Consulenze all’ospedale Cervello. “Il fatto non sussiste”, assolto Polizzotto

[LIVESICILIA] PALERMO – Il fatto non sussiste. Tutti assolti al processo sulle consulenze assegnate all’ospedale Cervello. Sotto accusa c’erano l’avvocato Stefano Polizzotto, l’ex manager dell’ospedale, Francesco Falgares, l’ex direttore sanitario, Giuseppe Ferrara, e Roberto Colletti, ex direttore amministrativo del nosocomio.Il pubblico ministero Gaetano Paci aveva chiesto pene comprese fra un anno e mezzo e due anni di carcere. Davanti al giudice per l’udienza preliminare, però, hanno avuto la meglio le tesi difensive, sostenute dagli avvocati Vincenzo Lo Re, Nino Caleca, Roberto Mangano, Marcello Montalbano, Lucia Di Salvo e Pier Carmelo Russo. Trentaduemila euro per due incarichi di consulenza. A tanto ammontava il denaro intascato da Polizzotto, ex capo della segreteria tecnica del presidente della Regione Rosario Crocetta. Un incarico da cui si dimise. Lo stesso governatore gli ha poi affidato una “consulenza di natura giuridico-amministrativa su problematiche afferenti le competenze trattate dagli Uffici di diretta collaborazione dell’onorevole Presidente”.

Le accuse per tutti gli imputati erano truffa e abuso d’ufficio. L’inchiesta partì dalla denuncia dei nuovi vertici amministrativi del Cervello che puntarono l’attenzione sugli incarichi di gestione tecnico-giuridico aziendale. Poliziotto era stato nominato nel 2003 quando l’incarico era vacante, ma lo avrebbe mantenuto fino al 2010, quando era stato ormai nominato il responsabile degli Affari legali e generali. Da qui le ipotesi di truffa e abuso d’ufficio. L’ultimo contratto, infatti, sarebbe stato firmato sulla base di un’autorizzazione, ritenuta solo presunta dall’accusa, e rilasciata dall’assessorato regionale alla Sanità. Quando Salvatore La Rosa, nel 2010, subentrò a Falgares nel ruolo di direttore generale del Cervello, revocò l’incarico di Polizzotto e portò le carte in Procura. Ne è nato il processo giunto ora alla sentenza di primo grado. Tutti assolti con la formula perché il fatto non sussiste.

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