“Gite fuori porta”. L’Amenano, il fiume sotterraneo di Catania

By on 19 marzo 2018

The chief wonder about Catania is the fact that it is there at all – La principale meraviglia di Catania è il fatto stesso che essa esista [Fodor Modern Guides – New York 1954].

La storia di Catania è quella di una città dalle straordinarie capacità di sopravvivenza. Deve esserlo, trovandosi così vicina a un vulcano. Riuscire a sopravvivere e ricostruirsi nel corso dei secoli, vuol dire possedere necessariamente una buona dose di tenacia, la volontà in un certo senso di sfidare la natura stessa. Il risultato è quello di una città dalla storia millenaria e dagli innumerevoli tesori. Mettendo per un attimo da parte i luoghi più conosciuti della città (dovrei scrivere un’enciclopedia altrimenti), il viaggio che mi incuriosisce è, ancora una volta, quello alla scoperta di ciò che è meno visibile agli occhi, in questo caso letteralmente. Mi lascerò quindi guidare dalla curiosità per ciò che è insolito e fuori dal comune, ma non per questo meno meraviglioso. 

Il fiume Amenano è infatti parte integrante della storia della città, ma passa quasi inosservato perchè segue un percorso sotterraneo. L’Amenano è un corso d’acqua molto antico, se ne hanno notizie sin dai tempi della fondazione della città: Amenanos, il nome originale, è quello di una divinità greca dal corpo di toro e il viso umano. Il fiume ha attraversato la città per secoli, scorrendo in superficie e contribuendo al suo sviluppo. Tuttavia la storia – e il corso – dell’Amenano sono radicalmente cambiati nel 1669, anno in cui l’Etna eruttò colpendo parte della città, eruzione considerata storicamente la più violenta. Il fiume fu interamente sepolto, ma non scomparve. Riuscì a ricavarsi un percorso sotterraneo, continuando a scorrere sotto la superficie della città, per essere poi riscoperto nel XVIII secolo grazie agli studi del vulcanologo Carlo Gemellaro.

Se Catania è una città che ha saputo “rinascere dalle sue ceneri più bella”, come recita l’iscrizione sulla porta Garibaldi, l’Amenano è forse il simbolo più autentico della tenacia della città stessa, un fiume “sopravvissuto”, che ha avuto non solo la capacità di preservare il suo corso nel tempo, ma lo ha fatto acquisendo il fascino di “fiume segreto”, noto solo a coloro che sono curiosi abbastanza da partire per una sorta di “caccia al tesoro” nei luoghi della città in cui fa capolino.

Ciò che affascina della storia di questo fiume è non solo la sua tenacia nel sopravvivere, ma soprattutto la capacità di intrecciarsi alla storia stessa di Catania. Spuntando qua e là durante il suo percorso sotterraneo infatti, traccia una sorta di percorso che collega diversi punti – ed epoche – della città. Così ad esempio, troviamo l’Amenano nella fontana omonima di Piazza Duomo. La fontana è stata costruita nel 1867 dallo scultore napoletano Tito Angelini ed è anche chiamata “Acqua a Linzolu” per via della cascata d’acqua che dalla fontana si getta nel fiume, proprio come un “lenzuolo”. L’Amenano riaffiora anche presso la fontana dei Sette Canali, la più antica della città, che si trova nella zona detta “a Pischiria”, dove tutte le mattine si svolge l’antico mercato di pesce della città. E lo ritroviamo anche presso un’altra fontana, quella di Largo Paisiello, più moderna, risalente al 1956 e realizzata da Dino Caruso, scultore astrattista catanese. Spunta persino all’interno di un locale, l’Agora pub, da cui è possibile accedere a una grotta sotterranea con tanto di tavoli apparecchiati. Immaginiamo: sorseggiare un drink o gustare del buon cibo con lo scroscio dell’Amenano come sfondo, che scorre quasi sotto i nostri piedi.

Il fiume riemerge dal sottosuolo in altri luoghi della città, le terme achilliane, il pozzo di Gammazita, villa Pacini, ognuno dei quali ha la sua storia da raccontare. L’Amenano ci fa da guida, saltando da un’epoca all’altra, tra storia e leggenda, testimone silenzioso di popolazioni ed eventi, come se ci dicesse “Ehi, fa’ attenzione, qui è successo qualcosa di importante, dovresti ricordarlo”. Poi, per non correre il rischio di attirare troppa attenzione su di sé, si rituffa nell’oscurità, scomparendo nuovamente alla vista.
Se quindi l’esistenza stessa di Catania è una meraviglia di per sé, tanto più lo è quella dell’Amenano, un fiume che ha attraversato la città e i secoli, incurante di una natura implacabile che avrebbe forse voluto segnarne la disfatta. Del suo percorso misterioso nelle viscere della città, non ne abbiamo che scorci fuggevoli. Un invito irresistibile per intraprendere un viaggio alla scoperta dei tesori che esso ci suggerisce.

Segnalo la pagina sugli antichi fiumi di Catania e poi nel dettaglio quella sull’Amenano, entrambe dal sito Vivi Catania.

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A proposito di Valentina Bonomo

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