“Dalla selva oscura al dilettoso monte”. Quarto incontro del ciclo dedicato al Classico

Giuseppe Lo Manto, docente di materie letterarie, appassionato studioso di Dante, si è occupato, nel corso degli anni, di alcune tematiche dantesche, quali quelle relative all’episodio di Ulisse e alle figure delle due guide, Virgilio e Beatrice. Ha curato, con una sua introduzione, la ristampa de La Beatrice Svelata di Francesco Perez, edita da Flaccovio, ed il 27° Quaderno della Ricerca della Loescher, una antologia di interventi su temi danteschi, nella quale è presente anche un suo saggio. È uno degli organizzatori della Settimana di Studi Danteschi, giunta quest’anno alla 22° edizione.

Abstract

Da una condizione di malessere profondo, qual è quello rappresentato dalla selva oscura, il personaggio Dante intraprende un cammino verso il pieno benessere, che egli vede figurato nel dilettoso monte. È soltanto grazie all’intervento delle due guide, Virgilio, lumen rationis, e Beatrice, lumen intellectus, che gli sarà possibile raggiungere la meta verso la quale si era indirizzato istintivamente, con un corto andar. Il percorso è difficile e impegnativo. Inizialmente egli dovrà vedere fuori di sé ciò che in parte è dentro di sé (Inferno), in modo da comprendere con chiarezza la sua condizione di partenza. Quindi dovrà intraprendere una terapia che gli permetterà di acquisire la piena consapevolezza di sé (Purgatorio). E così finalmente potrà conoscere e capire il senso di ogni essere, dell’uomo, dell’universo e in ultimo di quel Punto, infinito e eterno Valore, a cui tutti li tempi son presenti. (Paradiso)

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