La manna sul Corriere della Sera. “La resina del frassino? Una manna per la cosmesi e per il sociale”

By on 17 dicembre 2017

[corriere.it] In Puglia un uliveto su 5.500 ettari tolti all’abbandono, in Sicilia un antico frassineto torna a produrre la sua resina. Due storie che hanno anticipato il progetto «Terre colte» per unire recupero ambientale e occupazione. 

La manna non è un miracolo. Se non quanto è un miracolo ogni pianta o essere vivente sulla Terra: la manna è solo una resina che esce da un tronco di frassino. Il vero miracolo, in una regione come la Sicilia, è averne ripristinato la coltura su un terreno abbandonato da generazioni ed essere riusciti a trasformarla in azienda. Neanche un tronco d’ulivo è un miracolo. Se non quanto ogni pianta o essere vivente sulla Terra: il vero miracolo, in una Regione come la Puglia, è il gruppo di giovani che hanno preso un terreno abbandonato da generazioni – 5.500 ettari – e rimettendolo a coltura sono riusciti a trasformarlo in azienda.

Due progetti bizzarri
È la storia di questi due progetti dai nomi bizzarri, «Quando la manna non cade dal cielo» tra Castelbuono e Isnello, in provincia di Palermo, e il «Parco dei Paduli» nel Salento. Il primo si deve alle quattro cooperative del consorzio Consorzio Manna Madonita , che sono partite dalla volontà di recuperare i frassineti abbandonati della zona (i frassini da manna, che si usa in cosmetica ma anche nel bioalimentare, crescono solo qui)e dai cinquanta ettari iniziali prevedono di arrivare entro pochi anni a cento. Il secondo è figlio dell’associazione Lua – Laboratorio Urbano Aperto – che il Parco dei Paduli aveva cominciato a sognarlo anni fa facendolo diventare oggi, con l’allargamento ad altre associazioni, persone, istituzioni, un punto di riferimento per i dieci Comuni che lo circondano e per il Piano paesaggistico della Regione Puglia.

Fondazione con il Sud
Entrambi sono stati sostenuti fin dal principio dalla Fondazione Con il Sud. Ma entrambi sono anche un modello anticipato e riuscito rispetto alle possibilità offerte dal bando «Terre colte» – con 3 milioni di euro messi a disposizione – che la stessa Fondazione in collaborazione con Enel Cuore Onlus ha appena rivolto alle organizzazioni del Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Tornare all’antico
L’obiettivo è rivitalizzare tradizioni agricole a suo tempo abbandonate perché non più convenienti, ma che la progressiva riaffermazione di tutto ciò che è bio, organic e comunque slow ha reso nuovamente attrattive anche per il mercato. Tutto questo nell’ottica di essere (anche) opportunità di inclusione sociale e lavorativa per persone in situazione di disagio. Le proposte si raccolgono online entro il 28 febbraio 2018, tramite il sito della Fondazione. L’iniziativa prevede la concessione, da parte dei proprietari, di uno o più terreni per una durata minima di 10 anni di cui i primi 5 a titolo gratuito o simbolicamente oneroso. Le proposte potranno prevedere, oltre alle attività di coltivazione e di allevamento, iniziative di tipo artigianale, commerciale, sociale, turistico-ricettivo, etc., purché strettamente connesse e accessorie a quelle di carattere agricolo. Il contributo per singola proposta può arrivare a mezzo milione di euro.

A proposito di Redazione

La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

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