“Giochi di fuoco? di Tommaso Alibrandi. Un romanzo su Castelbuono

immagine[MADONIENEWS – G.Spallino] La Castelbuono medievale e quella del secondo dopoguerra sono l?oggetto del romanzo di Tommaso Alibrandi, ?Giochi di fuoco? (Manni, San Cesario di Lecce 2009, pp. 328, ? 20), che concorrer? al Premio Strega 2010. Il titolo rievoca il nome con cui venivano chiamati negli anni ?50 i giochi d?artificio che si fanno a conclusione della festa di sant?Anna, la patrona del paese.

Questo romanzo narra in contemporanea la vita di un uomo del ?900 e quella di un grande feudatario siciliano del XIV secolo, Francesco I Ventimiglia, il conte di Geraci che nel 1312 fond? Castelbuono. Nella parte medievale si raccontano in maniera romanzata eventi storici. La parte contemporanea invece ? frutto della fantasia dell?autore, anche se non mancano riferimenti ad avvenimenti realmente accaduti, come l?elezione del sindaco Gino Carollo (nel testo chiamato semplicemente ?Gino?).

Il lettore, fra il reale e l?onirico, ? coinvolto e trascinato in un crescendo di fatti collocati in uno spazio temporale di 600 anni, ma che hanno un minimo comune denominatore: Castelbuono. Gi? nelle prime pagine sono presenti riferimenti al paese madonita: ?I frutti principali di quella terra erano grano, uva, olive: oltre ad un prodotto tipico del territorio dei dodici comuni delle Madonie, e non reperibile altrove, e cio? la manna? (p. 20). Susseguono le descrizioni dei pi? importanti monumenti del paese: il Castello, la Matrice Vecchia e la chiesa di San Francesco (chiamata Badia).

Con pochi dialoghi e molte descrizioni, Alibrandi riesce a trasmettere al lettore la nostalgia per feste e tradizioni che fanno parte di un passato difficile da dimenticare. La Castelbuono del secolo scorso.

– 2 marzo 2010 – Giuseppe Spallino