La sublime “smancia carnascialesca” di Castelbuono

24022009031Il sottoscritto Di Vuono Daniele, nel suo piccolo pu? vantare di aver fatto parte di quel magico mondo che una volta l’anno si permette il lusso di prendere in giro con la “smancia” o “maschera” che dir si voglia, gli eventi ed i personaggi sopratutto politici, ma non solo, di Castelbuono. Quindi nel mio piccolo, nella breve ma intensa attivit? carnascialesca svoltasi con il mio gruppo, ahim? ormai scioltosi, dei Puddrasciuna (gruppo che forse qualcuno ricorder? composto da me, Luciano Spallino, Enzo Guarcello, Antonello Puccia, Piero Lo R? e Natale Min?). Esperienza che mi ha permesso di attingere a questa arte, anche grazie al nostro mentore, l’indimenticato ed indimenticabile Peppe Russo.

Grazie a lui e alla mia passione per la comicit?, ho da sempre seguito con passione ad ogni Carnevale la satira locale ovvero “La maschera” dei vari gruppi che man mano si sono presentati sia al Veglione, che in piazza e nelle varie sale da ballo allestite durante il periodo di Carnevale. Anche quest’anno grazie alla volont? di chi non vuol far perdere le belle tradizioni presso il Cineteatro Astra si ? svolto il Veglione. Al quale ho partecipato come spettatore, sabato 21 febbraio. 24022009027Ero contento che vi fossero addirittura cinque gruppi di satira, e la cosa che mi ha reso pieno di gioia perch? tre di questi erano composti da numerosi ragazzi che pi? o meno per la prima volta si cimentavano con l’impatto del pubblico , la stesura di un copione e l’interpretazione dello stesso. Voglio complimentarmi con tutti. Ma il mio plauso, va in particolare al gruppo dei “I parienti ‘a zita” gruppo di ragazzi in cui sono stati esilaranti i ragazzi Perrini,Vigneri e Baggesi. Geniali nella scelta degli argomenti trattati, anche se naturalmente anche loro avranno avuto dei mentori illustri, ma d’altronde anche noi ai tempi abbiamo iniziato grazie a Peppe Russo, ed’ispirandoci ai grandi gruppi del passato e presente. Una conferma ? stato il gruppo dei “Farfalloni” che sono riusciti a portare sul palco un personaggio come “Mastri Vicienzi U’ Sceriffi”, il quale ? stato esilarantissimo. Bravissimi pure i “I Babbi i l’Itria” forse un p? penalizzati dal ora in cui hanno recitato. Ed ? questa forse l’unica nota negativa da associare all’organizzazione del Veglione di quest’anno. Aver stipato cinque maschere in una serata, cosa che a pare mio ha penalizzato coloro che dovevano recitare fra gli ultimi. E tra l’altro a quanto so, ? uno dei motivi che ha spinto un gruppo storico come i “2001” a non parteciparvi. Gi? l’anno precedente la maschera (ma maschera ? riduttivo come appellativo a parer mio, come spiegher? tra poco) ? stata presentata presso la sala del convento dei Cappuccini. Quest’anno invece ? stata fatta presso il piccolo auditorium adiacente la palestra del Liceo Scientifico di Castelbuono. Io ci sono andato marted? 24 e sinceramente mi dispiace per chi non l’avesse vista, perch? non sa lo spettacolo che si ? perso. Da premettere che definirla maschera ? veramente poco descrittivo e prettamente riduttivo. Io la definirei una vera e propria opera teatrale, la sublimazione della smancia castelbuonese. Con affondi nella commedia dell’arte di Tot?,Peppino e Ridolini. Architettata e magistralmente interpretata dalla simbiosi perfetta dei componenti di questo gruppo (V.Perrini, M.Genchi, V.Meli,P.Cicero, E.Cucco). Un opera di intelligentia pura, sia nella cura del lessico siculo-castelbuonese, che nella scelta degli argomenti, della battuta mai banale ma arguta e riflessiva, capace di stupire lo spettatore, a tal punto di non capire durante la rappresentazione, grazie all’idea geniale di far recitare con degli interventi, chi sembrava l? per l?, come semplice spettatore, e mi riferisco al signor Pierino Castiglia che il suo intervento, all’apparenza non previsto, ha dato l’impressione che la realt? si immergesse impetuosamente nella scena interrompendola bruscamente, e lasciando lo spettatore sbigottito. Ovvero quando si dice che la realt? diventa rappresentazione di se stessa. Quindi io nel mio piccolo, per la poca esperienza fatta con la satira locale, mi inchino, senza esagerare, di fronte ai suoi fautori. 24022009040E’ vero sono sempre stato un ammiratore di questo gruppo, amato ed odiato da qualcun altro, ma sempre in grado di essere una spanna sopra al concetto di maschera tradizionale, senza sforare nel effimero mondo del cabaret. Insomma una fusion tra l’arte teatrale pura e la classicit? delle maschere rappresentate magistralmente un tempo sul palco dell’ormai compianto Teatro “Le Fontanelle” dai gruppi come “I Figli di Nessuno”, “I niputi da zz? Cicca” e tanti altri gruppi che chi ? meno giovane di me sicuramente ricorder?. Chiudo sottolineando come forse per l’anno prossimo si dovrebbe trovare un compromesso per fare in maniera tale da avvicinare l’esperienza del gruppo dei “2001” ai nuovi gruppi esistenti e che nasceranno. Magari rifacendo il Veglione tutti insieme alla vecchia maniera (senza che qualche rappresentante illustre delle istituzioni, se la prenda a male magari!) come era un tempo, al Teatro “Le Fontanelle”, del quale ho sempre sentito parlare come se fosse un luogo magico, dove a Carnevale….

…c’era a smancia fina a tarda ura, e ppa forti fuddra sudavani puri mura.
Veglione tu sei sempre un rompiglione, marpione…Veglione
Veglione, delle risate sei un campione
ed ascoltarti ? un emozione
Veglione…Veglione!!!!

Di Vuono Daniele