Domenico Rinarelli. I figli ringraziano

By on 12 marzo 2017

Questi per noi sono giorni  tristi e difficili ma nella fatica condivisa ritroviamo intatti  tutti i valori incarnati da papà.

Perché papà è stato un Gigante in ogni ambito: Gigante di onestà e passione nel suo lavoro, l’amatissimo Corpo Forestale; Gigante di rispetto,  correttezza e simpatia nelle relazioni umane; Gigante di generosità e amore in famiglia.

La sua capacità di raccontare episodi della sua vita ha affascinato tanti, compresi noi figli, incantati dalle sue parole e dal suo sguardo coinvolgente, profondo e magnetico.

Portiamo nel cuore, come esempio di vita, il suo amore vasto, tenero e forte per la mamma di cui era ancora profondamente innamorato e a cui sapeva cantare l’amore come -forse- pochi uomini sanno fare.

Ricordiamo con orgoglio la sua tenace volontà di farsi salvaguardia di Giustizia e sentinella di Legalità., anche e sopratutto in luoghi e tempi di mafia, come quando, in servizio a Godrano, ebbe l’onore e il privilegio di collaborare con Padre Pino Puglisi, allora parroco, per strappare alla criminalità un gruppo di giovani, garantendo loro un  lavoro certo e onesto.

Per noi figli e la mamma è stato dolorosissimo doverci staccare dai suoi meravigliosi occhi azzurri ma i nostri, adesso, sono colmi degli abbracci, dell’affetto e della stima che in tanti in questi giorni hanno mostrato verso  papà.

Vogliamo esprimere la nostra gratitudine a coloro che, a diverso titolo e con generosità,  ci sono stati vicini: amici, parenti, medico di famiglia, personale medico e sanitario dell’Ospedale di Cefalù, personale del servizio ADI, Padre Giuseppe Ricciardi, i colleghi del Corpo Forestale che hanno salutato l’amico e l’Appuntato Domenico Rinarelli con un picchetto d’onore durante le esequie religiose.

A tutti quanti va la nostra più sentita e sincera riconoscenza.

I figli Michele, Reno, Massimo e Annamaria Rinarelli.

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

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