Le 10 domande alla senatrice Rosa Maria Di Giorgi [risposte]

By on 4 marzo 2014

a cura del giornalista-storico Giuseppe Spallino

1) E’ passato un anno dalla sua proclamazione a senatrice della Repubblica. Quale, tra le attività parlamentari di cui è stata partecipe o responsabile, ricorda con più orgoglio?

2) All’inizio della legislatura avete votato per il nuovo presidente della Repubblica. Nel corso delle votazioni 101 franchi tiratori (ma sarebbero stati di più) hanno evitato l’elezione di Romano Prodi, che sicuramente avrebbe meritato di salire al Colle. Può dirci i nomi di questi traditori? E perché non avete appoggiato la candidatura di un uomo di sinistra qual è Stefano Rodotà?

3) Qual è la sua opinione sul governo Letta-Alfano?

4) L’estate scorsa lei, in un incontro svolto nell’atrio della Badia di Castelbuono, ha detto che questa legislatura sarebbe durata poco “in quanto i nostri elettori non ci hanno votato per governare con il centrodestra”. E adesso invece ha votato la fiducia al governo Renzi-Alfano che vorrebbe durare fino al 2018. Non le sembra una contraddizione?

5) Lei conosce bene Matteo Renzi. Il suo ex sindaco prima ha detto che sarebbe stato leale nei confronti di Letta, l’indomani lo ha sfiduciato per sostituirlo. Come giudica questo “cambiamento”?

6) Adesso parliamo della terra di cui lei è originaria, la Sicilia. Per la prima volta si ha un governo di centrosinistra, ma molti all’interno del Pd sono scontenti dell’operato di Crocetta. Cosa ne pensa?

7) Ed ora passiamo a Castelbuono. Attualmente qual è suo rapporto con il Circolo del Pd? E’ a conoscenza della questione dei “non graditi” o “indesiderati”, nonché della spaccatura tra cuperliani (in particolare la Cgil) e renziani (quasi tutti gli altri)?

8) Mario Cicero è uscito dal Pd. Il Circolo locale fino ad oggi non si è espresso in merito, nonostante l’ex sindaco continui a contestare la condotta e i vertici del partito. Si assiste invece quasi ad un tacita condivisione di molte esternazioni di Cicero. Qual è il suo parere su questo caso?

9) Il sindaco Antonio Tumminello, “folgorato sulla via di Firenze”, sembra voler aderire al Pd. Lei è d’accordo?

10) Quale sarà adesso il suo impegno per l’Italia, per la Sicilia e magari per Castelbuono?

A proposito di peppenews

Non è raro, è unico. Di tutti sa tutto. Giornalista per passione, storico per vocazione, rompicastole per professione.

2 Comments

  1. Rosa Maria Di Giorgi

    5 aprile 2014 at 20:17

    Caro Giuseppe,
    mi scuso per il ritardo e cerco di recuperare in questo fine settimana rispondendo ai temi nazionali. Naturalmente non tratterò domande di natura locale. Non mi compete entrare negli equilibri di partito o di coalizione, ne’ evidentemente nelle questioni amministrative di Castelbuono. Non ho gli elementi per farlo e inoltre, non essendo eletta nel vostro collegio, non ne ho nemmeno titolo. Potrò dare il mio contributo su questioni generali e strategiche per lo sviluppo di Castelbuono, anche in ambito regionale, oppure attraverso un mio impegno per il paese a livello nazionale tutte le volte che, auspicabilmente, ve ne sarà la necessità.
    Molto volentieri invece rispondo ai quesiti di natura nazionale. Vedo che lei segue e pubblica le mie attività e di questo le sono molto grata, vista la centralità di Castelbuono nella mia vita. Mi sono sempre attenuta con rigore a questa impostazione che immagino lei comprenda visto il mio ruolo, e quindi le confermo tutta la mia disponibilità a tenere un rapporto anche continuativo con il suo sito, sempre che i limiti che mi sono data siano condivisi da lei.
    Nello scusarmi ancora per il ritardo, e nel ringraziarla per la disponibilità e l’attenzione nei miei confronti, la prego di volermi comunicare le sue decisioni in merito. La prego di voler pubblicare queste mie poche frasi per potermi scusare con i lettori e per comunicare l’impostazione che intendo dare alla mia collaborazione.

    Cordialmente
    Rosa Maria Di Giorgi

  2. Rosa Maria Di Giorgi

    20 maggio 2014 at 18:21

    1) Ho lavorato nella Commissione VII del Senato che si occupa di cultura scuola università ricerca scientifica e sport e nella Commissione bilaterale per la semplificazione amministrativa. La mia attività è documentata con precisione nel mio sito http://www.rosadigiorgi.it in cui appaiono tutti i miei interventi in commissione, le dichiarazioni di voto sui vari temi in aula, le mie interrogazioni a ministri e sottosegretari e gli interventi di fine aula.
    Dopo il lavoro sulla Legge “valore cultura” e gli altri sui vari ambiti della scuola, sto predisponendo il testo per la legge sullo spettacolo dal vivo e la legge sul cinema che il mondo della cultura aspetta da molti anni. Mi sto occupando anche della legge sulla semplificazione che la Commissione sta predisponendo in raccordo con il governo Renzi.

    2) La pagina dell’elezione del Presidente della Repubblica è stata inqualificabile. I franchi tiratori hanno inquinato una pagina importante della nostra legislatura. Avendo votato Prodi come tutti i cosiddetti renziani il dispiacere per me è stato enorme. Conosco personalmente Prodi e quindi per me è stata molto dura. La soluzione Napolitano a quel punto era l’unica possibile. Rodotà purtroppo era diventato il candidato del movimento 5 stelle e questo per il Pd era inaccettabile dopo il comportamento anti istituzionale che fin dall’inizio ha caratterizzato il movimento di Grillo e che adesso rappresenta una vera e propria minaccia alla nostra democrazia. Ovviamente mantengo la mia stima per Rodotà che rispetto e leggo e ascolto sempre volentieri.

    3) Ritengo che il governo Letta sia stato lento e poco produttivo. Un governo che rappresentava il vecchio approccio ai problemi senza il cambio di marcia che a tutti noi appariva necessario. Lo vedevamo in affanno e senza una guida efficace, quindi non in grado di intercettare la domanda di interventi urgenti che l’Europa e la grave crisi economica richiedevano.

    4) Con il cambio alla guida del Governo e l’arrivo di Renzi siamo nella condizione di attuare quelle riforme che la lentezza del governo precedente non ci consentiva. Ricordo che attualmente la maggioranza non vede più Forza Italia fra gli alleati di governo e che la situazione e ben diversa da quella che si configurava in estate. La politica ha una caratteristica comunque che è quella di dare risposte immediate al cambio di prospettiva e ai mutamenti degli equilibri nazionali e internazionali. Si deve essere flessibili e scegliere la soluzione migliore, quella che il Parlamento condivide, visto che siamo in democrazia e che la maggioranza vince e ha l’onere e la responsabilità delle scelte.

    5) Cambiare il presidente del Consiglio era diventato una necessità assoluta. Quello che serviva per muovere il paese. Letta avrebbe dovuto comprendere di non avere più la maggioranza del partito dalla sua parte e avrebbe dovuto dimettersi prima che la Direzione del Pd gli votasse la sfiducia di fatto. Una pagina amara di questa legislatura che è molto complessa e che richiede grande determinazione e collaborazione da parte di tutti gli esponenti delle varie anime del Pd. Questo è necessario per far sì che questa Italia si risollevi.
    La responsabilità rimane in massima parte nelle mani del mio partito e mi mette molta tristezza vedere questo tentativo di Grillo di distruggere tutto ciò che, nel bene e nel male, la nostra Repubblica democratica ha costruito in questi anni. Le difficoltà sono tante, ma la democrazia è sacra e giocare sulla disperazione di tante persone e sulla crisi generale per cercare di distruggere il nostro paese e gravissimo e irresponsabile.

    10) Impegnarsi per la Sicilia e per il Sud significa cercare di capovolgere la partita che si è giocata fino ad oggi. Nuove politiche e soprattutto un miglior utilizzo delle risorse messe a disposizione dall’Europa che sono state sprecate per il malgoverno e le infiltrazioni mafiose. Non so se la Sicilia ce la farà senza un colpo di reni. Sembra condannata a farsi trascinare dallo sfascismo di Grillo, sembra travolta dalla cattiva politica. Sembra un destino da cui non si può fuggire. Ma le intelligenze, i saperi, la forza, l’energia, l’amor proprio, la generosità, la capacità di risollevarsi sono caratteristiche che nei secoli sono diventate strutturali nei siciliani. Movimenti ed energie nuove si oppongono con forza al cancro della mafia e il questo antico e glorioso popolo deve muoversi seguendo nuove strategie che lo aiuteranno a “cambiare verso”. Ma c’è bisogno di convinzione, bisogna rinunciare alla cultura del privilegio e alla teoria dell’aspettare, perché tanto arriva la legge ad hoc, tanto qualcuno ci dovrà pur pensare e così via. Il tempo è finito. Le risorse non ci sono più e troppo danaro pubblico è stato colpevolmente sprecate. C’è bisogno di armarsi di capacità imprenditoriale e di fantasia, c’è bisogno di modernità e di organizzazione, c’è bisogno di cambiare profondamente l’approccio tra individuo e istituzioni. Gli investimenti solo così potranno ricominciare ad arrivare su progetti che dovranno essere valutati, monitorati e portati a compimento. C’è bisogno di rigore per riguadagnarsi la stima che ci spetta come siciliani. Una bella e grande sfida che vede protagonista la regione Sicilia e il suo governo. Il Presidente Crocetta e i sindaci delle città siciliane devono iniziare un vero e proprio rinascimento, cambiando metodi e procedure e la gente di Sicilia deve mettersi al passo. I giovani vogliono che la storia cambi e hanno ragione a pretenderlo dalla classe politica, ma anche dalle proprie famiglie con un cambio di mentalità. Il governo nazionale e il Parlamento possono dare un grande aiuto, ma le iniziative devono essere condivise e supportate dai siciliani. Io ci sarò a dare una mano e a produrre le norme necessarie in raccordo con i parlamentari siciliani e per questo sarò sempre disponibile per sviluppare idee e per dare il mio contributo.

    Rosa Maria Di Giorgi

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