Inaugurato tratto ferroviario Campofelice-Ogliastrillo. Per il raddoppio fino a Castelbuono si punta al 2022

By on 17 ottobre 2017

[palermo.meridionenews.it] A giorni dovrebbe arrivare il via libera al progetto per completare il doppio binario. Entro il 2024 Palermo e Catania saranno distanti meno di due ore di treno. Confermato per dicembre il ripristino del collegamento tra il capoluogo e l’aeroporto Falcone e Borsellino.

Termini Imerese e Cefalù da oggi sono più vicine grazie al nuovo tracciato ferroviario tra Campofelice di Roccella e Ogliastrillo, sulla linea Palermo-Messina, inaugurato stamattina. Al taglio del nastro alla stazione di Campofelice erano presenti il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, l’amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile, quello di Italferr Carlo Carganico, Filippo Palazzo della Direzione Programmi Investimenti Direttrice Sud di Rfi, l’assessore regionale alle Infrastrutture Luigi Bosco, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e quello di Cefalù Rosario Lapunzina.

Il nuovo tracciato è lungo circa dieci chilometri ed è costato 200 milioni di euro, è stato progettato da Italferr e realizzato da Rfi. Comprende la galleria Monte Poggio Maria, lunga circa quattro chilometri, e fa parte dei lavori per il raddoppio della linea Fiumetorto-Castelbuono. Un’opera da 940 milioni che «sarà pronta nel 2022 – prevede Gentile -. Il completamento fino a Castelbuono è appaltato da tempo, i lavori sono stati consegnati e l’azienda ha preparato il progetto esecutivo. Ci sono delle differenze rispetto al progetto definitivo del bando di gara che stiamo valutando in base a quanto stabilisce il nuovo Codice degli appalti in materia di modifiche progettuali. Valutazioni che hanno allungato un po’ i tempi, altrimenti saremmo partiti un anno fa, ma che completeremo nei prossimi giorni».

Bisognerà attendere ancora almeno cinque anni, dunque, per avere un collegamento veloce e a doppio binario che parta dall’aeroporto Falcone & Borsellino, attraversi Palermo e arrivi fino a Cefalù, con i turisti che magari scenderanno dall’aereo per andare direttamente in spiaggia a Mondello o a Mazzaforno. Normalità che in Sicilia è sempre stata un miraggio ma che da qualche anno, pur con i tempi elefantiaci della burocrazia isolana, sembra più concreta: «Fino a qualche anno fa – sottolinea Bosco – sembrava che la Sicilia fosse stata dimenticata da Rfi ma in questi anni qualcosa è cambiato». Entro dicembre, ad esempio, dovrebbe essere ripristinato il treno tra Palermo e Punta Raisi, altro tassello per il completamento del passante ferroviario, anche se una parte del tracciato resterà a binario unico fino alla conclusione dei lavori.

A ribadirlo oggi lo stesso Delrio, che ha annunciato la firma nei prossimi giorni del contratto di servizio con la Regione, attesa anche questa da tempo immemore: «Potenzieremo i servizi e ci saranno più corse, i pendolari siciliani meritano di più». Dal titolare del dicastero di Porta Pia nessun commento, invece, sull’anello ferroviario, che non sembra conoscere pace, come su un qualsiasi argomento politico, a parte un vago «stiamo ricominciando» che non scaccia certo i dubbi sul mega appalto affidato alla Tecnis.

Tornando al raddoppio Fiumetorto-Ogliastrillo-Castelbuono, dopo l’apertura l’anno scorso della porzione Fiumetorto-Campofelice a fine 2017 dovrebbe entrare in servizio anche il secondo binario tra Campofelice e Cefalù mentre sul tratto Castelbuono-Patti sono in corsi gli interventi di Rfi per il potenziamento tecnologico e la velocizzazione della linea a semplice binario. Da poco è stato pubblicato il bando di gara per il tratto di 37 chilometri fra Bicocca e Catenanuova mentre per il restante tratto da Catenanuova a Fiumetorto è in corso la progettazione. L’obiettivo dichiarato è avere nel 2024 un binario velocizzato sull’intera linea da Catania a Palermo, da percorrere in un’ora e 44 minuti, un’ora in meno dell’attuale tempo di percorrenza, mentre per arrivare da Messina a Palermo, via Catania, potrebbero bastare due ore e dieci minuti.

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

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