Elezioni. La nostra analisi del voto, tra partecipazione e rispetto

By on 13 giugno 2017

In ogni tradizione che si rispetti, oltre a proporre la reiterazione è importante introdurre piccoli elementi di novità. E’ la terza volta che riusciamo a raccontare lo svolgimento delle votazioni ed il loro esito, chiaramente con tutti i nostri limiti (soprattutto di tipo infrastrutturale, vista la mole di utenza che ci segue e che il nostro server non riesce ad accogliere per intero!) ma riuscendo comunque, in un modo o in un altro, a contribuire a far vivere la consultazione elettorale come una festa della democrazia per tutti e che riguarda tutti. 
Non sarà per questo certamente, ma a nostro avviso contribuisce ad estendere questa percezione positiva, ma nel nostro Comune – nonostante un calo di qualche punto – l’affluenza alle urne si mantiene su ottimi standard (71%): oltre 10 punti percentuali sopra la media nazionale e quasi 20 rispetto a Palermo. La partecipazione è il primo grande valore da custodire, ma – per andare subito al cuore del nostro discorso – il secondo è il rispetto. Rispetto in tutti i sensi possibili e verso tutto: delle Istituzioni, delle Leggi, dell’esito delle urne e degli avversari.  

Per questo stavolta la nostra analisi si concentrerà poco su tutte le possibili letture del voto, sui vincitori e sugli sconfitti, e più su quest’altro aspetto che ci appare prioritario. E a tal proposito crediamo non sia utile tacere adesso le continue scaramucce nei seggi o i facsimile distribuiti nei pressi delle scuole o addirittura inseriti all’interno delle tessere elettorali. Non ci sembra aiuti nell’intento neanche il clima di ricerca pressante “dell’ultimo voto fino all’ultimo metro” con presunte furbate quali i cartellini con “Je suis…” o screditando la proposta degli avversari paventando costantemente l’inciucio, presunti accordi sottobanco, e portando a suffragio prove per nulla tali. Perché è tutto ciò, a nostro modesto avviso, ad esacerbare gli animi e successivamente i toni che, confluendo oggi sui vari profili Facebook di candidati e simpatizzanti, creano nel migliore dei casi  fazioni e contrapposizioni insanabili – in alcuni casi probabilmente anche qualche querela – e soprattutto una cultura politica, soprattutto nei più giovani, che legittima lo sberleffo da stadio nei confronti dello sconfitto o, alla rovescia, il disconoscimento di ogni possibile significato del risultato e persino l’offesa generica nei confronti nella maggioranza relativa degli elettori.

Nell’immagine, per sintesi e per non addurre esempi tratti da Facebook con nomi e cognomi, la schermata di come si presentava ieri Castelbuono su Wikipedia : qualcuno, di una parte politica, ha sentito l’urgenza di aggiornare la voce Castelbuono inserendo con estrema ed inutile immediatezza il nome del nuovo Sindaco; qualche idiota di altra parte, qualche ora dopo, ha voluto correggere a sua volta…

Chiudiamo qui gli esempi e ci auguriamo non ci sia altra coda di episodi infantili da raccontare.

Siamo certi che il neoeletto Sindaco Cicero saprà immediatamente incidere in tal senso, come fortunatamente già annunciato nel primo comizio di ringraziamento e a noi al telefono, in un breve colloquio a commento dell’esito del voto.

Sull’analisi del risultato, invece, è facile registrare il trionfo oltre ogni previsione di Mario Cicero e del suo movimento e la sconfitta senza appello di qualsiasi tentativo di proposta alternativa: sia di Antonio Tumminello, che perde un terzo delle preferenze personali di cinque anni fa e raccoglie persino meno della propria lista, sia di Lia Romé e del progetto “Andiamo Oltre”, relegato al ruolo di opzione secondaria tra gli “anti-ciceriani” e non nuova proposta di pacificazione tra le due parti contrapposte. Bocciata infatti anche la lista dei candidati al Consiglio, oltre ogni aspettativa, ritenuta ai nastri di partenza molto competitiva. 

Chi si aspettava, come cinque anni fa, che le liste al Consiglio trascinassero voti in modo decisivo verso i candidati a  Sindaco (al netto dei tanti voti disgiunti), ha sbagliato di grosso; anzi, sembra essere successo l’esatto opposto: che i candidati al ruolo di sindaco abbiano influito sul consenso dei candidati al Consiglio. Tutto sommato infatti non si è assistito ad emorragie particolari o a delta strabiliati (come in passato) rispetto ai voti di lista. Nessun apparentamento, come paventato indebitamente sotto banco da alcuni, tirato fuori probabilmente per alimentare il clima da referendum tra Cicero e non-Cicero e proporre una lettura semplificata e vantaggiosa della competizione.
Ottimo risultato, del gruppo e personale, per Vincenzo Allegra, che incassa più voti della propria lista e soprattutto il riconoscimento quasi unanime dell’integrità – ed originalità in alcuni casi – nella conduzione della campagna elettorale.

Oltre Cicero, ed in alcuni casi insieme a lui, hanno “vinto” tanti giovani nuovi – Andrea Prestianni, Rosario Bonomo, Concetta Conoscenti, Simone Sottile, Giovanni Noce, Massimiliano Città, Giovanni Castiglia, Luigi Di Bella, Giuseppe Fiasconaro, Giovanni Occorso e tanti ecc. – e soprattutto le donne che, favorite anche da una legge un po’ troppo vincolante, hanno fatto incetta di consensi.

Che non si disperda il nucleo positivo di questo impegno largo, nuovo e così diffuso, e buon lavoro a tutti gli eletti.

La Redazione

 

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

Un commento

  1. zitoss

    15 giugno 2017 at 08:14

    bene

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