La “resurrezione” del marchese di Geraci. Scoperto da Orazio Cancila un discendente dei Ventimiglia

By on 22 Marzo 2016

Il prof. Cancila ci invia, a noi e al periodico Le Madonie, la scoperta di un discendente quasi diretto dei “nostri” Ventimiglia. In realtà la ramificazione è assai più articolata e solo un occhio attento, esperto e pregiato come quello del professore poteva districarsi nei meandri dell’albero nobiliare e rintracciare una ramificazione che si estende fino ai giorni nostri. Una curiosità divertente e preziosa, di cui ringraziamo ancora il prof., e che riteniamo non dovrebbe dar seguito a rivendicazioni di sorta…
Caro Irache José Maria: il castello è nostro, regolarmente acquistato.
😉


La ‘resurrezione’ del marchese di Geraci

Sembra impossibile, ma il marchese di Geraci è risorto. È l’industriale spagnolo José María Villanova-Rattazzi Guillén (n. 1957), marqués de Irache con Grandìa di Spagna, discendente per via femminile dal ramo dei Ventimiglia detto di Málaga. Capostipite dei Ventimiglia di Málaga fu Bernardo, trasferitosi in Spagna al servizio dei re cattolici a fine Quattrocento. Bernardo era figlio di Giovanni Antonio, secondogenito del marchese di Geraci Antonio Ventimiglia, cui il nonno, il grande Giovanni I, aveva legato l’intera contea di Montesarchio nel Regno di Napoli, unitamente a tutti gli altri beni e diritti nello stesso Regno concessigli dai re Alfonso e Ferrante, e in particolare i diritti sul Castello a mare di Stabia. Ma alla morte del nonno la contea di Montesarchio non fu più disponibile, perché intanto il marchese Giovanni l’aveva donata al nipote Leonardo III Tocco. Il ramo mascolino dei Ventimiglia di Málaga si estinse nel 1706 con la morte di Diego de Ventimiglia y Rodríguez de Santisteban,  al quale l’anno precedente re Filippo V aveva riconosciuto anche il titolo di principe di San Mauro (Castelverde), cedutogli dall’allora marchese di Geraci Girolamo Ventimiglia con atto 4 aprile 1701 in notaio Salvatore Tinnaro di Palermo (Antonio Ramos, Aparato para la corrección y adición de la obra que publicó en 1769 el Dr. D. Joseph Berní y Catalá, Creación, antigüedad y privilegios de los títulos de Castilla, en Málaga, Oficina del impresor de la dignitad episcopal, 1777. p. 281).

Dell’esistenza del nuovo marchese di Geraci sono venuto a conoscenza casualmente, grazie alla intermediazione di Carlo Fisber Polizzi, che con competenza e passione dirige il Centro Studi Ventimigliani ( HYPERLINK “http://www.centrostudiventimigliani.it” http://www.centrostudiventimigliani.it) e con il quale negli ultimi anni mi sono spessissimo e proficuamente confrontato. La monarchia spagnola – ma, mi diceva un collega spagnolo, già in precedenza anche il dittatore Francisco Franco in alcuni casi – ha rehabilitado (riesumato?) titoli nobiliari concessi dai re d’Aragona e di Castiglia a famiglie ormai estinte, come quella dei Ventimiglia marchesi di Geraci (estinta in linea mascolina con il suicidio nell’agosto 1860 del marchese Giovanni Luigi), per ridistribuirli a industriali, uomini politici e personaggi di rilievo della vita pubblica spagnola, che abbiano però un qualche grado di parentela con la famiglia estinta. Pare che anche Umberto II di Savoia fosse solito riesumare i titoli nobiliari senza più titolari e assegnarli ad altri.

E fu così che re Juan Carlos, con real decreto 2684/1981, dato a Madrid il 2 ottobre e pubblicato il 5 dicembre 1981 sul Boletín oficial del Estado, n. 291, assegnò il titolo di marqués de Irache – concesso da Alfonso il Magnanimo, re d’Aragona e di Sicilia, a don Juan de Ventimiglia y Normand Aragón – a don Luis de Villanova-Rattazzi y Barrera, padre dell’attuale marchese don José María Villanova-Rattazzi Guillén.

In Spagna sono moltissimi i discendenti in linea femminile dai Ventimiglia e la concessione del titolo di marchese di Geraci ai Villanova-Rattazzi provocò delle controversie giudiziarie risoltesi a loro favore, perché essi risultarono i discendenti in vita più diretti del marchese Giovanni I Ventimiglia, sia pure in linea femminile.

L’attuale marchese di Geraci José María Villanova-Rattazzi Guillén – succeduto al padre nel 1999 – vanta altri progenitori molto illustri, qualcuno dei quali anche italiano. Mi riferisco a Urbano Rattazzi e a Luciano Bonaparte. Rattazzi (Alessandria 1808 – Frosinone 1873), esponente di primo piano della Sinistra nel parlamento del Regno di Sardegna, nel 1852 si alleò con Cavour dando vita al famoso “connubio”, un’allenaza tra la Sinistra moderata e la Destra moderata con un programma di ispirazione liberale. Dopo il 1860 fu tra i più convinti sostenitori della necessità di completare l’unificazione nazionale, ma da presidente del Consiglio nel 1862 – di fronte all’opposizione di Francia e Austria – fu costretto a fermare ad Aspromonte Garibaldi che intendeva marciare su Roma per liberarla. Seguirono le sue dimissioni. Richiamato alla presidenza del Consiglio nel 1867, si dimise poco dopo, costretto ancora una volta dall’intervento francese a far arrestare Garibaldi a Sinalunga.

Nel 1863, Rattazzi aveva sposato la vedova Maria Wyse Bonaparte, figlia di un diplomatico inglese e di Letizia Cristina Bonaparte, a sua volta figlia di Luciano Bonaparte, fratello maggiore dell’imperatore Napoleone I. Da Urbano e Marya Vise nacque nel 1871 Isabella Roma (m. 1943), che sposò nel 1889 lo spagnolo Luis Villanova de la Cuadra, famiglia originaria di Gójar presso Granada, dove possiede ancora un palazzo e dove è sepolta Isabella Roma.

Da essi nacque nel 1891 Luis Villanova Rattazzi (m. 1936). Da Luis Villanova Rattazzi e la moglie Pilar Barrera y Gonzales de Aguilar nacque nel 1925 Luis Villanova Rattazzi Barrera (m. 1999), che sposò Concepcíon Blanca Guillén Lasierra e a cui nel 1981, re Juan Carlos – come ho detto – conferì il titolo di marqués de Irache.

L’attuale marqués de Irache José María Villanova-Rattazzi Guillén è loro figlio. È sposato con Maria Dolores Ferran y Font, da cui ha avuto Luis Alexis Villanova Rattazzi Ferran e Maria Letizia Villanova Rattazzi Ferran.

Orazio Cancila

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La Redazione di Castelbuono.Org, deus ex machina del progetto sin dal 2007, coordinata da Michele Spallino.

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