Se siete amanti dei dolci, vi sarete almeno una volta riconosciuti in un’espressione come questa:

non importa quanto tu abbia mangiato, c’è sempre posto per il dolce, perchè i dolci non vanno allo stomaco, ma dritti al cuore.

Castelbuono – ampia e diversificata com’è la sua offerta gastronomica – fa sua questa filosofia e dedica un’attenzione tutta particolare alla produzione di dolci, unendo le antiche ricette della tradizione al desiderio di innovazione che nasce dal talento e dalla curiosità (una combinazione particolarmente vincente nella nostra comunità).

Vi proponiamo quindi un itinerario dedicato a una Castelbuono dolcissima, alla scoperta delle sue numerose delizie, di un cibo che va “dritto al cuore” e che sazia ben al di là della fame dello stomaco (senza per questo trascurarla, beninteso).

Indice

“Nero sublime” – Panettone Fiasconaro

Se di dolci parliamo, il punto di partenza non può che essere l’azienda castelbuonese principe in questo campo. Dopotutto, se pensiamo a Castelbuono, la mente vola senza sforzo su Fiasconaro e i suoi ghiotti panettoni.

I tre fratelli Fiasconaro (da sx, Martino, Nicola e Fausto) donano una colomba a Papa Francesco. 
© foto: L'Osservatore Romano
I tre fratelli Fiasconaro (da sx, Martino, Nicola e Fausto) donano una colomba a Papa Francesco.
© foto: L’Osservatore Romano

E “cibo del cuore” lo sono davvero, vanto di Castelbuono e di tutta la Sicilia: cuore di una famiglia, i Fiasconaro, che con passione, duro lavoro e spirito di ricerca, ne porta avanti la produzione da quasi 70 anni.

Cuore – geografico – di un paese intero e dei suoi abitanti, con la sua collocazione in Piazza Margherita, il centro – cuore appunto – della comunità. 

Cuore della Sicilia, di cui diventa portabandiera, esportandone colori e sapori in tutto il mondo. Entrando da Fiasconaro, vi ritroverete circondati da tanti e tali delizie per il palato, da non sapere da dove cominciare.

Giacché siamo in Piazza Margherita, vi consigliamo di farvi tentare da un altro piccolo angolo di bontà made in Sicily: Naselli, il bar (fino a qualche anno fa il glorioso “Cin Cin“) dove ha trovato terreno fertile l’instancabile creatività del Maestro gelatiere Salvatore Naselli. Qui potete gustare gelati e granite dal sapore intenso, fatti con ingredienti naturali, combinati secondo accostamenti tradizionali oppure stuzzicanti e insoliti, che danno vita a dei sapori unici. Vi basterà assaggiarne un cucchiaino per essere trasportati in un mondo di bontà e sapori suggestivi, e pensare – in tutti i sensi – “Questa è la Sicilia che mi piace!”.

Salvatore Naselli

La piazza è il cuore della vita di una comunità, e questa è una verità che vale anche per Castelbuono. Da Piazza Margherita ci spostiamo quindi in un altro luogo iconico per i castelbuonesi: Piazza Minà Palumbo, a piazzetta. Qui trovate la pasticceria Sferruzza, che da anni si è specializzata nella produzione di dolci della tradizionale pasticceria siciliana, di cui ha una ricca selezione: cannoli, cassate, dolci a base di mandorle e torroni, dolci con crema, panna o cioccolato … insomma, una vasta scelta di prodotti eccellenti lavorati con passione e dedizione. Un invidiabile angolo di dolcezza fatto di squisite tentazioni.

E la tradizione?

Un itinerario che si rispetti tra i dolci di Castelbuono non può non toccare anche quelli che appartengono alla tradizione popolare, le ricette che vengono passate di generazione in generazione, con un rispetto quasi reverenziale per la loro storia e una tenace volontà di preservarne l’autenticità. 

Il dolce tipico, la "Testa di Turco" 
© foto: Fornelli di Sicilia

Chi ad esempio, passando per Castelbuono, non ha mai sentito parlare della Testa di Turco? Prodotto tipico per eccellenza, nasce come dolce di carnevale ed è composta da strati di sfoglie fritte intervallate da crema di latte aromatizzata al limone e alla cannella, il tutto ricoperto da una spolverata di cannella, gocce di cioccolato o diavolina. Pochi ingredienti semplici per una ricetta che unisce bontà e tradizione (se volete saperne di più, qui trovate un articolo dedicato). E visto che parliamo di Carnevale, un altro dolce tipico di questo periodo è u risu ntaanu (il riso in tegame), una sorta di timballo fatto di riso, zucchero, zafferano, formaggio fresco (senza sale) e cannella.

Dal carnevale passiamo al Natale per lasciarci deliziare dai cosi chini (la versione castelbuonese dei buccellati), dolci fatti di pasta frolla ripiena. Ce ne sono di due tipi, in base al tipo di ripieno e alla copertura usata: quelli ripieni di fichi secchi sono ricoperti da glassa reale bianca e diavolina mentre quelli ripieni di zuccata sono coperti da una spolverata di zucchero a velo. 

Il nome di questi biscotti – tipico di Castelbuono – segue una logica linguistica ineccepibile, quella dei cosi duci, definizione che indica i dolci in generale. Così, oltre ai cosi chini, abbiamo ad esempio i cosi i Pasqua (dolci di Pasqua simili a savoiardi decorati con glassa reale bianca e diavolina), i cosi i mennula (a base di mandorla) e così via. Queste prelibatezze nostrane – insieme a molte altre leccornie – si possono trovare in tutto il paese, nei panifici e nei biscottifici.

E tutto il resto…

Tutto questo non è che un assaggio. Ci sarebbe tanto altro, sia di antico che di contemporaneo, oltre a tante altre pasticcerie più che meritevoli e biscottifici di eccellenza (come non citare, almeno, Forti e Tumminello?)

Castelbuono possiede una tradizione dolciaria straordinariamente ricca e variegata, con un proliferare di prodotti e dolci tipici che allietano la tavola, lo stomaco e il cuore dei suoi abitanti e dei fortunati visitatori che se ne lasciano tentare. 

Questo itinerario non può quindi che terminare con un invito ad assaggiare, dal vero, ciò che più ha stuzzicato la vostra curiosità e allo stesso tempo a scoprire quante altre sorprese vi riserverà una visita degli angoli più dolci di Castelbuono.