La logica del caos: qualcuno a Castelbuono è ubriaco!

A Castelbuono impera una confusione diffusa e che segue la logica del caos.
C?è una logica del caos, infatti, dietro l?idea di ripristinare i cassonetti dei rifiuti e cancellare gli anni di buona pratica e di ?lungimiranza delle passate amministrazioni? (cito parole del Sindaco), cancellando di fatto lo sforzo di tutta la comunità castelbuonese che da qualche mese si è riabituata a cancellare dall?agenda quotidiana l?idea di fare la differenziata.

C?è una logica del caos dietro la gestione delle attività e delle strutture culturali: Jazz Festival cancellato e sostituito da performances di artisti locali (peraltro in trattamento di disparità: alcuni pagati alcuni no). Il cartellone estivo derubricato da cultura a spettacolo. Strutture culturali senza la dignità che meritano: Museo Minà Palumbo senza guida; Biblioteca senza guida; Centro Polis senza guida. Tutto perché ?la maggioranza è larga e non si è trovata la giusta quadratura?, (cito le parole del Vice-Sindaco Capuana pronunciate in Consiglio Comunale). Questioni di lottizzazione quindi?

Il Museo Civico è una storia a parte, la guida c?è ma, influenzata dalla logica del caos, nega l?accesso agli atti pubblici (da me richiesto). Ad oggi paradossalmente non si capisce come un Consigliere Comunale ed un cittadino possano accedere agli atti. Attendo in questo senso una nota chiarificatrice del Sindaco, da lui promessami, per evitare futuri fraintendimenti e per mettere tutti i Consiglieri e i cittadini nelle condizioni di poter esercitare un diritto democratico di controllo delle attività amministrative.
C?è una logica del caos dietro la nuova ordinanza della chiusura dei locali: la logica ?oscurantista? per cui restringere gli spazi sociali aumenti la sicurezza della comunità. Scelte lontane dalle esigenze delle attività commerciali, già impegnate a combattere la crisi economica, ed in contrasto con la vocazione turistica del nostro paese.

Ma se la logica è anche, come testimonia il comunicato dell?amministrazione, la ?tutela dei valori prevalenti connessi con il diritto al riposo ed alla salute della cittadinanza domiciliata nel territorio comunale, nonché alla tutela dell?ambiente urbano e della sicurezza in connessione con l?intervenuta assenza di qualsiasi limitazione oraria delle attività di somministrazione di alimenti e bevande” come farà l?amministrazione a tutelare la sicurezza dei castelbuonesi che, dopo questa scelta, sceglieranno di mettersi in auto e percorrere km lungo le ?strade del sabato sera?? Già diversi comuni dopo ordinanze del genere sono ritornati sui loro passi. E? vero che in passato l?amministrazione Cicero aveva prodotto un provvedimento simile, ma la limitazione oraria era più ampia e concedeva un compromesso fra esigenze dei locali e vita notturna che fino ad adesso aveva, con le ovvie problematiche, resistito.

Affermare in più che ?le Forze di Polizia presenti sul territorio, in relazione al numero del personale in organico, non sono in grado di assicurare una adeguata vigilanza notturna sul regolare svolgimento delle attività di somministrazione ed in particolare di effettuare i controlli in materia di consumo di alcolici a tutela della sicurezza stradale e della vivibilità urbana? è un grave segnale di mancanza di controllo del territorio che potrebbe catturare l’attenzione anche di qualche malitenzionato. Credo che, preso dalla logica del caos, il Sindaco non si renda conto della gravità di questa affermazione, oppure sì, in tal caso sarebbe ancora più grave.

Infine chiedo all?amministrazione di ravvedersi sui temi sottoposti. Proponendo:
1) il ripristino alla pratica virtuosa della raccolta differenziata senza cassonetti;
2) chiarimenti sulla politica culturale e turistica del nostro paese e le nomine delle strutture culturali;
3) il ritiro dell?ordinanza sulla chiusura dei locali e l?avvio di un tavolo di consultazione fra gestori, amministrazione comunale e giovani (nell?attesa dell?attuazione della consulta giovanile) per trovare misure non restrittive e condivise per la convivenza civile nella nostra comunità.

Giuseppe Genchi
Consigliere Comunale