“Gite fuori porta”. Villa Palagonia, la “villa dei mostri” a Bagheria

By on 31 ottobre 2018

Da persona costantemente affascinata dal macabro e dal grottesco, non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di esplorare una meta fuori dal comune come questa in un giorno che tradizionalmente celebra il “mostruoso”. Il viaggio virtuale di oggi mi porta quindi dritta dritta a Villa Palagonia, che non a caso è anche nota con l’appellativo di “Villa dei Mostri”.

Villa Palagonia non nasce tuttavia affatto con mire così eccentriche. Quando viene iniziata la sua costruzione, a partire dal 1715 a Bagheria, il suo committente Ferdinando Francesco I Gravina Cruyllas, principe di Palagonia, voleva semplicemente realizzare lì la sua residenza estiva. Una classica villa settecentesca siciliana, insomma.
Sarà poi il nipote – suo omonimo – a donare all’edificio il suo tocco personale, aggiungendo quegli elementi che la renderanno “mostruosa”. Ferdinando Francesco II, chiamato “Il negromante”, era considerato da molti un uomo folle, e avrebbe manifestato proprio questa sua follia dando libero sfogo alla fantasia e arricchendo la villa con dettagli spaventosi e inquietanti.

In realtà, le testimonianze che ci sono pervenute di chi lo conobbe personalmente parlano di un uomo eccentrico sì, ma anche straordinariamente lucido. D’altronde, il principe era il ciambellano personale del Re di Napoli e durante la sua vita ricoprì numerosi e importanti incarichi politici. In qualche modo quindi, la sua vena di eccentricità, o di follia se volete, si mantenne entro un ambito ludico e trovò sfogo nella villa e nei suoi mostri.

La nostra esplorazione della villa comincia già dall’arco d’ingresso, sorvegliato da due figure basse e tozze che accolgono il visitatore con due inquietanti sorrisi. Superato il cancello, ecco che comincia il viale principale: ai lati le cinta murarie proseguono basse, sormontate da figure che per facilità potremmo definire “bestiali”, ma che davvero sono un miscuglio straordinario di umanità di ogni tipo, reale e immaginaria: uomini e animali, creature mitologiche e fantastiche, dame, cavalieri, nani, musicisti … Tutte le une accanto alle altre, senza logica o soluzione di continuità. Oggi ne rimangono una sessantina, ma originariamente dovevano essere circa duecento: uno spettacolo impressionante per il visitatore che percorreva il viale. Tra questi, vale la pena ricordare anche Goethe, che nel suo “Viaggio in Italia” descrisse così la sfilata mostruosa:

Uomini: mendicanti dei due sessi, spagnuoli e spagnuole, mori, turchi, gobbi, deformi di tutti i generi, nani, musicanti, pulcinella, soldati vestiti all’antica, dei e dee, costumi francesi antichi, soldati con giberne e uose, esseri mitologici con aggiunte comiche (…) Bestie: parti isolate delle stesse, cavalli con mani d’uomo, corpi umani con teste equine, scimmie deformi, numerosi draghi e serpenti, zampe svariatissime e figure di ogni genere, sdoppiamenti e scambi di teste.

Insomma, una spaventosa parata che sembrava essere stata messa lì a posta per dare il benvenuto al visitatore, per metterlo in guardia, deriderlo, o forse prepararlo a ciò che lo attendeva all’interno della villa.
Il gusto per l’eccentrico del “negromante” non si limitava infatti al solo ambiente esterno. Anche l’interno riservava delle sorprese. All’ingresso del salone principale campeggiano infatti le seguenti parole:

«Specchiati in quei cristalli e nell’istessa
magnificenza singolar contempla
di fralezza mortal l’immago espressa.»

La propria “fralezza mortal”, almeno secondo le descrizioni originali giunte fino a noi – si poteva in effetti contemplare riflessa nel soffitto del salone, interamente ricoperto di specchi. Questi sfruttavano un gioco di sovrapposizioni e distorsioni dell’immagine per rispedire al mittente un riflesso deformato, alterato nei tratti, resi tanto “grotteschi” quanto quelli delle creature che si trovavano all’esterno. Come se, in uno strano gioco di rimandi, il punto fosse mostrare che i mostri interiori potessero essere tanto spaventosi – anzi, forse persino di più – di quelli esteriori. Un intento ancor più sottolineato dalla presenza di specchi in tutta la villa, posti strategicamente a coprire finestre e porte, riflettendo immagini distorte e inquietanti dell’incauto passante, quasi a ricordargli che non esistono vie di fuga dalle “deformità” che ognuno si porta dentro.
Che fossero queste o altre le effettive intenzioni del Principe, percorrere i corridoi e le stanze della sua villa doveva essere un’esperienza davvero terrificante a tratti.

Ad alimentare la macabra fama della villa contribuivano anche le dicerie popolari, che di certo non mancavano attorno a un luogo così eccentrico: molte le credenze che vedevano i mostri di pietra come portatori di sfortune e maledizioni. In particolare si credeva che se una donna incinta li fissasse troppo a lungo, avrebbe subito un aborto o il bambino sarebbe nato egli stesso deformato.

La villa rimase in possesso dei Principi di Palagonia fino al 1885. Successivamente fu acquistata da privati, che l’hanno preservata nel tempo e ne sono tuttora i proprietari. È tutt’oggi parzialmente visitabile.

Che siate o meno appassionati del grottesco, Villa Palagonia è un esempio unico nel suo genere, un miscuglio di bellezza e mostruosità, tanto affascinante forse proprio perché così ricca di contrasti. Ci spinge a volgere lo sguardo prima ai mostri che popolano il mondo esterno, per poi puntare i riflettori verso noi stessi, e alla fine si rimane quasi con il dubbio di quali siano in effetti quelli più spaventosi, se i mostri fuori o quelli dentro. Un interrogativo decisamente degno della “Festa dei Morti”, no?

Mappa

A proposito di Valentina Bonomo

Effettua il log in per postare un commento Login

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Per continuare ad usare il sito, accetta i cookies. Leggi la cookie policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi