. Prima Grillo e poi Sgarbi hanno presentato un quadro dell?Isola da due prospettive differenti. E se Grillo ha riempito la piazza e apertamente ha mostrato le crepe del sistema Italia in nome del rinnovamento ? non senza il rischio di una deriva antipolitica e qualunquista ? Sgarbi è apparso piuttosto stanco e con un repertorio, forse, ormai consumato. Sgarbi non ha detto chiaramente da che parte sta, ma lo ha lasciato intendere a quei pochi rimasti dopo il comizio show di Beppe Grillo. Ma se il critico di Ferrara, in nome della rivoluzione, ha finito per appoggiare il candidato del Pdl alla presidenza della Regione, viene da chiedersi che fine abbia fatto quell?ideale rivoluzionario e antipartitico mostrato dallo stesso Sgarbi la scorsa primavera. Tranne che non si voglia pensare a una discontinuità politica che prima era la sua forza e ora può diventare un fattore di debolezza attrattiva.

23.10.2012
Riccardo Gervasi

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