GdS: Ospedale di Cefalù, prosciolti i cinque medici accusati di omicidio

Sul GdS di oggi 30 marzo, il giornalista castelbuonese Giuseppe Spallino ha riportato la vicenda che vedeva coinvolti cinque medici dell’ospedale di Cefalù – Sergio Bagnato e Silvia Rizzo, medico e infermiera di turno al momento del fatto, Cristiano Lo Monaco, coordinatore infermieristico, e i responsabili medici Francesca Rubino e Giuseppe Galardi- accusati di omicidio per la morte di una paziente 76enne, Benedetta Dragotta di Caronia. La donna si trovava nel reparto di riabilitazione in seguito a un intervento al cuore effettuato a Palermo.
A fare la denuncia è stato il figlio di cui riportiamo qui le parole: «Alle ore 18,15 circa, mentre mi accingevo a tornare da mia madre, ho sentito due suoni di allarme. Intuendo che quei suoni provenissero dalla stanza di mia madre, aumentavo il passo ed entravo nella sua camera, notando subito che aveva la maschera del ventilatore ancora messa e il relativo tubo staccato. Dopo alcuni mi-
nuti sopraggiungevano due medici, i quali, dopo aver tentato di rianimare mia madre con un defibrillatore e un massaggio cardiaco manuale, mi hanno comunicato che non c’era stato niente da fare».
Dopo aver nominato i medici e docenti universitari Francesco Di Gesù, Azzurra Rizzo e Nunzia Albano consulenti tecnici per l’attività investigativa, la Procura di Termini Imerese ha prosciolto gli imputati, poiché «non emerge alcun elemento per poter ritenere che gli indagati si siano resi responsabili».
I consulenti tecnici hanno infatti affermato che «nessuna certezza (ovvero alto grado di probabilità) questi consulenti ritengano sia possibile attribuire al momentaneo distacco del tubicino vettore di ossigeno».
Gli avvocati Francesco Costantino e Giuseppe Minà hanno così commentato la vicenda: «Il lavoro dei consulenti del pubblico ministero ha consentito di chiarire che il decesso della donna non era certamente riconducibile alla condotta dell’equipe sanitaria, il cui intervento è risultato assolu- tamente diligente e coerente e conforme alle linee guida dei pro- tocolli scientifici più accreditati. Infatti la Fondazione “Giglio” è sempre molto attenta nel controllo e nell’applicazione dei protocolli».