I vincitori del premio “Castelbuono progetto Architettura”: “Il teatro necessario”

inserimento_2
foto-inserimento

Abbiamo deciso di dare spazio e presentare, con la necessaria dovizia di particolari, i due lavori vincitori del premio “Castelbuono progetto Architettura”, istituito nel 2014 dal Museo Civico e recentemente oggetto di cerimonia di premiazione. L’intento non è tanto quello di dare ulteriore lustro a giovani indubbiamente capaci e meritevoli – di questo si occupa già e meglio il Museo (qui le motivazioni della commissione) –  piuttosto è quello di amplificare ragionamenti e immaginazioni organiche che mirano al miglioramento del nostro territorio. I due lavori che andremo a presentare, grazie alla disponibilità dei progettisti,  danno corpo a veri e propri “sogni” che, per la loro natura “propulsiva”, ci aiutano  ad avere davanti una progettualità a cui tendere, magari inizialmente ideale ma che, ne converrete, meriterebbero di sconfinare nel reale.
Cominciamo da “Il teatro necessario” degli architetti Natale Allegra e Michele Puccia, per proseguire, la prossima settimana, con “YPSIGRO – PUNTI FOCALI DI UN MUSEO DIFFUSO: l’ex chiesa del Monte” dell”ing. Tiziana Mazzola (capogruppo), arch. Lorenzo Mattone e arch. Giulia Di Martino (collaboratore).

 

IL TEATRO NECESSARIO

Arch. Natale Allegra, All. Arch. Michele Puccia

 

Progetto vincitore della sezione idea progetto di innovazione al premio “Castelbuono Progetto Architettura” 2014.

 

Il “Margine”, tra le varie definizioni che si possono trovare nei dizionari della lingua italiana, è inteso come “Ciascuna delle parti periferiche, spesso regolarmente delimitate, di una superficie individuata”. La definizione restituisce la condizione del luogo scelto per la proposta dell’idea concorsuale che, posta nella parte nord-ovest del centro storico, ha dei caratteri specifici, di cui appresso si dirà, che l’hanno resa occasione di confronto progettuale tra l’idea di permanenza delle condizioni avute e le potenziali attese auspicabili, come lo spazio a teatro multiuso, che la comunità attende da tempo. Dalla interrelazione di quest’ultime due componenti è nata l’idea della “Fabbrica-Teatro”, intimamente legata alle esigenze del multiforme panorama culturale cittadino concepita come una macchina scenica capace di adattarsi alle diverse esigenze teatrali, musicali e sociali, che con la sua strutturazione spaziale fa da cerniera tra tessuto urbano e corrispondente ambito territoriale limitrofo e, quindi, collegabile alla “Sezione B” del concorso.

concept_1.1_b
relazioni urbane ed extra-urbane

L’edificio, dunque, inteso non come occasione per rispondere a sue specifiche necessità interne ma, altresì, come mezzo per determinare nuove condizioni di relazioni urbane e territoriali; quest’ultime sono, a prescindere dalla scelta linguistica cui si è, di volta in volta, legata la componente volumetrica-formale del manufatto architettonico, gli elementi di base cui ha sempre fatto riferimento, nell’arco della storia dell’architettura, la produzione edilizia, ancorando a sostanzialità non effimere la scala e la definizione tattile dell’intervento (vedasi Castello dei Ventimiglia).

/Users/Mike/Documents/Progetti/Architettura/2014/Concorso MCC/co
ortofoto

L’area scelta come luogo per la proposta concorsuale, aquisibile tramite perequazione urbanistica interna all’area, è il vuoto urbano interno al nastro edilizio, limitrofo all’area del torrente San Calogero, del quartiere di “Manca”. Essendo posto sulla linea di confine fra una connotazione urbana ed una rurale-paesaggistica esso risente di ambedue le specificità. La componente urbana del quartiere è data da un’edilizia compatta, composta da abitazioni a schiera e pseudo-schiera, strutturata su una viabilità carrabile nord-sud, parallela alle curve di livello, e da una serie di cordonate est-ovest, ortogonali alle curve di livello, parallele, quest’ultime, alla dimensione maggiore degli isolati edilizi e quindi determinanti la geometria principale del sistema. La componente rurale-paesaggistica, invece, è data dall’incisione torrentizia del San Calogero che presenta una non chiara definizione interna.

01_plamimetria
relazione con il contesto

Il progetto costruisce uno spazio la cui aspettativa urbana è quella di diventare affaccio e luogo di pausa alle percorrenze lineari, siano esse carrabili o pedonali, non interrompendo le relazioni spaziali interno-esterno (e quindi a carattere territoriale) attualmente presenti nei due assi gravitanti a sud ed a nord dell’area di progetto, evitando quel senso di introversione presente, invece, nelle rimanenti cordonate.

concept_1.1
la fabbrica-teatro

Dal punto di vista territoriale il suo essere belvedere, il suo essere costruito su più piazze a quote differenti, collegate fra di loro da percorrenze idonee al superamento di dislivelli anche ai diversamente abili,

04_esterno_4
la scala/cordonata

la sua scala e la sua scelta tattile di immediata identificazione nei confronti dell’edilizia circostante ed il suo allacciarsi alla struttura principale, tra percorrenze e parcheggi esistenti e di progetto, dell’area gravitante sul San Calogero, da destinare a parco, per sua vocazione naturale e per completamento del verde pubblico già esistente posto a nord del castello dei Ventimiglia, che si andrebbe a collegare a un sistema di orti urbani già esistente e potenziabile, nella costruzione di un unico spazio naturalistico posto a nord-ovest dell’abitato castelbuonese che, se esteso alla dimensione extra-urbana, può diventare il nuovo sistema complessivo di accesso “verde” sul lato occidentale alla cittadina.

02_pianta_5
pianta a livello della piazza/teatro/belvedere

Qui infatti i percorsi urbani si trasformerebbero naturalmente nei locali di produzione artistica del performing center dove l’ambigua continuità è il carattere distintivo di spazi capaci di accogliere diverse istanze con sale prova introverse e laboratori di produzione aperti verso il paesaggio. Sintesi massima in tal senso è la grande sala da quattrocento spettatori su cui si affacciano due file di ballatoi capace di assumere, grazie al pavimento mobile, diverse conformazioni quali il teatro all’italiana, il teatro elisabettiano e il plateau orizzontale.

08_sala
la sala teatrale
01_teatro
la sala come spazio multiuso
01_teatro
la sala come teatro all’italiana
03_tribune
la sala come teatro elisabettiano
02_pianta_1
pianta a quota della sala
02_pianta_2
pianta a quota della caffetteria
02_pianta_3
pianta a quota delle tribune
02_pianta_4
pianta a quota della biglietteria
pianta a quota residenza perequativa
pianta a quota residenza perequativa

 

 

 

 

prospetto verso il fiume
prospetto verso il fiume

 

sezione trasversale sulla sala teatrale
sezione trasversale sulla sala teatrale
sezione longitudinale sulla sala teatrale
sezione longitudinale sulla sala teatrale

 

sezione sulla scala esterna
sezione sulla scala esterna
la piazza/teatro/belvedere
la piazza/teatro/belvedere
l'accesso coperto al teatro
l’accesso coperto al teatro
il fronte verso il fiume
il fronte verso il fiume
il foyer / biglietteria
uno dei foyer inferiori /  spazio multi-uso
uno dei foyer inferiori / spazio multi-uso
il palco
il palco

 

 

 

 

 

inserimento_1
foto-inserimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

progetto pubblicato su:

http://divisare.com/projects/286858-Natale-Allegra-Michele-Puccia-PREMIO-Castelbuono-Progetto-Architettura-Premio-idea-progettuale-Anno-2014-Ambito-B-Idea-progetto-di-innovazione-

http://www.archilovers.com/projects/153588/il-teatro-necessario.html#images

 

© Natale Allegra, Michele Puccia. 2015

Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente articolo senza previa autorizzazione da parte degli autori.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.