Gibellina. A cinquant’anni dal terremoto si guarda al futuro grazie all’architettura e all’arte

By on 16 gennaio 2018

Gibellina 2018. A 50 anni dal terremoto che ha sconvolto la valle del Belice, i territori colpiti sono stati teatro di una serie di eventi e attività nel segno della memoria e dell’arte. La prima rappresenta il legame con il passato, le cui cicatrici sono ancora lungi dall’essere sanate e i cui (disastrosi) risultati sono tutt’oggi visibili. La seconda diventa leva per guardare al futuro e alla rinascita di un territorio che vuole ricostruirsi/risollevarsi dalle proprie macerie, e farlo proprio tramite l’arte, a partire dallo slancio utopico dell’allora sindaco Corrao.
Anche Castelbuono è stata presente, e proprio nel segno dell’arte, grazie al ruolo di PUTIA Art Gallery coinvolta dal team di lavoro di Arcipelago Italia guidato dall’architetto Mario Cucinella, curatore della prossima Biennale di Architettura a Venezia:  per raccontare cinque territori italiani e innescare un processo di rigenerazione e sviluppo capace di guardare al futuro. A Venezia il team di Mario Cucinella presenterà il progetto per il riuso del teatro di Consagra – opera rimasta incompiuta e successivamente abbandonata – come un tassello per il ripensamento di tutta la città e, per estensione, dell’arcipelago del paese compreso anche il Belice.

Queste le parole dell’architetto:

“Nel non finire un’opera si lascia una grande ferita. Ma si può leggere anche un potenziale straordinario in un edificio che esprime lo spirito coraggioso di quegli anni. Si potrebbe far rivivere come spazio pubblico. Questa visione la porteremo in Biennale per raccontare le due facce del nostro Paese: il coraggio di fare un’operazione di ricostruzione attraverso l’arte e gli artisti e poi la mancanza di forza per terminarla. Coraggio e innovazione e dall’altra parte l’incapacità di finirla”

PUTIA art gallery ha inserito lo storico avvenimento all’interno dello Scribblitti Sicilian Grand Tour, che negli ultimi mesi ha portato in giro per la Sicilia il progetto omonimo di Emanuele Sferruzza Mozscovichz – in arte Hu-Be – e ha trovato ideale contesto all’interno dell’evento commemorativo a Gibellina, domenica 14 gennaio.
Per la prima volta, e per una sola giornata, è stato aperto al pubblico il Teatro di Consagra che in questa occasione è diventata sede di incontro, partecipazione collettiva e ascolto. Queste sono state le matrici stesse che hanno animato la ricerca di Hu-Be, che per circa una settimana ha incontrato gli abitanti di Gibellina intervistandoli e raccogliendone le storie confluite infine nell’opera che ha realizzato.

L’importanza dell’operazione svolta a Gibellina sta non solo nel favorire la conservazione della memoria storica – e da qui giungere alla consapevolezza di un’identità forte, precisa e solida in grado di guardare al futuro – ma anche e soprattutto nel raccogliere e rivelare la presenza di tante forze che operano nel territorio, animate dalla convinzione che molto si puó fare, perché le vere risorse sono le persone che costituiscono un territorio.

Qui di seguito alcune foto dell’opera di Hu-Be (ancora in lavorazione) all’interno del Teatro di Consagra e del quaderno in cui l’artista ha documentato alcuni momenti delle interviste.

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

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