Il Duomo di Cefalù apre per la prima volta le sue torri

26 aprile 2019 – Tutti lo conoscono come il Duomo di Cefalù, ma il suo vero nome è Basilica Cattedrale della Trasfigurazione. Al di là del suo nome, questa straordinaria chiesa ha annunciato una novità: le sue torri sono ora aperte al pubblico, per la prima volta.

Basilica minore sita a Cefalù, città costiera nel nord della Sicilia e nella provincia di Palermo, secondo la leggenda sarebbe sorta in seguito al voto al Santissimo Salvatore da parte di Ruggero II, scampato ad una tempesta e approdato sulla spiaggia del paese. In realtà, così simile ad una fortezza, il duomo sembra essere stato realizzato più che altro per uno scopo difensivo e militare.

Definitivamente completato in età sveva, il Duomo di Cefalù – dal 2015 Patrimonio dell’Umanità nell’ambito dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale – può essere ora visitato anche nelle sue torri, a partire dallo scorso 24 aprile. La decisione è stata comunicata dal vescovo Giuseppe Marciante, nove secoli dopo la costruzione della basilica.

L’apertura delle torri rientra nel progetto “Itinerarium Pulchritudinis“, che include anche la visita al chiostro, alla cappella del palazzo vescovile e al tesoro del duomo. Un itinerario, questo, che a partire dalla basilica conduce alla scoperta di una bellezza unica: la bellezza della costa tirrenica, del parco delle Madonie, della Valle del Torto.

Costruito a partire dal 1131, nei decenni successivi il Duomo di Cefalù vide la realizzazione dei mosaici nell’abside e la sistemazione dei sarcofagi che Ruggero II volle per la sepoltura sua e della moglie: tuttavia, questi furono trasferiti a Palermo nel 1215 da Federico II, che li riutilizzò per la sua famiglia. Consacrata nel 1267, alla chiesa si aggiunse nel Quattrocento un portico tra le due torri, opera di Ambrogio da Como.

Preceduto da un ampio sagrato a terrazzo che svolgeva la funzione di cimitero, il duomo si rifà alle grandi basiliche benedettine di provenienza cluniancense. Il suo stile romanico è arricchito da influnze arabe, e il suo aspetto è pura meraviglia. Oggi, ecco che è possibile salire anche sulle sue torri normanne, diverse l’una dall’altra: c’è la torre a pianta quadrata, con merli a forma di fiammelle, che simboleggerebbe la mitria papale e il potere della Chiesa; e c’è la torre a pianta ottagonale con merli ghibellini che omaggerebbe invece la corona reale e il potere temporale.

Un edificio splendido, nel cuore d’una città piena di fascino.

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