Il coraggio dimezzato

By on 15 ottobre 2012

La nuova amministrazione è parecchio sfortunata. Come definire altrimenti chi amministra e già in pochi mesi perde per strada il Jazz festival e si ritrova un centenario del Giro Podistico senza gli adeguati quattrini della Regione? Oppure chi amministra quando irrompe un’ambulanza durante la processione di Sant’Anna o piove a dirotto durante quella del SS Crocifisso? Oppure, ancora, quando ricompaiono gli incendi nel nostro dintorno e finanche le storiche palme di Piazza Parrocchia vengono impestate dall’odioso punteruolo rosso? E’ sfortuna, iella pura, giusto per citare qualcuna delle iatture degli ultimi tempi…
Ma la fortuna, dice l’adagio, aiuta gli audaci. Per cui, secondo il sillogismo, gli sfortunati sarebbero anche dei pavidi (come se non bastasse essere già bersaglio della cattiva sorte!) e ne consegue anche che l’amministrazione sfortunata sia un’amministrazione timorosa. Affermazioni queste, tutte frutto del noto adagio e declinate secondo il sillogismo. io non c’entro nulla.
E’ un caso che Cicero, che fu oggettivamente un amministratore dal piglio sempre piuttosto “audace” (nel bene e nel male), più volte fortunato lo fu anche?

Io non saprei confermare se l’attuale amministrazione sia così “timorosa” come vorrebbe suggerirmi il  ragionamento, anche perché un gesto audace il Sindaco Tumminello l’ha già fatto: un provvedimento impopolare, che scinde il consenso in fazioni marcate e contrapposte? Trovo infatti, in modo controcorrente rispetto agli esiti del sondaggio in corso in questo sito e da quello che mi par essere il giudizio medio nel passeggio, che l’ordinanza che prova a riordinare orari e modalità di somministrazione degli alcolici sia coraggiosa e persino potenzialmente opportuna: rivedibile in qualche aspetto, certamente, ma complessivamente corretta.
Attenti però: parimenti andrebbe offerta a questi ragazzi almeno una alternativa al bar (incentivando l’offerta di corsi di teatro, sistemando luoghi adatti alle prove dei tanti musicisti e così via) altrimenti il coraggio è parziale e quindi l’adagio torna a colpire. Senza la completezza di visione, il rischio è quello di ottenere in tutta risposta un’impoverimento della presenza e della vitalità serale castelbuonese, motivo di orgoglio locale e, se vogliamo, anche di un certo contenimento dell’emigrazione.
L’audacia, quindi, signor sindaco, deve esser piena: faber est suae quisque fortunae.

E come ‘l volger del ciel de la luna cuopre e discuopre i liti sanza posa, così fa di Fiorenza la Fortuna.
Paradiso, Canto XVI – V cielo
Dante Alighieri

A proposito di coraggio dimezzato, incompleto proprio come il visconte calviniano, chioso con un riferimento alle imminenti elezioni regionali. La mia vorrebbe essere una esortazione agli elettori: abbiate il coraggio pieno di punire i pietosi del voto, di scardinare il sistema feudale che attanaglia ancora oggi il nostro medioevo siciliano contemporaneo.

Assistere ai valvassori locali, che necessitano di una conta significativa da presentare al vassallo di turno in cambio di qualche sotto-posto quasi sempre ai limiti dell’inutile e dello spreco esemplare, mi provoca grande tristezza. Ciò che non si comprende è l’entità del virus e del danno che si mette in circolo. Patronati, sindacati, enti di formazione ecc.: per quanto onestamente proviate a rendervi utili, il vostro mestiere – con queste logiche – non potrà resistere alla rivolta dei coraggiosi. Che prima o poi arriverà.
Il mio metodo è esattamente questo: escludere sistematicamente dalla possibilità di voto chi trova in paese una sponda per il consenso (e che quindi trova modo di esibire la propria faccia nei balconi locali). Quelli, per certo, non avranno i miei voti: generalmente sono coloro i quali meglio sono riusciuti a perpetuare il feudalesimo di cui sopra.
Coraggio allora! Coraggio pieno!

A proposito di Satira Danzante

2 Comments

  1. merrimerc

    15 ottobre 2012 at 16:33

    D’accordo su tutto, eccetto la parte relativa all’ordinanza di chiusura locali.
    Faccio parte di quelle persone che frequentano i locali sia durante la settimana, ma soprattutto nel fine settimana.
    Posso affermare pertanto, che nei locali non ci sono solo schiamazzi o persone da mandare agli alcolisti anonimi, ma ci sono giovani e meno giovani che hanno un continuo e serrato confronto su argomenti disparati, che vanno dalla politica, all’attualità, al calcio, alla musica, ecc… che discutono, e imparano a conoscersi e a scambiarsi idee e pensieri, non solo da dietro una tastiera.
    Non è mero campanilismo, ma a Castelbuono c’è una categoria di persone, i giovani in particolare, che è brillante e piena di idee, se le scambia al bar, in mancanza di centri sociali o altri luoghi di incontro, sviluppando, una vita notturna, invidiata dai cittadini dei centri limitrofi, che vengono a popolare il nostro centro, per conoscere e confrontarsi con i loro coetanei.
    Quello che io ho visto, da quando è entrata in vigore è solo una sovraeccitazione, perchè chi vuole bere lo fa in maniera veloce, ossessionata e nervosa, privandosi della rilassatezza di poter condividere un bicchiere.
    ll proibizionismo è fallimentare!
    Infine è un?ordinanza in cui un?intera categoria, i gestori, subisce danni importanti dal punto di vista lavorativo, e questo è assurdo di questi tempi. 
    Quindi a mio avviso, l’ordinanza pecca di una mancanza di conoscenza del tessuto sociale. Essa penalizza il lavoratore del settore in questione, e porta a un impoverimento sotto tutti i punti di vista.
    Quindi magari si potrebbe rivederla e aggiustarla essendo leggermente più elastici.

  2. chimico

    16 ottobre 2012 at 15:00

    D’accordo. In concreto cosa bisognerebbe fare allora? Perchè il problema in fono in fondo c’è.

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