Gli anni che verranno…

Pubblichiamo un’interessante intervento inviatoci dal Sindaco Mario Cicero, più che mai adatto al commento dei lettori.

Tra cinque anni, nel 2011, saremo all?alba dell?avvio dell?attuazione del progetto ?Area di Libero Scambio? voluta dall?Europa, che interessa tutto il bacino del Mediterraneo e inoltre saremo a metà attuazione della prossima programmazione denominata ?Piano Convergenza 2007/2013? su emanazione del Parlamento Europeo. Tutti comprendiamo quanto gli anni che verranno saranno fondamentali e strategici per pianificare il futuro della nostra Sicilia, baricentrica ancora una volta nella storia della civiltà.
Penso che a nessuno sfugga che nei prossimi cinque anni Castelbuono deve avere una classe politica che in un progetto di coinvolgimento collettivo abbia la capacità di operare affinché tutti i protagonisti del ?sistema paese Castelbuono? possano attivarsi per contribuire a consolidare il virtuoso percorso avviato dal 1993. Ecco quindi l?esigenza di un pubblico confronto, affinché chi vuole dare il proprio contributo sull?argomento lo faccia senza sterili pretesti.
Chiedo e mi chiedo: quale Castelbuono vogliamo?
Qui di seguito vorrei esprimere il mio pensiero alla luce del percorso avviato in questi anni e dei ruoli che ho rivestito.
Sicuramente nessuno può smentire che la classe politica che ha amministrato il nostro paese in questi anni, ha avuto la lungimiranza di sapere riconvertire l?economia. Infatti, da un?economia basata sull?edilizia alla fine degli anni novanta, oggi abbiamo diversi settori produttivi che coinvolgono una platea d’attori che operano nei diversi segmenti, dal turismo all?agricoltura passando per l?artigianato e il commercio. Voglio ricordare che gli imprenditori di tali settori stanno puntando all?eccellenza e va anche sottolineata la capacità che ha avuto il mondo del Lavoro e delle professioni nel sapersi innovare.
La nostra comunità ha intrapreso un virtuoso percorso di sviluppo, ma mi auguro sia anche consapevole che gli anni che verranno saranno decisivi per il proprio futuro, infatti, o si consolidano alcuni processi o il rischio che si corre è quello di dovere effettuare un?inversione di marcia che porti l?omologazione del nostro comune ad un andazzo diffuso che vede intere comunità quasi rassegnate al destino di vivere alla giornata.
Allora rimbocchiamoci le maniche, mettiamoci a lavoro, senza se e senza ma: la nostra Castelbuono si affaccia agli appuntamenti di cui parlavo prima, con la schiena dritta e a testa alta, perché ha saputo affrontare molte delle sfide che questo tempo impone sapendo cogliere le diverse opportunità che l?attualità presenta.
L?azione amministrativa di questi anni si è dispiegata per iniziare a consolidare e recuperare tutto l?immenso patrimonio culturale, monumentale, ambientale, storico e umano che Castelbuono possiede.
Oggi abbiamo la coscienza a posto, nessuno ci potrà accusare di avere trascurato la nostra comunità. Le priorità sono state: il recupero, la ristrutturazione e il completamento di strutture come il Castello, Palazzo Failla, Casa Speciale, il Palazzo Comunale, il campo sportivo, la zona Artigianale, la circonvallazione Ovest, la via Papa Giovanni, la chiesa del Rosario ecc?
Inoltre abbiamo dato priorità all?Uomo, alle sue esigenze e ai suoi bisogni e ancora?non abbiamo sottovalutato tutte le risorse culturali, imprenditoriali, teatrali, musicali e sportive.
Ora dobbiamo pensare al futuro che personalmente vedo roseo solo se riusciamo a intraprendere un percorso di coinvolgimento che vede tutti gli attori del nostro comune operare in sinergia.
Negli anni che verranno penso che dovremo operare per avviare progetti che vedano in primo luogo la vivibilità del nostro centro urbano, liberandolo dalle auto con razionalità, costruendo adeguati parcheggi, favorendo e coordinando il recupero degli immobili privati, proponendo un arredo e una illuminazione che qualifichi il centro urbano, agevolando l?insediamento di attività e di laboratori compatibili con il tessuto urbano, favorendo il commercio e i servizi nel centro abitato, verificando, a un tempo, l?opportunità di insediare un adeguato centro commerciale e di servizi, accompagnando i nostri imprenditori ad allocarsi nella realizzanda zona artigianale e nelle zone D, dando gli adeguati spazi ai gruppi culturali come l?ex-teatro ?Le Fontanelle?, la ex Mannite, il deposito Cicero a ridosso del Parco delle Rimembranze ? oggi anch?esso risistemato-; l?area Castellana; il complesso di San Francesco con l?acquisizione dei locali e dei terreni limitrofi; e ancora favorendo una politica socio sanitaria che permetta di insediare a Castelbuono strutture di cura e assistenza per Anziani e per i Diversamente Abili; centri di cura di patologie che richiedono tranquillità e ambienti sani, investendo in strutture pubbliche di servizio (vedi l?albergo dei Nonni) e private ricettive, per accogliere il turismo della terza età, sociale e sanitario. Ed ancora, candidando il nostro paese ad ospitare corsi universitari e laboratori didattici che permettano di avere allievi che provengono dal Mediterraneo per frequentare corsi su Ambiente e Sviluppo sostenibile, Enogastronomia, Diritti Umani, Artigianato, sul recupero delle tradizioni locali, sulla reinterpretazione dei sistemi costruttivi del passato, ecc?
L?esperienza e gli stimoli culturali di questi ultimi anni ci hanno inoltre insegnato a vedere e a far vivere la Biblioteca (convento Santa Venere) in un modo nuovo: la biblioteca, così come è vista nel mondo contemporaneo, deve diventare una enciclopedia del tempo presente, oltre che del passato: occorre operare tutte quelle trasformazioni e quei potenziamenti, anche strutturali, tali da stravolgerne l?attuale limitato e parziale funzionamento dotandola di nuovi e aggiornati testi e di tutti i più moderni mezzi della diffusione del sapere (databases, cd- rom, programmi di consultazione?). Ancora pensare a nuovi spazi per lo sport ( la cittadella), che si integri con strutture per uffici, servizi e attività produttive.
Infine, un progetto essenziale e strategico è sicuramente quello di dare un ruolo forte alle nostre istituzioni Museali, trasformandole in Fondazioni, implementando il patrimonio in loro possesso e le loro attività: cellule Museali, centri di didattica o ancora diventando laboratori di restauro e conservazione, consolidando il percorso intrapreso che ci vede naturale capitale culturale delle Madonie, senza perdere mai l?umiltà del confronto con l?intero comprensorio.
Sì, gli anni che verrano saranno fondamentali per comporre uno sviluppo sostenibile e duraturo per i prossimi decenni!
Allora insieme continuiamo a governare Castelbuono, dando l?opportunità alle nuove generazioni di decidere e scegliere liberamente dove vivere e investire il proprio sapere.

Mario Cicero
Sindaco