Ciao Don Mario

By on 2 marzo 2011
donmario

Con enorme tristezza apprendiamo e diamo notizia della morte di “Don” Mario Fiasconaro. Personaggio unico che, con il suo entusiasmo, le sue idee e il suo impegno, ha contribuito come pochi altri alla crescita e all’identità della nostra comunità nello scorso secolo.
Più volte assessore e capostipite di una fortuna commerciale che porta ancora il suo cognome, la “grande” figura di Don Mario rimarrà nel cuore dei castelbuonesi soprattutto per i suoi modi unici, la passione contagiosa, la grande generosità. Grazie Don Mario. Un grande abbraccio dal nostro blog.

 

 

 

A proposito di Michele Spallino

7 Comments

  1. Daniele Di Vuono

    2 marzo 2011 at 19:25

    Ed un altro personaggio storico di Castelbuono se ne va! Colui che ha rappresentato il centro di Castelbuono da che ne ho memoria! La piazza Margherita e l’Extra Bar sono il segno di quello che oggi ? il nome dei Fiasconaro e oggi il loro patriarcanon c’? pi?! Caro Don Mario “Sabbenedica”

  2. Luca Di Garbo

    2 marzo 2011 at 20:08

    Ciao “grande maestro cerimoniere”.

    ————————
    Tratto dal numero 3 de “La Voce delle Madonie” – Marzo 2007

    Una vera e propria ?istituzione? castelbuonese. Un punto di riferimento costante per la vita della comunit?. Mario Fiasconaro ? – per tutti – don Mario. Con il suo inconfondibile timbro vocalico, la sua camminata impettita, la sua anima bonaria e profondamente umana.
    Don Mario ? stato un pioniere della ristorazione madonita, un ?grande maestro cerimoniere? come lo definisce il figlio Nicola. Non a caso tutti lo chiamano ?don?, un appellativo che sottolinea la statura e la dimensione caratteriale di una persona che ha incarnato per un?intera generazione di sportivi castelbuonesi la figura dell?amico caloroso e del tifoso passionale. Un pezzo di storia locale rivive nelle foto che egli stesso ha deciso di mettere in mostra – dal 17 marzo presso la Chiesa dell?Arco Monte di Via Sant?Anna – in uno spazio espositivo organizzato per l?occasione dall?architetto Giovanni Sottile. ?Ho voluto rispolverare dei ricordi sinceri, dei frammenti importanti di vita paesana?, puntualizza Don Mario, ?? un modo per ricordare i momenti pi? belli di cinquant?anni di attivit? e nello stesso tempo testimoniare il mio affetto verso tutte quelle persone che mi sono state vicino per tutto questo tempo?. Saranno ripercorsi i momenti gloriosi dello sport castelbuonese – dai festeggiamenti per l?Inter campione d?Italia 1989 con mega torta tricolore, alla foto dell?olimpionico Gelindo Bordin, immortalato dietro al bancone del bar dopo la vittoria al Giro Podistico di Castelbuono- tutti flash immancabilmente suggellati con una bottiglia di spumante e un vassoio di dolcini; una scena abituale visto che ?da Fiasconaro lo sport ? di casa? come recitava un jingle radio dell?epoca.
    Del carisma e dell?eredit? morale di Don Mario hanno fatto tesoro i figli Martino, Fausto e Nicola, i tre artefici del ?fenomeno Fiasconaro?, una consolidata realt? economica che sfugge alle consuete regole di marketing e che ha ormai legato a doppio filo il proprio nome a quello del ridente borgo madonita.

    “Castelbuono, il paese dei panettoni!?. Un fantomatico castelbuonese del passato trovandosi dinanzi a un?affermazione del genere, penserebbe a una battuta sui politici locali estrapolata dal tradizionale veglione di Carnevale. Perfino don Mario si sarebbe lasciato andare in una fragorosa risata delle sue, se gli avessero predetto che un giorno il suo nome sarebbe finito in giro per il mondo sotto forma di dolce natalizio. Eppure ? andata proprio cos? la storia; una storia cos? burlona da prendersi gioco della geografia, quella geografia che vuole nel profondo nord la nascita e la tradizione del buon panettone.

    Possiamo definire ?miracolo castelbuonese? quello operato dai Fiasconaro? Chi non lo vede non ci crede, o forse sarebbe pi? corretto dire: chi non lo assaggia non ci crede. Basterebbe infatti che il nostro fantomatico amico del passato tastasse – sia nell?accezione italiana che siciliana del termine ?tastare? – per constatare che ? tutto vero, anzi, che ? tutto buono. S?, Castelbuono ? realmente il paese dei panettoni, esportati ai quattro angoli del mondo, dagli Stati Uniti all?Australia, dalla Germania all?Inghilterra.
    Riuscire a far nascere dal nulla un business di tale portata ? ?un?impresa nell?impresa?. ? un?impresa perch? ci troviamo in una terra di Sicilia dove l?accesso al credito ? un miraggio, dove le aree industriali sono fatiscenti o mancano del tutto, dove la lentezza della macchina burocratica frena sul nascere i buoni propositi, dove la mafia atrofizza l?intero sistema succhiandone l?essenza. Ma ? altres? un?impresa nell?impresa, inventarsi da zero un ?panettone siciliano? e riuscire a competere in qualit? con chi del panettone pu? invece vantare la migliore storia.
    Con un pizzico di poesia, c?? chi ? convinto che insieme ai classici ingredienti dei soliti panettoni, ce n?? uno che rende unico e inimitabile il prodotto Fiasconaro. Questo prezioso ingrediente ? l?aria, la pura, frizzante e sana aria madonita che impregna l?impasto del panettone rendendolo incredibilmente soffice e genuino. Senz?altro una visione romantica, una dimensione fiabesca, un modo di ricercare un inspiegabile valore aggiunto nel contesto, nel circostante che avvolge Fiasconaro e prima ancora Castelbuono.
    Gettando un occhio un po? pi? razionale alla vicenda, si ? portati a pensare che in realt? il successo di Fiasconaro risieda in una buona dose di umilt?, in un attaccamento al valore artigianale delle cose, alla cura dei particolari e degli aspetti essenziali, ma soprattutto a un?attenzione ?maniacale? nei confronti della clientela, assistita, accompagnata, quasi coccolata in quegli assaggi di mannetto e liquore nei pressi del loro banchettino di Piazza Margherita. La loro vetrina di eccellenza.
    In un mondo sempre pi? dominato dalla velocit? delle informazioni, da convulse leggi di mercato, da un?ottica pubblicitaria straripante si impone prepotentemente una comunicazione alternativa, quella adottata dai Fiasconaro, inedita in quanto ormai desueta, pertanto vincente: ? il passaparola. Autentico, spontaneo, in una parola sano.

  3. antonio fiasconaro

    2 marzo 2011 at 23:20

    Ciao zio Mario. Te ne sei andato lasciando un gran vuoto. Te ne sei andato in punta di piedi, come se non volessi far sentire a tutti il tuo peso della malattia che ti ha “divorato” senza alcuna piet?. Tutti ti appellavano “Don Mario”, ma tu per me eri e rimani per sempre lo zio Mario. Bonario, radioso, vulcanico e perch? no anche un po’ un gran “bambinone”. Di te mi rimarr? il tuo sorriso e il tuo modo gentile di farmi sentire uno delle tua famiglia, del tuo gran “clan”. Non dimenticher? l’ultima volta che ci siamo visti. Ricordi? Era il giorno dell’onomastico della zia Angela, il tuo “angelo custode” che in questi lunghissimi anni di unione non ti ha mai abbandonato un istante. Fino al termine ti ? stata accanto. Era quel giorno di fine gennaio un giorno particolare. Tu entusiasta di avermi a casa tua. “Non posso che essere contento – dicesti – che oggi tu sia qui con noi”, mi dicesti. Abbiamo pranzato insieme e brindato con uno fresco e delizioso brut. Oggi mi mancher? la tua simpatica verve. Mi mancheranno i tuoi giudizi sulla grande Inter, la tua “inseparabile” malattia “nerazzurra”. Mi mancher? la tua voglia di vivere a tutti i costi, malgrado ultimamente la tua salute non te lo consentiva. Mi mancher? l’appellativo che avevi coniato per me ogni qualvolta ci incontravamo: “Ciao dirett?”, riferendoti alla mia professione di giornalista ed io, candidamente rispondevo “Magari lo fossi…”. E ricordo pure il tuo grande sogno che mi avevi confidato quel giorno di fine gennaio a pranzo. Quello di scrivere un libro sulla tua vita. Avevi tutto in mente, volevi “spaccare” come al solito il mondo. Eri contento di poter realizzare questo progetto. Postumo, stai certo che lo realizzer? con l’aiuto della zia Angela. Ora che sei su quella “nuvoletta” in compagnia di tanti altri “grandi” cerimonieri come lo fosti in vita, non posso che salutarti alla tua maniera e cio? alla DISGRAZIATA. Ciao Zio Mario, mi mancherai. Ci mancherai, non solo a noi della famiglia, ma all’intera comunit? castelbuonese che oggi ha perso un grande personaggio. Uno che ne nascono ogni mille anni….

  4. Adriana Scancarello

    4 marzo 2011 at 18:34

    Don Mario e’ andato via in tuta e scarpe da ginnastica. E’ questo il suo invito alla gioia e alla vita

  5. Antonio2

    4 marzo 2011 at 23:40

    Don Mario materialmente ci ha lasciato, ma il suo spirito allegro e gioioso, a chiazza ‘nintra e in tutta Castelbuono, rimarr? per sempre.

  6. joe64

    5 marzo 2011 at 13:18

    dicevi Don MARIO e subito pensavi a Castelbuono , pioniere della castelbuonesit? personaggio unico ,insostituibile ,mi piace pensare che lass? grandi amici ti aspettano per continuare a volare alto .

  7. Macaluso Giuliano

    17 aprile 2011 at 14:19

    Don Mario Fiasconaro, un personaggio straordinario, io lo ricordo in questa maniera:
    Nelle lunghe giornate d?estate pomeridiane seduto accanto a me, mentre si suonava, a chiazza’ nintra nel Circolo gli “Amici della Musica”nelle note delle canzoni che lui ricordava benissimo, gridava a scuarcia gola…… VOI MI FATEEE IMPAZZIREEEEEE ?e subito dopo arrivava il rinfresco offerto ovviamente dalla ditta Fiasconaro?

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