GdS: “Assalto a distributore. Pregiudicato patteggia la pena”

By on 16 luglio 2017

Ha sviato con le sue dichiarazioni l’indagine dei carabinieri su uno dei componenti della banda che rapinò 30 mila euro al titolare del distributore di benzina «Q8». Messo davanti all’evidenza dei fatti, a Giovanni Migliazzo, pregiudicato di Castelbuono, non gli è rimasto altro che chiedere il patteggiamento, accolto dal gup Michele Guarnotta a un anno, sei mesi e 20 giorni di reclusione. A dare la notizia è il Giornale di Sicilia con un articolo a firma di Giuseppe Spallino.
La vicenda che ha portato all’inchiesta a carico di Migliazzo risale il 16 febbraio 2015. Quel giorno Pietro Sferruzza, proprietario del distributore di benzina «Q8», si era recato alla filiale cittadina dell’Unicredit per depositare l’incasso del weekend. Prima di entrare in banca venne avvicinato da tre individui, due dei quali, spingendolo contro un muro, lo fecero cadere a terra mentre un altro in pochi attimi gli sottraeva il denaro contante. I tre malviventi, con i volti parzialmente coperti, si diedero alla fuga, verosimilmente con l’appoggio di altre persone.
L’indagine dei carabinieri individuò in Antonino Macaluso, un uomo di 56 anni con precedenti penali, originario di Lascari ma da trent’anni residente a Castelbuono, uno dei componenti del gruppo criminale.
Al processo di primo grado, celebrato con il rito abbreviato davanti al gup Sabina Raimondo, Macaluso venne condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento di 40 mila euro di provvisionale alla parte civile, sentenza poi confermata dalla Cassazione.
Il giudice Raimondo, intanto, aveva riscontrato una serie di contraddizioni nelle dichiarazioni rese durante le indagini da un amico di Macaluso, appunto Giovanni Migliazzo, e pertanto dispose la trasmissione degli atti alla Procura di Termini Imerese, che aprì un procedimento penale formulando l’ipotesi di favoreggiamento e lo affidò al pm Carmela Romano.
Concluse le indagini preliminari a carico di Migliazzo, gli avvocati Tommaso Raimondo e Luigi Spinosa hanno chiesto per il proprio assistito il patteggiamento a un anno, sei mesi e 20 giorni di reclusione con la sospensione della pena, accolta dal gup Guarnotta, il quale, in virtù di una precedente condanna dell’imputato anch’essa sospesa, ha disposto inoltre che il condannato per tre mesi dovrà svolgere lavori di pubblica utilità per il Comune di Castelbuono.

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

Effettua il log in per postare un commento Login

Lascia un commento

Per continuare ad usare il sito, accetta i cookies. Leggi la cookie policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi