?Il futuro che vogliamo?

Con questo titolo il Sindaco di Castelbuono ha inviato una lettera aperta ai colleghi Sindaci, ai Presidenti dei Consigli Comunali e ai Capi Gruppi Consiliari dei Comuni aderenti al Nuovo Gal, nella quale rappresenta una riflessione sulla situazione politica amministrativa del territorio in cui ricadono i Comuni aderenti.
Tale riflessione, ribadisce il Sindaco, si augura possa servire per aprire un dibattito e un confronto per costruire insieme prospettive di sviluppo e crescita per questo vasto comprensorio che coinvolge pi? di 135.000 abitanti che hanno scelto di vivere ed operare in questo territorio.
Il Sindaco sottolinea, inoltre e si augura che questo confronto, avvenga libero da qualsiasi condizionamento culturale e di appartenenza partitica.
Scevro da qualsiasi retro pensiero, ma con l?unico obiettivo di mettere in campo le idee e le energie migliori per dare delle opportunit? a chi vuole vivere e investire in questa eccezionale e bellissima Terra di Sicilia.
Si allega la lettera, con preghiera agli organi di informazione di pubblicarla, che ? stata inviata anche al Commissario del Parco delle Madonie, ai Presidenti della SOSVIMA, del GAL, del Distretto Turistico, del Consorzio Universitario, al Coordinatore del PIST Madonie, strutture e Istituzioni che congiuntamente operano nel territorio di Castelbuono.


Lettera aperta.

Il Futuro che Vogliamo…

Nel corso di questi ultimi anni lo scenario politico istituzionale del nostro comprensorio ? cambiato.
Dai quindici comuni ricadenti nel Parco delle Madonie e del P.I.T./ P.r.u.s.t. gestito da So.Svi.Ma. che aggrega ventuno comuni, siamo passati ai nuovi strumenti come il P.I.S.T. al nuovo Gal e il Distretto Turistico che coinvolgono trentatr? comuni.
Le dichiarazioni dei colleghi Sindaci, che hanno aderito a questo nuovo percorso, ci fanno comprendere la grande responsabilit? del nostro territorio, geograficamente punto di incontro tra Province e esperienze amministrative diverse.
Il nuovo quadro ci conduce verso nuove sfide e ci d? anche lo slancio per continuare a costruire vere opportunit? di sviluppo culturale, sociale ed economico per il nostro vasto comprensorio dando a tutti la possibilit? di cimentarsi secondo le proprie inclinazioni per costruire il proprio futuro, e investire capitale umano ed economico liberi da condizionamenti, sicuri di essere accompagnati da una classe politica capace di stare al fianco della societ? che governa, dando opportunit? e fissando regole chiare e trasparenti per permettere a tutti di operare alle stesse condizioni, per uno sviluppo locale sostenibile.
Questa premessa ? obbligatoria per ricordarci da dove partiamo, cosa abbiamo fatto, quali scenari abbiamo avviato, quante opportunit? si sono create e si stanno concretizzando. Senza il protagonismo di questi anni, immaginiamo in quale stato di recessione o di arretratezza cronica si troverebbero le Madonie.
A dire il vero, questo impegno non ? stato vissuto all?unisono dalla classe politica e dirigente di questo comprensorio; molti sono rimasti alla finestra, altri sono stati assenti, alcuni scettici, altri volutamente hanno boicottato i processi di cambiamento per continuare a esercitare un ruolo clientelare e mediocre.
Malgrado ci?, oggi i territori della Valle del Torto- Himera, del Parco delle Madonie, di Nicosia, di Resuttana, hanno davanti sfide importanti e decisive che non si possono racchiudere solo dentro gli strumenti che l?Europa, lo Stato, la Regione mettono a disposizione.
A mio modo di pensare dobbiamo essere protagonisti, a prescindere dalle misure di finanziamento che le istituzioni menzionate mettono a disposizione, diventando ancora una volta attori protagonisti, confrontandoci sul ?Futuro che Vogliamo?.
Desidero proporre delle riflessioni nell?auspicio che si possa aprire un confronto sulle idee e sui progetti utili per dare occasioni di crescita sostenibile nei vari comparti del nostro comprensorio nel quale vivono pi? di centotrentacinquemila abitanti.
Il comparto agricolo, se riusciamo a ridare un ruolo fondamentale a tale settore, pu? diventare uno degli elementi di rilancio creando lavoro e presentarci nei mercati internazionali con prodotti unici e di alta qualit? che permetteranno al nostro comprensorio di essere percepito sempre di pi? come territorio da gustare, vivere e imitare.
Le filiere da valorizzare sono sicuramente quella del grano, del pane e della pasta con tutti i suoi derivati.
Incrementando la produzione di grano ?controllato?, rimettendo a coltura i nostri terreni, favoriremmo l?occupazione e bloccheremmo la speculazione delle multinazionali. Tutto ci? ? possibile organizzando un consorzio che garantisca una filiera che vede i produttori di grano, i molitori, i panificatori, insieme, per offrire prodotti di qualit?.
Valorizzare il comparto delle carni, l?allevamento di animali offrendo prodotti genuini e controllati, trasformerebbe il macello di Ganci in una struttura comprensoriale, con annessa stalla di ingrasso per bovini. La normativa prevede un contributo per l?ingrasso destinati alla macellazione creando inoltre spazi di sosta per i suini, caprini, ovini.
Diamo spazio a un consorzio che si occupi della filiera delle carni, stabilisca i prezzi, i percorsi per garantire la qualit?, assicuri un sicuro reddito per gli allevatori. Trasformiamo il macello di Castelbuono in laboratorio per la lavorazione delle carni dove gli operatori (macellai, ristoratori ecc?) possono approvvigionarsi delle carni di cui necessitano. Il macello di Castellana Sicula si dovr? convertire in salumificio per la trasformazione e produzione di carni insaccate tipiche. Inoltre costruire un macello o acquistare un macello mobile per lavorare le carni bianche (pollo, tacchino, coniglio, ecc) oggi ? impossibile allevare questi animali in quanto non vi sono strutture dove poterli macellare, siamo costretti a mangiare carni che ci impongono i grandi allevatori del nord. E? semplice comprendere quanto lavoro e capitali possiamo attivare direttamente e indirettamente favorendo la qualit? delle carni, e dei consumi, dando slancio all?economia locale.
Il patrimonio monumentale e culturale che coinvolge gli enti locali, la Chiesa e i privati cittadini occorre gestirlo con un?unica reggia. Questo percorso di valorizzazione, oltre a essere attrattore turistico del territorio, pu? creare tante occasioni di lavoro che permettano ai giovani, organizzati in associazioni, cooperative ecc? di esprimere le proprie professionalit?.
Aprire i musei, le chiese, i monasteri, i santuari, le dimore e i palazzi storici, i castelli; creare itinerari per conoscere le nostre tradizioni agricole, artigianali; fare conoscere le nostre tradizioni religiose e folcloristiche, sono occasioni che possano creare posti di lavoro, per servizi che i turisti richiedono.
Lo stesso dicasi sul ricco patrimonio ambientale naturalistico del nostro territorio riattivando gli orti montani, fruendo i monumenti della natura, proponendo percorsi ambientali a piedi, a dorso d?asino, a cavallo, con la bicicletta, realizzando una rete di piste di montabaik e pareti attrezzate per gli appassionati della bio diversit? di cui le Madonie e la Sicilia sono ricche.
Parlando di turismo e di cultura ? possibile ipotizzare scelte condivise tra i (trentatr?) comuni per offrire servizi di qualit?, mettendo in atto alcune buone pratiche che ci permettano di uniformare alcune scelte di gestione territoriale.
Mi viene da pensare alla raccolta, recupero, lavorazione, smaltimento, dei rifiuti solidi urbani. Fondere in un?unica societ? l?Ato 5 e l?Ato 6 che comprendono i comuni di che trattasi, potenziare la raccolta differenziata al 70% con il porta a porta, potenziare l?impianto di compostaggio di Castelbuono, rendere produttiva la discarica di Castellana Sicula, attivare la discarica di Collesano, realizzare un termovalorizzatore che trasformi in energia i residui dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata.
Lavorare per una societ? di gestione delle risorse e degli impianti per la distribuzione idrica che operi dalla captazione, distribuzione, manutenzione fino alla riscossione della tariffa.
Realizzare un sistema di mobilit? pubblica che colleghi meglio i trentatre comuni, che intercetti la rete ferroviaria e che preveda postazioni di collegamento presso la stazione ferroviaria di Castelbuono, Campofelice e Termini. Prevedere delle stazioni per pullman che transitano tra Catania, Palermo e Messina effettuando fermate a Resuttano, tre Monzelli , Scillato, Buonfornello, e Castelbuono, attivando un numero adeguato di mini pulmini a metano che servano tutto il comprensorio adottando prezzi politici per i residenti e tariffe di servizio per i turisti o i fruitori esterni al territorio dando copertura al servizio con una tassa di scopo; in questo modo permetteremo a chi vuole vivere i nostri territori di avere servizi pubblici efficienti.
Realizzare delle aree a parcheggio nei vari comuni, con una progettazione unica e una gestione comune rendendola economicamente sostenibile, che permetta di liberare i nostri centri storici dalla presenza delle macchine adottando una politica condivisa nella gestione del traffico urbano, attuando identici provvedimenti per realizzare zone a traffico limitato e aree pedonali.
Parlando di turismo, dobbiamo avere il coraggio di riqualificare l?offerta collegata alla fruizione dell?area costiera che va da Termini fino a Pollina. Non sottovalutando il grande patrimonio ambientale che rappresenta le Madonie.
La mia proposta ? la seguente:
spostare le poche industrie che insistono sull?area industriale di Termini Imerese e localizzarli nella zona industriale di Mulinello o del Tittanio. Non coccoliamo pi? la Fiat anzi, invitiamola a spostarsi in altri siti. Chiediamo all?Enel parametri di alta qualit? ambientale e riconvertiamo tutto il territorio da Termini a Pollina riqualificandolo con adeguate infrastrutture (spiagge attrezzate, parchi, parcheggi, metropolitana in superficie leggera, area servizi e commerciale, siti dove allocare strutture alberghiere di alta classe ed ostelli con una concezione moderna, centri benessere e qualsiasi altra attrezzatura o struttura che possa offrire servizi di qualit?).
Sottoscrivere un protocollo di intesa tra tutti i comuni coinvolti impegnando gli operatori agricoli a produrre prodotti biologici facendo rete tra le varie filiere attivate nei vari settori.
Le mie riflessioni coinvolgono il mare, le spiagge, il patrimonio monumentale, culturale e ambientale dei nostri comuni, i prodotti agricoli (grano, carciofi, manna, arance, limoni, legumi, uva, olive, pomodori) che bisogna qualificare nella produzione e nella commercializzazione, allevamenti con i prodotti caseari, la sapienza e la scienza dei nostri artigiani e della nostra gastronomia, la cordialit? di donne e uomini che hanno saputo elevare a cultura il senso dell?ospitalit?.
Riqualificare il nostro territorio riconvertendo il patrimonio edilizio esistente senza occupare altro territorio, offrendo al Mondo progetti seri e sostenibili.
Ai centotrentamila cittadini di questo grande comprensorio, che ormai identifichiamo in ?una citt??, voglio ricordare gli strumenti che attualmente operano nel territorio: Ente Parco (tutela e salvaguardia), Gal (filiera agro alimentare), So.Svi.Ma. (agenzia di sviluppo- energie rinnovabili), Consorzio Universitario (studio ricerca innovazione), Distretto Turistico (politiche condivise sul turismo), Pist, due Ato rifiuti, tre Distretti Socio Sanitari, questi strumenti non devono essere strumenti di potere ma occasioni per creare servizi ed opportunit? di gestione sostenibile dei nostri territori.
? naturale che tutto ci? passi in una concertazione con la politica Nazionale e Regionale coinvolgendo le Province, le Organizzazioni di Categoria, Professionali e i Sindacati.

Con sentita stima auspicando un ricco confronto cordiali saluti.

Il Sindaco di Castelbuono
Mario Cicero

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9 commenti

  1. E’ un’immagine del nostro territorio che condivido. ?Un’idea di sviluppo compatibile alle nostre vere peculiarit? e, al tempo stesso, alle attese di un certo tipo di turismo e di imprenditoria.?Detto questo, caro Sindaco, mi concentro soltanto sui passaggi su cui ho perplessit?. Innanzitutto l’attuabilit? di un tale disegno, che dovrebbe essere il risultato teorico di tante sinergie che, ad oggi, faticano a dialogare (figuriamoci a condividere e costruire insieme). Anche ammesso di superare questa fase (ci sono effettivamente dei nuovi e buoni strumenti) resta la visione o le possibilit?/capacit? della politica provinciale, regionale e nazionale: dubito (e tanto, a scanso di equivoci). Prendo ad esempio il sistema dei trasporti, che non consente un’agevole comunicazione tra i nostri comuni e – tra le mille ricadute – ?non consente alle politiche turistiche di esprimersi in forma integrata.?Per questo ammiro il protagonismo e l’impegno che ti assumi in prima persona, e che fai bene a sollecitare. Ognuno il suo.?Non condivido granch? l’idea di un Ato con un ambito ancora pi? esteso: sinceramente, finch? i singoli comuni non raggiungono quote alte di differenziata “imporrei” la gestione comunale… ?Le societ? d’ambito dovrebbero comparire solo dopo, con il vantaggio di una riduzione dei costi ma soltanto al verificarsi dei prerequisiti; e cio? differenziata e pagamenti: ? insopportabile subire tutti il danno di comuni sporchi per colpa dei pochi che non pagano. ?Amo sapere “con chi debbo prendermela”: ?dal dirigente comunale al deputato (che difatti vorrei tornare a poter scegliere).?Pi? che sull’agricoltura di qualit?, consentimi una battuta sulla nostra manna. Che resiste, sopravvive (soprattutto nel mito, pi? che nell’economia), nonostante i consorzi regionali e nonostante – ? incredibile – per la manna sia sempre l’anno zero. ?E’ davvero miracolosa.?Altra piccola cosa sconveniente: potrebbe essere proficuo – per concretizzare pezzi del puzzle – cominciare a non considerare ogni paese “turistico”, oppure ogni tradizione “imperdibile” per i turisti. Occorrerebbe che determinati centri, dall’appeal turistico inferiore (evidentemente non ? il caso di Castelbuono, n? di Cefal?), si specializzino maggiormente: non ? detto che tutti i comuni debbano avere un assessorato al turismo, ad esempio, n? ? utile – come dicevi tu correttamente – proporre i singoli piccoli macelli non specializzati…
    (Attenzione: per specializzare, niente corsi di formazione per cortesia).?
    Per questo condivido l’impostazione dell’intervento: proporre una logica territoriale sistemica, tipo i “gruppi d’acquisto”, e una regia politica sullo sviluppo di questo comprensorio. Che evidentemente manca.

  2. Magda Culotta - Sindaco di Pollina

    Caro Mario,ammiro il tuo modo di essere dinamico e intraprendente, soprattutto se penso che dal tuo primo insediamento sono passati quasi 10 anni.Ci? vuol dire che il tempo non logora, ?cos? come si pensa e si dice spesso, chi si spende ogni giorno per migliorare i propri territori e che per raggiungere anche piccoli obiettivi si trova spesso a combattere con i mulini a vento.?Il Futuro che Vogliamo? oltre che analizzare le tappe di un percorso che oggi vede coinvolti diversi e numerosi partner, delinea degli esempi concreti di crescita.Valorizzare l?esistente per sviluppare il nostro comprensorio.?Dall?agricoltura all?allevamento, dalla cultura all?ambiente, dal turismo ai trasporti, ?dai rifiuti all?acqua, le tue riflessioni fanno pensare che se c?? qualcuno come te che le scrive in una lettera aperta indirizzata a chi ? chiamato ad amministrare questo comprensorio, vuol dire che il questo territorio ? pronto a scommettersi per riqualificarsi, crescere e svilupparsi sempre nel rispetto dei principi di uno sviluppo sano e sostenibile.Quello che mi auguro ? che ognuno di noi si rimbocchi le maniche per iniziare a lavorare a piccoli passi ad ognuna delle tematiche che tu coinvolgi nelle tue riflessioni con la maturit? e l?impegno che ci hanno condotto alla realizzazione della Citt? a Rete Policentrica e Diffusa Madonie ? Termini .Ognuno di noi deve impegnarsi ?dunque, affinch? con ?il nuovo anno si avvii una concertazione, tra i diversi partner coinvolti e sulle varie tematiche citate, nell?intento di creare per tutto il territorio nuove prospettive, facendo si che le tue parole non restino semplicemente pensieri profondi lasciati su carta, letti e apprezzati dai destinatari, ma possibilit? reali e concrete.?Io ci sono e ho la determinazione e l?entusiasmo giusto per iniziare a lavorare.?

    Il Sindaco?(Dott.ssa Magda Culotta)

  3. Alessandro Ficile

    Ho letto con piacere la lettera aperta inviataci dal Sindaco di Castelbuono e contenente parecchi elementi di riflessione sui processi fin qui attivati dal territorio e soprattutto su quanto ancora rimane a compiere.?
    Le mie vogliono essere delle semplici e poco organiche ? per ragioni di spazio ? considerazioni che vado ad avanzare sinteticamente, non prima comunque di aver formulato la seguente premessa: la cornice strategica nella quale abbiamo gi? immaginato prima, ed iniziato a costruire poi, il futuro del territorio ? quella della Citt? a rete policentrica e diffusa Madonie-Termini.?
    Una citt?-territorio, aperta, inclusiva, fortemente partecipata, che negli anni si ? stratificata senza pregiudicarne la qualit? ambientale e che assieme ad essa ha fortemente coltivato un?altrettanto forte ed evidente qualit? relazionale o per meglio dire un elevato Capitale Sociale Territoriale.?
    In questa cornice strategica, si inseriscono le politiche ed i processi di sviluppo attivati e co-promossi dal territorio e che grazie ad alcuni strumenti programmatici prenderanno corpo. ??

  4. Fabio Montagnino

    Caro Sindaco,?
    ho letto con molto interesse il tuo appassionato articolo. Come sai ci accomuna l?idea che visione e impegno sono in grado di trasformare anche i contesti pi? difficili. Si tratta di fare le scelte giuste e di dimostrare con l?esempio che lo sviluppo di un territorio non ? una manna calata dal cielo (da Palazzo d?Orleans o da Roma) ma il frutto di un impegno aperto e collettivo in cui le amministrazioni locali, gli imprenditori e i lavoratori, i cittadini tutti fanno la loro parte. Ad una comunit? coesa e consapevole non ? preclusa alcuna possibilit?, oggi pi? di ieri, e proprio in considerazione degli effetti ?- in questo caso positivi – della globalizzazione.E proprio la globalizzazione ha fatto definitivamente tramontare il modello di sviluppo su cui si fondava l?insediamento FIAT di Termini Imerese: un territorio accoglie una grande impresa accollandosi costi economici ed ambientali in cambio di occupazione, questa genera tasse e quindi investimenti pubblici e cos? via?
    Questo modello non funziona pi?, le imprese se ne vanno dove la manodopera costa meno, l?automazione ? tale da ridurre al minimo l?occupazione anche in grandi impianti (si pensi al valore occupazionale residuo della centrale ENEL, sempre a Termini), i guasti ambientali generano problemi e costi per le comunit? sul lungo e lunghissimo periodo.Non funziona per?, neanche il modello Campofelice, un territorio ancora agricolo trasformato in pochi anni in un immenso dormitorio turistico, una sorta di periferia urbana di modello anglosassone (anche se i coppi dei tetti sono siciliani) al servizio delle vacanze di palermitani e cittadini dell?entroterra. Le ricadute economiche immediate (per gli imprenditori edili) e il valore per il sistema della distribuzione commerciale sono ben lontani dal poter garantire uno sviluppo durevole del territorio, che, al contrario, richieder? maggiori servizi (per la gestione dei rifiuti, di mobilit?, sanitari) che difficilmente potranno essere garantiti ad un livello adeguato. Meglio, molto meglio sarebbe stato programmare uno sviluppo turistico strutturato, fatto da grandi poli di qualit?, da un?offerta spendibile a livello internazionale, pianificando le azioni di sistema sul territorio circostante e l?integrit? paesaggistica della fascia marina e il suo secolare raccordo con l?entroterra madonita quale patrimonio fondamentale per un turismo sostenibile sul lungo periodo.Ma il danno ? ormai fatto?veniamo quindi alla zona industriale di Termini ed alla sua possibile evoluzione.?
    Alla luce delle considerazioni precedenti, si tratta di individuare un modello in grado di generare valore aggiunto, in forma stabile e connessa alle reti economiche internazionali. Penso sia opportuno pensare, per il dopo FIAT a un modello ibrido, in cui turismo di qualit?, impresa ad alta tecnologia e servizi innovativi possano convivere. Io sarei pertanto favorevole ad una parziale deindustrializzazione della zona, purch? basata su alcuni criteri di riferimento:
    ? concentrazione degli impianti industriali nelle aree intorno la centrale ENEL (non trasferibile, almeno sul breve, medio termine) e nella zona a monte degli assi autostradale e ferroviario;
    ? conversione delle aree rese libere (in particolare i piazzali e le altre aree asservite alla logistica) in insediamenti turistici a basso impatto paesaggistico e ambientale, in forte integrazione con l?emergente parco archeologico di Himera, che ?- non dimentichiamolo ? rappresenta in prospettiva una attrazione di livello internazionale;
    ? insediamento nei padiglioni industriali di iniziative imprenditoriali ad alta tecnologia e di laboratori di ricerca industriale. In questo ambito, anche in considerazione della presenza di numerose imprese gi? operanti in questo campo, della centrale elettrica e del ruolo esercitabile dall?Universit? di Palermo e dell?ENEA, il campo delle energie rinnovabili mi sembra prioritario. Il polo di Termini, con una opportuna politica di indirizzo, potrebbe assumere rapidamente un ruolo di primo piano nel campo delle tecnologie solari, dei sistemi di gestione dell?idrogeno e di cattura della CO2, dei sistemi eolici e geotermici, dell?edilizia ad alta efficienza. In questo senso le risorse nel programmi comunitari ci sono e sono cospicue, mentre manca una decisa politica di indirizzo e la politica si ?annaca? colpevolmente ancora sul futuro dell?automotive.
    ? la riconversione di Termini potrebbe essere accompagnata (penso all?esperienza della provincia di Trento) da un piano di intervento su tutto il sistema madonita per farne un territorio ?oil free? in cui tutta l?energia viene prodotta da fonti non fossili con un impatto virtuoso sui sistemi di climatizzazione e riscaldamento, sulla mobilit?, sull?illuminazione urbana. Un territorio modello da visitare e prendere ad esempio, con benefici effetti di sinergia con il sistema industriale anche dal punto di vista della distribuzione di flussi di turismo ?professionale? e ?scientifico?.
    Uno scenario a 10 anni di completo ridisegno produttivo del territorio, guidato dalla comunit? locale, mi sembra fattibile a patto che questa visione sia condivisa e sostenuta da tutti i comuni interessati. Ritengo che le Madonie abbiano la cultura e gli strumenti politico-amministrativi di base per lavorare in questa direzione. Bisogna quindi far capire ai diversi attori (tra cui le imprese che operano a Termini) che in questo gioco vinceremmo ?- per la prima volta ?- tutti e che il contributo di ciascuno al complessivo disegno di sviluppo ? fondamentale. Penso il tuo entusiasmo e la tua determinazione possano dare un contributo determinante: perch? non ti fai promotore di un tavolo trasversale che metta insieme i possibili protagonisti di una proposta da portare ai tavoli della Regione e del Ministero dello Sviluppo Economico?

    Fabio Maria Montagnino, imprenditore, responsabile Incubatore d?imprese ARCA.

  5. Avv. Filippo Dolce - Vice Sindaco Aliminusa

    Caro Mario, cari Sindaci e responsabili di Enti sovracomunali,
    sento vivo e reale un sentimento di riconoscenza per l?iniziativa posta in essere dal Sindaco di Castelbuono, sopratutto perch?, cos? facendo, ha dato vita ad una seria e necessaria riflessione sul futuro politico ed economico di tutto il territorio Madonita ed Imerese.?Spero, ma ne sono certo, che le mie successive osservazioni, saranno da Voi valutate integrative ed in coerenza con quanto -giustamente- gi? detto da Mario Cicero, ma soprattutto spero che servano da ?Principi e Valori? su cui tutti – al di l? dei nostri orientamenti politici personali- dobbiamo orientare la nostra azione politica-amministrativa.?Condivido la premessa della lettera di Mario in relazione al cambiamento dello scenario istituzionale che ha interessato e che interesser? il nostro territorio, in quanto per la prima volta – nell?ultimo ventennio – il nostro territorio ?Imerese? si trova in stretto contatto con il territorio ?Madonita? al fine di affrontare la sfida per la rinascita economico-sociale del nostro territorio.Da tale punto di vista mi verrebbe da dire: Finalmente!!! ?Se si pensa che il territorio della Bassa Valle del Torto in cui insistono i territori dei Comuni di Aliminusa, Montemaggiore Belsito, Cerda, Caccamo e Sciara, nella vecchia programmazione europea (Agenda 2000) erano collegati – per programmare lo sviluppo economico – con l?entroterra confinante con la provincia agrigentina, ossia Vicari, Lercara Friddi, Roccapalumba etc.., territori con cui, con tutto rispetto, non abbiamo nulla in ?comune?.?Solo da pochi anni e precisamente dal 2006, con la creazione dell?Agenzia ?Imera Sviluppo 2010? il nostro territorio ha iniziato un percorso di sviluppo con il Comune di Termini Imerese, ?a cui ci lega una fitta relazione culturale (tutti i nostri giovani vanno a studiare a Termini Imerese) e sociale (i nostri servizi socio-sanitari di riferimento sono a?Termini). Di fondamentale importanza ? l?ulteriore aggregazione che ? nata a seguito del P.I.S.T. e del G.A.L. che vede il territorio Imerese con le Madonie, con cui ci lega, secondo me, una storia sociale e culturale che parte dalla met? del secolo scorso ed arriva sino ad oggi e che trova la sua sintesi storica in una forte ?identit? territoriale? basata su una spiccata sensibilit? verso i temi della Legalit?, della Solidariet?, del Senso Civico e del Sacrificio nel Lavoro, tipica della ?cultura contadina? che accomuna i nostri territori.?Infatti credo che se ancor oggi abbiamo le bellezze naturali dell?ambiente madonita con i suoi bosci, con la sua flora e la su fauna da un lato e con le Riserve Naturali del Bosco Favara e Granza ?e del Monte San Calogero dall?altro, un grande merito ? da dare ai nostri nonni ed ai nostri antenati che, con il loro sacrifici e con il loro attento uso della natura, ci hanno trasmesso questa eredit? materiale ed immateriale che rappresentano la risorsa su cui tutti oggi vogliamo e dobbiamo puntare?quindi non solo tale cultura contadina con i suoi valori di riferimento ci accomuna ma essa stessa rappresenta ? se ci crediamo ? la base da cui ripartire per amministrare il presente e per progettare il futuro.Un ottimo esempio di tale cultura contadina, basata anche sulla necessit? di avere una ?natura? ed un ?ambiente?, pulito e tutelato, perch? fonte di sostentamento, ? rappresentato dal risultato che il nostro territorio ha raggiunto sul tema della raccolta differenziata dei rifiuti, infatti ?i comuni ?ricicloni? primi in Sicilia sulla raccolta differenziata sono Aliminusa, Castelbuono, Gratteri, Montemaggiore Belsito, Sciara, che sono sempre stabilmente da tre anni nella classifica ?top-ten? regionale, con una percentuale media del 50% con punte del 70%.?Oltretutto sappiamo quanto questo argomento, oggi pi? che mai, ? oggetto di dibattito politico nazionale e che ci pu? servire al fine di presentare il nostro territorio come unico nel sistema regionale siciliano, con tutti i benefici di attrattivit? turistica del territorio che questo potrebbe determinare.Credo, infatti, che questo sia un grande risultato che possiamo ?spendere? nei confronti della politica Regionale anche in relazione alla nuova riforma degli Ato, che ci interesser? a breve, e che deve vederci come protagonisti attivi per garantire ai nostri cittadini, a cui va dato il merito dei risultati sulla raccolta differenziata, non solo un servizio gi? efficiente ma un servizio pi? economico, premiando le famiglie che fanno la differenziata attraverso l?attivazione di un sistema basato sulla ?tariffa? (TIA) e non pi? sulla Tassa (TARSU) la quale ultima ? ingiusta in quanto basata sui metri quadri delle case, che nulla hanno a che vedere con la produzione del rifiuto, per spostare l?imposizione sulla quantit? dei rifiuti prodotti dalle famiglie.Di questi ?buoni esempi? figli della nostra cultura contadina se ne possono fare tanti altri nel settore della gastronomia, dell?artigianato locale, della ricettivit? turistica, che rappresentano il nostro punto di forza.Per questi motivi sono d?accordo con il Sindaco di Castelbuono, quando dice che l?economia del nostro territorio, soprattutto dell?entroterra, deve ripartire dall?Agricoltura e dalla Pastorizia mediante l?utilizzo delle nuove tecnologie in relazione alla coltivazione dei terreni ed alla macellazione delle carni. Questo permetterebbe anche la nascita di nuove opportunit? di lavoro nel settore turistico-rurale con la valorizzazione delle nostre bellezze naturali e della nostra semplice cultura contadina che trova nell?ospitalit? verso lo ?straniero? ?una forte e civile forma di concretizzazione.Tutti i Comuni che insistono sulle fasce costiere devono trovare una ?concreta sinergia? e collaborazione con il sistema socio-economico dell?entroterra, senza rinunciare alla loro naturale vocazione verso il turismo estivo del mare che gi? in alcuni comuni come Campofelice di Rocella ?ha dato forti segnali di crescita economica, soprattutto nel settore edilizio, ma soprattutto ha dato un rilevante segno di ?dinamismo economico? che, se?ben analizzato, studiato ed interpretato, pu? essere preso da esempio pilota per stimolare l?economia del nostro territorio.?Mi riferisco ad esempio ad un uso ?efficiente? di tutto il nostro territorio mediante una pianificazione urbanistica di tipo turistico che sia rispettosa dell?estetica ambientale, ma soprattutto sia coerente e conforme alle tipologie di costruzione edile che abbiamo ereditato dal passato.Ovviamente vi sono tanti altri settori meritevoli di attenzione e di valorizzazione ma credo che il sistema macroeconomico debba ripartire cos? come ho gi? detto dall?agricoltura, dall?edilizia e dal turismo.Abbandono queste considerazioni che potrebbero essere ancora tante e su cui possiamo e dobbiamo aprire un serio dibattito, suggerendo – a tutti coloro i quali si occupano di politica nel nostro territorio, e per il tramite , ai politici regionali e nazionali – di aprire un tavolo di lavoro su tutte queste tematiche ed altre che se ne vorranno prospettare che, partendo dalla situazione di crisi in cui versa la ??Politica? ?nazionale e regionale – su cui la gran parte dei cittadini ha perso fiducia ? non ? un caso che si parla ormai da qualche anno di ?anti-politica?, ?per mettere assieme sullo stesso livello di ragionamento e di discussione, le forze produttive gi? esistenti nel territorio, le forze sindacali, i giovani universitari e non e tutti coloro che sono animati di buona volont?, per affrontare tutti i problemi gi? esposti.?Ovviamente tale tavolo di lavoro deve necessariamente rapportarsi e collaborare con gli Enti sovracomunali gi? esistenti e deputati allo sviluppo economico del nostro territorio, mi riferisco a So.svi.ma,, Imera sviluppo, GAL, PIST, Ente Parco etc.Tale tavolo di lavoro dovr? produrre in un tempo ragionevole una serie di proposte e, perch? no, di iniziative legislative da sottoporre a chi di competenza per, alla fine , avere degli ?strumenti? efficaci ed idonei per risollevare il nostro territorio e riportarlo agli antichi lustri.

    Sinceri saluti
    Il Vice Sindaco
    Avv. Filippo Dolce

  6. Marco Mocciaro

    Apprezziamo l’iniziativa del Sindaco Mario Cicero di voler provocare una discussione su temi importanti che riguardano il futuro del nostro territorio. In questo contesto sentiamo il dovere come imprenditori di sottolineare come a volte la politica locale non guarda agli interessi dei comparti produttivi e dei cittadini nel lungo periodo, ma al ritorno elettorale immediato (voti); alcuni esempi: il fallimento dell’unione dei comuni, il fallimento delle ATO, strutture realizzate dalla Provincia e dai Comuni ancora inattive, ormai obsolete, ecc… Di contro ci sono esempi di iniziative di programmazione negoziata che vedono capofila la SO.SVI.MA., che stanno apportando nel territorio dei significativi cambiamenti in positivo. Per quanto riguarda il settore agricolo-zootecnico ? necessario, anzi indispensabile andare nella direzione dell’aggregazione in alcune fasi della filiera perch? le nuove logiche di mercato impediscono al singolo produttore di accedere ai nuovi canali commerciali. L’uso razionale delle strutture presenti nel territorio come il frigomacello di Gangi, il macello di Castellana, il macello di Castelbuono, ecc…, va sicuramente in questa direzione. E’ necessario inoltre favorire la nascita di centri d’ingrasso per bovini, di dimensioni adeguate alle esigenze di mercato e che permettano di realizzare quelle economie di scala che andrebbero ad aumentare il reddito dell’allevatore. Per quanto riguarda i mercati c’? da dire che i cosiddetti “mercati del contadino” che di sicuro sono un’opportunit? per alcuni produttori, non potranno mai assorbire tutta la produzione di un territorio, quindi bisogna guardare con maggiore attenzione ai mercati quali GDO, ecc…? A tal proposito ? utile alla discussione riportare un esempio: nel nostro territorio nell’arco dell’anno vengono prodotti migliaia di agnelli da latte, ogni settimana, che per la maggior parte vanno in mercati extra regionali (Sardegna, Puglia, Lazio, Piemonte, ecc…); pensare che questa produzione potrebbe essere assorbita dal mercato locale ? pura follia. Per ci? bisogna aiutare gli allevatori a stare anche in questi mercati; cos? come per la carne bovina ? impensabile poter vendere tutta la produzione nei mercati del contadino, anche perch? l’allevatore dovrebbe dotarsi di mezzi frigoriferi, banchi frigo, ecc… Possiamo affermare che i mercati contadini rappresentano lo 0,1% del mercato complessivo, per cui va bene attenzionarli ma non perdiamo di vista l’altro 99,9% che per noi produttori ? di vitale importanza. Una provocazione: perch? non aiutiamo i produttori locali a entrare nella GDO, anche con iniziative legislative che garantiscano gli stessi? Altro argomento da attenzionare ? la presa di coscienza da parte dei consumatori di cosa voglia dire acquistare i nostri prodotti in termini salutistici, occupazionali, economici, di salvaguardia dell’ambiente, ecc…; il progetto delle mense tipiche sicuramente ? un primo passo che andrebbe supportato da dibattiti e da visite mirate nelle aziende agricole e nei luoghi di trasformazione che vedano coinvolte produttori, istituzioni, scuole e consumatori. ? Il Consorzio Carni di Sicilia nasce anche per questi scopi ed ? pronto ad apportare un contributo di idee e di esperienza all’interno di questo dibattito. Marco Mocciaro Presidente Consorzio Carni di Sicilia

  7. Mario Romeo

    ?Il FUTURO CHE VOGLIAMO??
    Il titolo della lettera aperta del Sindaco di Castelbuono ?Il futuro che vogliamo?contiene gi? tutto l?ottimismo della volont? che ? la cifra che contraddistingue Mario Cicero.Avere e proporre una idea di futuro e di sviluppo in una situazione di grave crisi come quella attuale ? un atto di coraggio politico e di fiducia nel prossimo ?che ?deve essere coltivato e fatto crescere.E deve essere accolto l?invito alla partecipazione al dibattito e alla costruzione di un progetto condiviso per il comprensorio delle Madonie. Ogni cittadino oltre che le istituzione a cui il Sindaco ha indirizzato la lettera manifesto ,dia il proprio contributo di idee e di esperienze, per costruire assieme il mosaico del futuro dei paesi madoniti,
    I rappresentanti delle istituzioni stanno rispondente con entusiasmo e con proposte concrete.Mi riferisco,in particolare,all?intervento dell?ing. Alessandro Ficile presidente di SO.SVI.MA. che ha tracciato la cornice strategica della Citt? policentrica e diffusa all?interno della quale sviluppare le politiche ed i processi di sviluppo,per molti dei quali sono state avviate le linee e le misure di intervento da parte dei competenti organismi (GAL, Distretto Turistico,PIST,Distretti Socio Sanitari etc)?
    Un comprensorio che a diverso titolo ingloba trentatre comuni e 135.000 abitanti,un territorio che dal mare e dalle spiagge di Lascari, Cefal?, Pollina raggiunge i ?campi di neve di Piano Imperiale e Piano Battaglia,un territorio ricco di boschi e di campi di grano,di uliveti e di vigneti, di allevamenti di bestiame e di imprese artigiane,di beni culturali,di opere d?arte e nel complesso un ambiente naturale bello,interessante e in gran parte integro e incontaminato.Una rete di paesi grandi,piccoli,piccolissimi diversi tra loro ma legati da un filo comune fatto di ?luoghi, storia,cultura,ambiente,tradizione,economia.?Un filo che tiene legato il futuro dei singoli paesi che potranno svilupparsi in una logica di comprensorio e ,quindi,all?interno di una visione e di un progetto complessivo di sviluppo territoriale.
    L?iniziativa del Sindaco ? quanto mai opportuna, perch? per avere un futuro non solo bisogna volerlo ma bisogna anche sceglierlo e questo ? lo spirito della lettera:?
    Scegliere il proprio futuro.

    Per scegliere occorre:1) avere una visione di sviluppo ed una strategia;2) migliorare le proprie competenze strategiche;3) aumentare il tasso di innovazione per aumentare le occasioni di lavoro ad alto contenuto professionale;4) avere una classe dirigente capace e illuminata;5) fare conoscere le proprie competenze in modo chiaro?
    I ?due elementi fondamentali sono ?:1) una ?visione di sviluppo,2) una strategia.La visione si costruisce sulle specificit? locali tenuto conto del fatto che nessun paese grande o piccolo pu? esprimere il meglio su tutto.?Ciascuno ha da mettere a valore le proprie risorse,ambientali,storiche e culturali e su queste deve costruire la propria eccellenza.?La strategia deve essere basata sulla competenza il cui livello di efficacia ed intensit? deve essere superiore a quella dei concorrenti.E? prioritario,quindi, individuare per ciascun paese i settori economici e le competenze strategiche su cui costruire i progetti di sviluppo..Per qualcuno il settore economico nel quale ? possibile raggiungere l?eccellenza ? l?agricoltura,altri devono puntare sulla zootecnia,altri sull?industria e l?artigianato e altri ancora sul turismo ed i servizi.
    E? sulle specificit? locali che si costruiscono programmi e progetti sostenibili e compatibili con una visione globale del territorio.E queste specificit? hanno colto gli interventi nel dibattito che si ? aperto.In particolare quello del Vice sindaco di Polizzi avv. Filippo Dolce,dell?imprenditore Marco Mocciaro, del sindaco di Pollina ?Magda Culotta e del dott.Fabio Montagnino.
    Il Sindaco ha enunciato una serie di ipotesi e di obbiettivi alcuni generici e ovvi altri pi? specifici e dettagliati ed ha posto sul tappeto una serie di problemi che riguardano:l?infrastrutturazione del territorio con particolare riguardo alla rete stradale, ferroviaria e telematica,la realizzazione di strutture e servizi comprensoriali (discariche,impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti,captazione e distribuzione idrica,centri di ingrasso animali macelli et) l?ammodernamento,la razionalizzazione e lo sviluppo del comparto agricolo e zootocnico, la creazione di aziende che operino in filiere specializzate per singoli prodotti,la costituzione di consorzi di imprese.?Si tratta di mettere in campo progetti mirati alla creazione di eccellenza di processi e di prodotti per competere ai livelli pi? alti in una economia globalizzata.?Sulle ipotesi poste,? necessario confrontarsi.
    Non ? realistico ed ? privo di serio fondamento prefigurare lo smantellamento e lo spostamento in altri luoghi (Mulinello,Dittaino) dell?Area Industriale di Termini Imerese , Non ? ipotizzabile la riconversione dell?area ?in una grande zona di insediamenti turistico/ alberghieri che da Termini arriva a Pollina (e perch? no sino ?a Tusa e poi Acquedolci e ?Capodorlando e cosi via),ritenendo di poterne ricavare una specie di riviera romagnola.

    La scelta,certamente non felice, degli anni 60, della piana di Termini Imerese ?(e di Carini) per l?insediamento delle grandi medie e piccole imprese industriali, ha comportato interventi che hanno ?modificato l?assetto del territorio per adeguarlo alle esigenze delle industrie.Sono stati costruiti capannoni,immobili industriali,una grande centrale elettrica, ? pontili,bretelle autostradali a ridosso della costa,scarichi a mare,infrastrutture varie.E? stato modificato l?ambiente in taluni casi in maniera irreversibile e ragionevolmente ? impossibile pensare a trasformazioni radicali del territorio e del suo utilizzo.In oltre mezzo secolo ? cambiato anche il contesto sociale e la cultura locale .Una societ? prevalentemente contadina si ? trasformata ; nel tempo e con fatica,? nata e si ? affermata una classe operaia; ? nata ed ? cresciuta una cultura di impresa che ha generato tanti piccoli e medi imprenditori attivi soprattutto nell?indotto dei grandi stabilimenti.
    Non possono essere ?alternativa gli interventi,esclusivamente edilizi e speculativi, ?distruttivi e dissennati quali quelli effettuati in questi anni nella ?piana di Campofelice?che hanno trasformato un territorio a vocazione agricola di polpa (terreni fertili e produzioni di pregio) in un immenso dormitorio turistico,come dice bene il dott. Montagnino. Interventi che hanno prodotto e producono danni ambientali e socio economici superiori a quelli prodotti dagli insediamenti industriali e che ?compromettono qualsiasi ipotesi di ?sviluppo sostenibile.
    Se la FIAT, fabbrica simbolo dell?industria siciliana,dovesse chiudere altre aziende manifatturiere e di tecnologia avanzata devono insediarsi,aziende green del settore delle energie rinnovabili,della telematica,dell?informatica,i nuovi settori che oggi caratterizzano l?economia dei paesi pi? avanzati con i quali bisogna misurarsi. Imprese che ?mantengano e aumentino l?occupazione e che non disperdano ?ma arricchiscano il patrimonio professionale operaio e imprenditoriale del territorio.
    Bisogna investire nel porto di Termini Imerese, la pi? importante infrastruttura del comprensorio,perch? diventi il porto commerciale della Sicilia Nord Occidentale aperto ai mercati internazionali, che possa assorbire ?i traffici del porto di Palermo, oggi sempre meno adeguato al grande traffico commerciale e alle navi porta container e pi? dedicato agli approdi delle grandi navi da crociera.?
    Nessuno smantellamento, quindi, ma nuovi investimenti per rilanciare l?Area Industriale in coerenze con le nuove linee di sviluppo dettate dalla globalizzazione dei mercati.
    Nella costruzione del futuro comprensoriale il progetto per Castelbuono costituisce una importante tessera del mosaico.?Il patrimonio naturale e ambientale, culturale, umano,la storia e le tradizioni del paese sono i punti di forza, gli elementi fondanti sui quali progettare il futuro.I settori economici nei quali ? possibile esprimere l?eccellenza sono l?artigianato il turismo,il commercio ed i servizi.

    1) Le testimonianze dell?artigianato castelbuonese sono presenti in tutti i paesi delle Madonne e non solo. L?edilizia,la lavorazione del legno e del ferro sono connotati dalla presenza di piccole aziende di ?maestri di grande professionalit? che sintetizzano il sapere del mestiere tramandato dai padri,un sapere che deve essere custodito,adeguato ai tempi, arricchito e consegnato alle nuove generazioni.Negli ultimi anni si ? imposto con forza l?artigianato dei prodotti alimentari ed alcune aziende hanno espresso una grandissima capacit? di competere a livello internazionale. Dimostrazione che la competenza strategica ? vincente.?Il Comune,la Provincia,la Regione,tutti gli Enti e gli Organismi territoriali devono ?supportare e agevolare ?il consolidamento e la crescita delle aziende del comparto. Occorre: completare l?Area Artigianale di S. Paolo e consegnarla alle imprese perch? avviino le loro attivit? in un sito dotato delle moderne infrastrutture indispensabili per l?attivit? d?impresa; istituire scuole e percorsi professionali anche all?interno delle aziende per formare i giovani che nel lavoro artigiano, oggi pi? che mai possono, costruire il loro futuro;creare le condizioni per favorire l?accesso ai mestieri.2) Il settore turistico/alberghiero e di soggiorno ? gi? avviato a diventare settore economico fondamentale .Il patrimonio naturale e ambientale, culturale e umano, sono i punti di forza, gli elementi fondanti per una programmazione di un organico e armonico sviluppo settorialeLe variegate iniziative individuali che da anni caratterizzano il comparto gastronomico ricettivo, che hanno innescato un positivo processo di nuova imprenditoria e che hanno ?guadagnato al ?paese un posto di prestigio ?nella mappa dei luoghi turistici isolani, devono fare sistema per acquistare credibilit? e potere contrattuale nei confronti del mercato e delle istituzioni ?e per presentarsi sui mercati con una ?immagine e quindi un?offerta competitiva.Il turista che sceglie come meta ?Castelbuono,la sceglie perch?, vuole vivere le quiete atmosfere di un paese medioevale ricco di storia e tradizioni,perch? vuole depurarsi dalle intossicazioni del vivere quotidiano, perch? vuole inebriarsi dei profumi del bosco, perch? vuole misurarsi con la fatica di percorrere sentieri tra alberi secolari,di scalare cime che offrono panorami mozzafiato, perch? vuole scoprire o ritrovare sapori genuini.

    Le aspettative non possono essere deluse e, quindi, occorre dare risposte con strutture,cultura e servizi adeguati e di qualit? superiore.Iniziative coerenti con questa visione sono state progettate da privati ?e condivise dall?Amministrazione comunale. ??Il progetto ?Paese Albergo ? che alcuni anni fa ? stato presentato e illustrato nell?aula consiliare ? centrato sul mantenimento e la difesa dell?esistente assetto urbano e sulla messa a valore del patrimonio edilizio del paese, di pregio e no, che pu? essere riconvertito ed utilizzato come struttura alberghiera.?Il modello della struttura ? stellare, con un nucleo centrale che ? costituito dall?immobile principale, il pi? grande e rappresentativo, un palazzo storico ?situato in posizione baricentrica ?rispetto all?intero complesso costituito dalle case trasformate in camere di albergo.Le componenti strutturali sono dislocate in immobili diversi localizzati sull?intero territorio (urbano ed extraurbano) del Comune, che diventa in tal modo ?l?albergo? che si sviluppa ?in orizzontale su tutto il centro storico.Le vie,i vicoli ?e le piazze del paese,liberate dal traffico automobilistico, diventano i corridoi e i salotti di un grande albergo che si sviluppa sull?intero paese
    Un altro progetto nel quale ?? impegnato il Comune, riguarda una iniziativa, promossa da soggetti privati, ?che ha ad oggetto la realizzazione di un PROGRAMMA INTEGRATO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA DEL QUARTIERE ROSARIOLa zona interessata alla riqualificazione, si estende su una superficie di circa un ?ettaro di propriet? in parte pubblica – Comune di Castelbuono – ed in parte privata.Il progetto riguarda la realizzazione,su un?area di circa 10.000 mq, di un centro ?polifunzionale all?ingresso del paese, in una zona a ridosso del centro storico e a poche decine di metri da due delle principali piazze, Piazza Margherita e Piazza Matteotti e dal Castello dei Ventimiglia e si articola nella costruzione di:un parcheggio multipiano su 5 livelli ?con una capienza complessiva di circa 400 ?posti auto e n.100 posti motociclo;una piscina coperta con annessa palestra e centro fitness ,immobili con destinazione uffici e/o attivit? commerciale e residenze sociali, sale polifunzionali ( sala congressi, multisala cinematografica),una grande piazza su due livelli;un parco urbano per complessivi mq 7.000 circa?

    L?iniziativa,la cui realizzazione ?sar? a totale carico dei privati, doter? Castelbuono di un Centro Direzionale nel quale potranno ?essere allocate le principali strutture di servizio: dal Palazzo delle Poste, alla Caserma dei Carabinieri,all?Ufficio dei Vigili Urbani e delle Guardie Forestali;.da una Banca a un Poliambulatorio a diversi negozi,da una grande casa per anziani ai parcheggi. Infine,il grande Parco Urbano, polmone verde e luogo di relax e socializzazione far? del Complesso il luogo di riferimento privilegiato dell?intera comunit?.
    Il CENTRO cos? come concepito consentir? la razionale ed agevole fruizione dei servizi da parte dei cittadini e ?grazie al ?parcheggio multipiano, liberato il centro storico dalla presenza delle auto, il paese potr? ritrovare l?antico fascino del ?borgo medioevale.?Si tratta di un intervento di grande importanza e di grande valenza socio-economica.
    3) Castelbuono, infine,pu? e deve candidarsi a divenire un polo di eccellenza nella cura ed assistenza di alcune categorie di disabili e della terza et?.Da anni sono attive strutture di assistenza per persone con disagi mentali ( Villaggio dei Fauni, Fondazione Cangelosi) ed esistono due case di riposo con servizi di ottima qualit? che richiamano ospiti dall?intero comprensorio.
    La vita media che in tutti i paesi del mondo occidentale si ? allungata e la ricerca del benessere complessivo, necessitano di strutture e organizzazioni ad alto contenuto di umanit? e professionalit? che garantiscano serenit? e salute.
    Castelbuono ha tutti i requisiti necessari ?per realizzare centri di eccellenza: dalle palestre ai centri benessere (spa),dalle case di riposo ai centri di assistenza e riabilitazione,dalle scuole di formazione di personale specializzato alle ?cooperative sociali per l?assistenza alle persone.I punti di forza sono: la cultura dell?accoglienza,la salubrit? del clima,un tessuto urbano a dimensione d?uomo, una vasta zona climatica,la facilit? dei collegamenti stradali e ferroviari che accorciano le distanze,la prossimit? ?dell?ospedale di Cefal?,polo di eccellenza della sanit? siciliana.
    Sono alcune ipotesi sulle quali il confronto ? aperto e ogni contributo di idee ? prezioso.
    ?? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ?Mario Romeo

  8. Fabio Maria Montagnino

    Caro Sindaco,?ho letto con molto interesse il tuo appassionato articolo. Come sai ci accomuna l?idea che visione e impegno sono in grado di trasformare anche i contesti pi? difficili. Si tratta di fare le scelte giuste e di dimostrare con l?esempio che lo sviluppo di un territorio non ? una manna calata dal cielo (da Palazzo d?Orleans o da Roma) ma il frutto di un impegno aperto e collettivo in cui le amministrazioni locali, gli imprenditori e i lavoratori, i cittadini tutti fanno la loro parte. Ad una comunit? coesa e consapevole non ? preclusa alcuna possibilit?, oggi pi? di ieri, e proprio in considerazione degli effetti ?- in questo caso positivi – della globalizzazione.E proprio la globalizzazione ha fatto definitivamente tramontare il modello di sviluppo su cui si fondava l?insediamento FIAT di Termini Imerese: un territorio accoglie una grande impresa accollandosi costi economici ed ambientali in cambio di occupazione, questa genera tasse e quindi investimenti pubblici e cos? via?Questo modello non funziona pi?, le imprese se ne vanno dove la manodopera costa meno, l?automazione ? tale da ridurre al minimo l?occupazione anche in grandi impianti (si pensi al valore occupazionale residuo della centrale ENEL, sempre a Termini), i guasti ambientali generano problemi e costi per le comunit? sul lungo e lunghissimo periodo.Non funziona per?, neanche il modello Campofelice, un territorio ancora agricolo trasformato in pochi anni in un immenso dormitorio turistico, una sorta di periferia urbana di modello anglosassone (anche se i coppi dei tetti sono siciliani) al servizio delle vacanze di palermitani e cittadini dell?entroterra. Le ricadute economiche immediate (per gli imprenditori edili) e il valore per il sistema della distribuzione commerciale sono ben lontani dal poter garantire uno sviluppo durevole del territorio, che, al contrario, richieder? maggiori servizi (per la gestione dei rifiuti, di mobilit?, sanitari) che difficilmente potranno essere garantiti ad un livello adeguato.Meglio, molto meglio sarebbe stato programmare uno sviluppo turistico strutturato, fatto da grandi poli di qualit?, da un?offerta spendibile a livello internazionale, pianificando le azioni di sistema sul territorio circostante e l?integrit? paesaggistica della fascia marina e il suo secolare raccordo con l?entroterra madonita quale patrimonio fondamentale per un turismo sostenibile sul lungo periodo.Ma il danno ? ormai fatto?veniamo quindi alla zona industriale di Termini ed alla sua possibile evoluzione.?Alla luce delle considerazioni precedenti, si tratta di individuare un modello in grado di generare valore aggiunto, in forma stabile e connessa alle reti economiche internazionali. Penso sia opportuno pensare, per il dopo FIAT a un modello ibrido, in cui turismo di qualit?, impresa ad alta tecnologia e servizi innovativi possano convivere. Io sarei pertanto favorevole ad una parziale deindustrializzazione della zona, purch? basata su alcuni criteri di riferimento:? concentrazione degli impianti industriali nelle aree intorno la centrale ENEL (non trasferibile, almeno sul breve, medio termine) e nella zona a monte degli assi autostradale e ferroviario;? conversione delle aree rese libere (in particolare i piazzali e le altre aree asservite alla logistica) in insediamenti turistici a basso impatto paesaggistico e ambientale, in forte integrazione con l?emergente parco archeologico di Himera, che ?- non dimentichiamolo ? rappresenta in prospettiva una attrazione di livello internazionale;? insediamento nei padiglioni industriali di iniziative imprenditoriali ad alta tecnologia e di laboratori di ricerca industriale. In questo ambito, anche in considerazione della presenza di numerose imprese gi? operanti in questo campo, della centrale elettrica e del ruolo esercitabile dall?Universit? di Palermo e dell?ENEA, il campo delle energie rinnovabili mi sembra prioritario. Il polo di Termini, con una opportuna politica di indirizzo, potrebbe assumere rapidamente un ruolo di primo piano nel campo delle tecnologie solari, dei sistemi di gestione dell?idrogeno e di cattura della CO2, dei sistemi eolici e geotermici, dell?edilizia ad alta efficienza. In questo senso le risorse nel programmi comunitari ci sono e sono cospicue, mentre manca una decisa politica di indirizzo e la politica si ?annaca? colpevolmente ancora sul futuro dell?automotive.? la riconversione di Termini potrebbe essere accompagnata (penso all?esperienza della provincia di Trento) da un piano di intervento su tutto il sistema madonita per farne un territorio ?oil free? in cui tutta l?energia viene prodotta da fonti non fossili con un impatto virtuoso sui sistemi di climatizzazione e riscaldamento, sulla mobilit?, sull?illuminazione urbana. Un territorio modello da visitare e prendere ad esempio, con benefici effetti di sinergia con il sistema industriale anche dal punto di vista della distribuzione di flussi di turismo ?professionale? e ?scientifico?.Uno scenario a 10 anni di completo ridisegno produttivo del territorio, guidato dalla comunit? locale, mi sembra fattibile a patto che questa visione sia condivisa e sostenuta da tutti i comuni interessati. Ritengo che le Madonie abbiano la cultura e gli strumenti politico-amministrativi di base per lavorare in questa direzione. Bisogna quindi far capire ai diversi attori (tra cui le imprese che operano a Termini) che in questo gioco vinceremmo ?- per la prima volta ?- tutti e che il contributo di ciascuno al complessivo disegno di sviluppo ? fondamentale. Penso il tuo entusiasmo e la tua determinazione possano dare un contributo determinante: perch? non ti fai promotore di un tavolo trasversale che metta insieme i possibili protagonisti di una proposta da portare ai tavoli della Regione e del Ministero dello Sviluppo Economico?
    Fabio Maria Montagnino, imprenditore, responsabile Incubatore d?imprese ARCA.

  9. Eugenio Dott. Allegra

    Auspichiamo che il Comune di Castelbuono abbia negli anni futuri un fiorente sviluppo economico, che diventi un?attrattiva turistica a tutti i livelli e che non resti solo pubblicizzato per gli asini spazzini o con qualche slogan di fine anno come quello fatto dal sindaco di Castelbuono, Mario Cicero, attraverso una lettera aperta dal titolo ?il futuro che vogliamo?.? inviata ai rappresentanti politici, a diversi enti pubblici del territorio e alla stampa locale.
    Lettera secondo noi, populista e demagogica che pur contenendo alcuni buoni propositi per il nostro territorio conferma che trattasi solo di ?PAROLE e niente pi??, sogni nel cassetto che evidenziano, a nostro parere, la mancata realizzazione del programma politico da parte della giunta del Comune di Castelbuono guidata dal sindaco Mario Cicero e della politica distante dalle reali esigenze del territorio adottata dall?Ente Parco delle Madonie.
    Nella lettera si omettono tali fatti evidenti, non parlando minimamente della politica effettuata dall?Ente Parco delle Madonie o dal Comune di Castelbuono e sposta l?attenzione soprattutto in un contesto territoriale fuori dalle sue competenze quale quella di Termini Imerese.
    Le dichiarazioni enunciate nella lettera a nostro avviso denotano l? incoerenza e la superficialit? nell?affrontare punti importanti pensando di potere dettare strategie agli altri sindaci ed enti, dimenticando invece le reali esigenze del comune da lui amministrato.
    Caratteristica che riconosciamo al Sindaco di Castelbuono ? quella di mescolare le carte al fine di creare confusione di ruoli e responsabilit?.
    Invece, rimanendo al tema della lettera da lui scritta, lo stesso deve spiegare soprattutto ai cittadini di Castelbuono, in qualit? di sindaco, quali azioni lui ha posto in essere al fine di valorizzare al meglio il territorio montano, le risorse idriche, il patrimonio forestale, l?ambiente e l?artigianato nel Comune di Castelbuono che amministra .
    In merito all?agricoltura, settore storico e strategico del comune di Castelbuono (soprattutto per la zootecnia, la frassinicoltura da manna, l?olivicoltura e la viticoltura) ricordiamo al sindaco ed ai cittadini l?attenzione dedicata a questo settore facendo solo riferimento all?ultimo bilancio approvato dal consiglio comunale di Castelbuono dove ? stata stanziata una ridicola somma di 500,00 euro (bocciando invece un emendamento proposto dal nostro gruppo che prevedeva uno stanziamento di 5.000,00 euro).
    Deve inoltre spiegare ai cittadini quali risultati sono stati ottenuti dall? UNCEM Regionale in quanto lui ricopre la carica di Presidente, o quali risultati sono stati ottenuti dal GAL ISC Madonie sin dalla sua istituzione.
    Peraltro, sorprende che alle dimissioni del Commissario del Parco Angelo Aliqu? non sono seguite quelle dei componenti del comitato esecutivo.
    Pur se il Parco non abbia centrato gli obiettivi attesi (diverse tematiche menzionate nella lettera), il sindaco di Castelbuono continua ad amministrarlo, essendo componente del comitato esecutivo e non si ritiene invece corresponsabile dei risultati deludenti ottenuti .
    Il gruppo consiliare ?Castelbuono Unita? ritiene che chi amministra ha il dovere di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita della collettivit? amministrata e pertanto invita ad una onesta riflessione al fine di percepire le reali esigenze che i cittadini si attendono.
    Lettera inviata dal Capogruppo Consiliare di Castelbuono Unita .Eugenio Dott. Allegra
    Grazie per l’eventuale pubblicazione.
    Castelbuono l? 05-03-2011

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