I puntata. “Il sesso dei sindaci”

By on 9 giugno 2016

Ei fu, 

siccome immobile 

dato il mortal sospiro

stese la sfoglia immemore

orba di tanto diavolicchio.

 

CuffaroTumminello_mbianca

Cuffaro & Tumminello, in una gif d’epoca. Non viene specificato da dove è tratto il fermo immagine

Non è il 5 maggio, ma il 6.  E non è il celebre componimento manzoniano ma una rivisitazione, in salsa locale, dell’Ei fu e che ad un tratto tornò: è infatti Totò Vasa-vasa. A volte ritornano, direbbe qualcuno (specie le mummie, che sono avvolte moltissimo) e portano con loro passati pesanti come l’alito dopo scorpacciate di bagna cauda. Il famoso “mortal sospiro”… Eppure sembra ieri la supplica insistita del Tumminello alle porte del PD, il corteggiamento continuato ai piedi di Crocetta ecc. (e in effetti forse era ieri). E del resto, forse, chi più e chi poco meno, le porte le ha poi aperte, o quantomeno lasciate socchiuse con la scusa di fare un po’ di “corrente”… Però il Totò che mi ritorna così, d’amblè, che costringe a questo tuffo nostalgico nel passato – così gioioso, glorioso e peraltro zeppo di incarichi – è un’emozione forte, che obbliga a riflessioni.

Dieci anni fa: bei tempi. Castelbuono.Org muoveva i suoi primi post (Facebook in Italia sarebbe arrivato solo due anni dopo) mentre un consiglio comunale più autorevole dell’attuale contribuiva a rendere quasi idilliaco un clima politico normalmente vivace, nonostante vi fosse un Marione Cicerone scalpitante in cerca di riconferma proprio come fosse un Tumminello del giorno d’oggi. Avevamo tutti qualche anno in meno e qualche capello in più, il mondo non aveva conosciuto ancora la grande crisi e tutto sembrava – quantomeno guardando oggi –  più lieto e sereno, e certamente diverso. Tutto fuorché loro: i politici castelbuonesi, i protagonisti di questo reality che si ripropongono puntuali come una peperonata svizzera. Molti dei nomi sono gli stessi (nel manifesto a destra, ad esempio, apprezziamo i nomi dei neofiti Antonio Tumminello, Carmelo Mazzola e Santino Leta: interessante interpretazione del “guardare avanti”) COMIZIO_SINDACOed in alcuni casi è cambiata solo – persino direbbe qualcuno – la loro collocazione geopolitica.

E di conseguenza non cambia neppure la nostra rubrica, la più attesa e forse la più temuta: un reality che assurge ad epica, che si districa tra cronaca e fantascienza, tra satira e vox populi. Ancora una volta al politico è richiesta una certa dose di autoironia e benevolenza, altrimenti il gioco non funziona. Il meccanismo del reality è semplicissimo:

  • tutti i nomi tirati in ballo nell’agone (secondo le sacre “voci di popolo”) partecipano volenti o nolenti al gioco;
  • le nominations man mano contribuiscono a restringere la lista dei papabili insindacabili, così da avvicinarci con migliore approssimazione agli schieramenti e ai candidati reali ;
  • il gioco si conclude nel momento in cui vengono ufficializzate le liste, mentre i vincitori vengono proclamati successivamente all’esito elettorale.

Ecco, per intenderci subito, qual è lo scenario che si palesa ai nostri occhi: Tummy è lanciatissimo verso la ricandidatura. Si è confrontato con le folte masse di consiglieri e sostenitori e non ha trovato dissenso né ambizioni altrui. Lady Cucco sembra infatti voler desistere, nonostante la pazza idea non troppi mesi fa risultasse parecchio fascinosa. Ma non mettiamo limiti alla provvidenza, figuriamoci a GianClé Vandamme.

mario_donna

La candidata donna attualmente più accreditata da Cicero

Nel centro-sinistra, o ex tale, all’opposizione insomma, tutto sembra confermare la volontà condivisa di puntare “su una donna”. Si sono fatti i nomi delle esperte MimmaPurpuri e LiaRomè o quello della giovane Myriam, e qualche altro, ma noi de gli Insindacabili abbiamo la foto che inchioda la più accreditata, la “prima donna” su cui più di un bookmaker punterebbe alla cieca.

Ma, scherzi a parte, l’eventuale ricandidatura del Marione Cicerone – altro nome nuovo del panorama politico locale – trascina con sé un bel numero di oppositori esterni ed interni alla coalizione, e lascerebbe irrisolte le “cleavage” di sempre con pezzi della “sinistra storica”, oggi più o meno direttamente (o di sponda, attraverso le mogli nei CdA dei musei), e chi più e chi meno, con Tummy.

Ma perché non candidare il capogruppo capoultrà allora? Pepe Fiasconaro, il ragionevole ragioniere, al cui nome viene fatto seguire un unanime “è competente, però…”. Che suona come quando ad una ragazza viene detto “è simpatica ma”… E c’è anche qualcuno – non troppi però – che si chiedono: ma perché non riprovare col Norata? Stavolta sembra davvero un rigore a porta vuota… Ma al quesito nessuno risponde. Chissà cosa ne pensano le mille altre anime lì dentro: i Tumasiani (socialisti reduci) o i Ribaudesi (postsindacalisti postsindaci posticci), probabilmente vogliosi di riconciliare coi transfughi in giunta.

E poi c’è la patata Capuanas da pelare: capitan Capù è una figura ingombrante e di provenienza ideologica leggermente – e dico leggermente – distante dai confini classici di quel Risiko coalizzativo. Il glorioso Presidente della Polisportiva, condottiero vincente nella cavalcata verso l’Eccellenza, consigliere comunale plurivotato nonché primo tra i traghettatori ad abbandonare la nave tumminosa, ha mostrato fedele e costante distaccamento dalla maglia del Tummy e quindi una certa affidabilità politica difficile da tradire adesso. E difatti è interessante in questa fase analizzare le reazioni del sottobosco brulicante: ci sono ancora i giovani “Oltranzisti” (che si radunano infatti a protestare intorno a quelli dello slogan “Andiamo Oltre”, capitanati dalla new entry Rosy Bindi Scerrino: prendi l’André Prestiannovic ad esempio), storcendo nasi, musi e tutto il resto. Ma anche intorno al sindaco, o sopra (resta da capirlo), succedono fenomeni simili, in cui ronza un’abbondante quantità di ypsini ad esempio, i quali hanno rinunciato da qualche tempo “all’apoliticismo”. O forse no, ma in chiave romanesca: “A-politico, ma io e te… che se dovevamo dì?” Oltre al prezzemolismo nelle istituzioni culturali infatti, si narra di altri suggestivi e imminenti incroci. Al bando, insomma, i rifiuti di un tempo… Ma a proposito: Vincenzo l’Ypsibarrecone come lo vedreste nella bagarre?

Ed infine non dimentichiamoci del terzo per eccellenza, che ha già dimostrato grande talento da reality: Polizz8, anche lui poco avvezzo alla politica del passo indietro. E persino lo strano palleggio su Suprauponti pare confermarlo. Ed ancora i Cinque Strehler: che fa – come si usa dalle parti dell’e-movimento – una lista dura&pura non la si propone? E gli Allegra blues brothers allora? Relegati nuovamente ad un ruolo da comprimari come fu col Poliziotto cinque anni or sono? Impossibile. Difatti ci risulta che tra questi tre ci siano stati strani approcci vicendevoli, conclusisi ovviamente con il nulla di fatto. C’è di tutto: ci sono i primi comizi, il referendum, il papocchio combinato con la senatrice e tanti altri dietro le quinte.

Come direbbe infatti un Pizzul d’annata insomma… “Partiti!”

ps: partiti sì, ma va bene anche liste civiche, movimenti o quel che sarà…

A proposito di Michele Spallino

2 Comments

  1. Sandro Morici

    11 giugno 2016 at 12:43

    E meno male che questa è la I° puntata sui sessi e sui sindaci! Sono già stati chiamati in causa (…sia chiaro…non giudiziaria…) quasi una ventina tra protagonisti.capi-fila e gruppi di possibili aggregazioni e movimenti vari. Se li passassimo un pò tutti in rassegna, arriveremmo a contare facce di mezzo paese…mentre…l’altro mezzo paese… sarebbe rappresentato dagli elettori (che poi sembra siano i veri protagonisti di questa kermesse). Insomma…la domanda nasce spontanea: continuando di questo passo nelle carrellate pre-elettorali, quante altre puntate ci dobbiamo aspettare di leggere in un prossimo futuro? Proviamo a fare un pronostico…almeno altre 30-40 puntate?

    • Castelbuono.Org

      12 giugno 2016 at 19:46

      Carissimo Sandro, grazie mille ma ti garantiamo che mancano ancora moltissimi protagonisti… Eppure 30-40 puntate ci sono davvero troppe persino per l’insaziabile Castelbuono.

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