Le 10 domande all’arch. Rosario Polisi

By on settembre 19, 2011

Dodicesima puntata della rubrica “il rompiscatole” a cura del giornalista-storico Giuseppe Spallino

1) Partiamo dal caso della mattonella che si ? staccata dalla facciata del palazzo municipale. Come fa a dire che si tratta di un caso isolato se ancora non ? stato fatto il collaudo?

2) Su questo blog un certo Domenico ha commento cos? l’accaduto: “Il fenomeno che si ? verificato non ? assolutamente da sottovalutare se il rivestimento in pietra non ? centinato come la parete. Poich? il formato della lastra ? di notevole dimensione, se le condizioni sono quelle della premessa, vuol dire che ? stato applicato un rivestimento piano su una superficie curva. Pertanto non ? da escludere che nel tempo, con condizioni climatiche variabili (estate ? inverno) come si verificano a Castelbuono, il fenomeno si possa facilmente ripetere”. Perch? non ha risposto?

3) Riguardo le barriere architettoniche, ? vero quanto sostiene l’avv. Mario Allegra che aver eliminato ai disabili la possibilit? di ingresso dalla porta principale non sarebbe rispettoso delle norme? Ed ? vero quanto ha recentemente sostenuto su questo blog l’arch. Nicola Piro che nell’accesso laterale mancano i corrimano che “dovrebbero consentire un agevole accesso alla Casa comunale oltre che a portatori di handicap, anche a persone disabili e ad anziani”?

4) Si sono riscontrate altre problematiche, oltre alla mattonella che si staccata, dentro o fuori il nuovo palazzo municipale?

5) E’ vero quanto ha dichiarato il capogruppo consiliare del Pd Carmelo Mazzola al quindicinale Suprauponti che nella variante in corso d’opera doveva essere ripristinato il primo progetto della facciata e invece si ? fatto tutto sua insaputa per farne uno nuovo?

6) Durante i lavori gli operai erano messi in regola o in nero?

7) Di che cosa si ? occupato al Castello?

8 ) Di quale altre opere pubbliche si ? occupato?

9) Gli incarichi pubblici che ha ottenuto sono stati per chiamata diretta o perch? erano stati fatti dei bandi di concorso?

10) Lei da tanti anni ? considerato uno stimato professionista, su questo non c’? dubbio. Ha mai cercato di coinvolgere e migliorare professionalmente suoi giovani e disoccupati colleghi?

A cura di peppenews

Non è raro, è unico. Di tutti sa tutto. Giornalista per passione, storico per vocazione, rompicastole per professione.

5 Comments

  1. piro

    23 settembre 2011 at 17:05

    Il mio intervento ha nulla a che vedere con il carattere del blog. Del quale, attuvia, approfitto per far rilevare – ove ce ne fosse il bisogno – il carattere di precariet? riferito al dissesto idrogeologico ed al rischio sismico in alcune aree del Comune di Castelbuono. Nel recente incontro indetto dal Pd locale in relazione alla prossima scadenza elettorale, il Signor Cicero, Sindaco-uscente, ha trattato con la sua consueta nonchalance l’ argomento riguardante la costruzione di un parcheggio per 450 posti-auto (x 20 mq/p.a. = 9000 mq di superficie utile !) in una zona imprecisata del Rosario tralasciando la comunicazione di particolari circa gli attori (promotore, developer, finanziatore, societ? di progetto, etc.) del progetto. Che un tale intervento – intanto per i solo aspetti di natura idro-geologica, ma anche costruttiva e gestionale – debba essere oggetto di un dibattito pubblico, mi sembra fuori discussione.

  2. Rosario Polisi

    24 settembre 2011 at 08:37

    Mi scuso per la poca tempestivit? nel rispondere e, accogliendo con un pizzico di stupore le domande del ?rompiscatole? sulla mia attivit? di libero professionista, mi concedo la libert? di invertire l?ordine delle 10 risposte. Mi pare di vederci una maggiore consequenzialit? (anche temporale) dei vari e svariati temi proposti.10 ? AIUTO AI GIOVANI TECNICI -Lo studio Polisi si ? costantemente avvalso della collaborazione di giovani tecnici, molti dei quali oggi sono affermati professionisti e dirigenti. ?Inoltre, grazie ad una convenzione con la facolt? di architettura di Palermo, nel mio studio esercitano praticantato uno/due stagisti ogni anno. Purtroppo con l?attuale gravissima crisi economica, che penalizza particolarmente il settore tecnico ed edilizio, molti studi professionali (anche affermati) lottano per la sopravvivenza e c?? poco spazio per nuovi inserimenti.?9 ? MODALIT? DI AFFIDAMENTO INCARICHI PUBBLICI -?In quasi 30 anni di attivit? professionale il Comune di Castelbuono mi ha affidato 3 (tre) incarichi di progettazione: nel 1986 (sindaco F. Romeo) per alcune ?aree verdi pubbliche urbane?; nel 1991 (sindaco V. Raimondi) per il ?recupero dell?ex convento di San Francesco? congiuntamente all?ing. A. Sferruzza; nel 2001 (Sindaco G. Mazzola) per la ?casa comunale? congiuntamente agli archh. M. Prestigiovanni e G. Zerbo. Gli incarichi affidati per concorso o gara a Castelbuono sono sopraggiunti successivamente.?8 ? OPERE PUBBLICHE PROGETTATE -?Oltre ai suddetti tre incarichi conferitomi dal Comune di Castelbuono, ho lavorato ad altre opere pubbliche comunali nel circondario madonita (Petralia Sop., Geraci, Isnello, Cefal?). ?Altre opere pubbliche, per incarico di enti ecclesiastici, sono state alcune chiese di Castelbuono (Mad. Palmento, San Nicol?, Collegio di Maria), Isnello (S.S. Rosario) ?e ?Palermo (Canonica della Cattedrale).7 ? LAVORI AL CASTELLO -Nell?ambito dei lavori del nuovo allestimento museale del Castello dei Ventimiglia ho collaborato con il progettista e direttore dei Lavori Prof. Michele Sottile nella qualit? di direttore operativo. L?incarico mi ? stato conferito dallo stesso direttore dei lavori senza alcun onere per la pubblica amministrazione.6 ? REGOLARIZZAZIONE DEGLI OPERAI -Ho sempre vigilato, per quanto nelle mie competenze, sulla regolarit? di ogni operaio presente in cantiere e non mi risulta (n? ? mai risultato dalle numerose visite dei competenti organi di controllo) alcun episodio riconducibile al lavoro in nero.5 ? VARIANTE ALLA FACCIATA DEL MUNICIPIO -La variante al progetto appaltato (che non prevedeva modifiche alla facciata ? n.d.r.) ? stata preventivamente approvata dall?Amministrazione Comunale e, dopo avere ottenuto tutti i pareri e nulla-osta prescritti (quello della Soprintendenza ? giunto dopo 11 mesi di valutazioni) ? stato pubblicamente approvata dal Consiglio Comunale che ne ha anche finanziato la maggiore spesa.Per quanto riguarda le dichiarazioni del capogruppo Mazzola, come di altri esponenti politici, non posseggo alcun elemento (n? ritengo averne la competenza) per poterle confermare o smentire.?4 ? PROBLEMATICHE DURANTE I LAVORI AL MUNICIPIO -Durante i tre anni di lavori per l?ampliamento, la copertura e la ridefinizione architettonica interna ed esterna del Municipio non sono mancate le problematiche tecniche (anche complesse) soprattutto legate all?inserimento ?dei nuovi impianti tecnologici ed alle opere di adattamento e finitura. Tutti i problemi sono stati risolti in maniera soddisfacente anche se si sono registrate diverse controversie con l?impresa esecutrice non tutte definite. ? ?3 ? REGOLARIT? DELLE SOLUZIONI PER L?ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE -Non bisogna dimenticare che l?edificio di via Sant?Anna non ? stato strutturalmente modificato e che la quota di piano terra (pi? alta in media di ml.1.10 rispetto alla strada) non poteva essere abbassata.Pertanto per l?abbattimento della barriera architettonica su via Sant?Anna, scartata per ragioni di spazio la realizzazione di una rampa lunga 13 metri (pi? i pianerottoli), le alternative possibili restavano il mantenimento dell?elevatore o un agevole ed immediato accesso laterale. ?Ricordo che l?elevatore preesistente, oltre ad essere fonte di pericolo per ogni passante, era spesso soggetto ad atti di vandalismo che lo rendevano sovente inutilizzabile, impediva l?accesso diretto ed autonomo in quanto imponeva l?intervento di un operatore (non sempre immediatamente disponibile), era inutilizzabile come uscita d?emergenza (anzi ne era ostacolo), ma soprattutto non mi pare che un simile rimedio eliminasse realmente la discriminazione nella libera ed autonoma accessibilit? al Municipio.Si precisa che l?accesso laterale non ? affatto secondario in quanto consentir? (con la riapertura dell?intero complesso edilizio) l?accesso diretto all?aula consiliare ed all?androne al pari di quello su via san?Anna. In pi? ? previsto che in alcune fasce orarie sar? aperto solamente l?acceso laterale.?2 ? RISPOSTA AD UN CERTO DOMENICO -Ritengo non ci sia alcuna attinenza tra la leggerissima convessit? della superficie muraria ed il deprecato distacco di una lastra del rivestimento di facciata del Municipio. Per il resto in un blog si leggono i pi? svariati commenti, pi? o meno qualificati e troppo spesso in forma anonima (o quasi), senza avvertire la necessit? di controbattere ad ogni affermazione non condivisa.1 ? LA ?LASTRA DISTACCATA -?Ho accertato personalmente (salendo sul cestello elevatore) che la lastra distaccata in realt? non era stata fissata affatto (mancava il collante e la zanca in acciaio). Con un primo controllo effettuato nell’immediatezza del fatto ? stato accertato che nessun altro elemento era pericolante e si ? in attesa delle risultante della verifica attenta e puntuale su ogni singola lastra richiesta all?impresa appaltatrice. Infine Spetta al collaudatore in corso d?opera mettere in atto tutte le iniziative per accertare la corretta messa in opera del rivestimento conformemente al capitolato ed dalle indicazioni della D.L.

  3. Redazione

    24 settembre 2011 at 11:08

    Grazie mille architetto

  4. piro

    27 settembre 2011 at 00:24

    Quando i dibattiti assumono il carattere dell’ ufficialit? e le tematiche finiscono per coinvolgere ambiti della societ?, uno di questi ? il rapporto progettista (direttore e contabile dei lavori)-committenza (sia essa pubblica o privata), considerato in primis alla luce della sua valenza etica (e professionale) e in subordine del Diritto (il rapporto dei due aspetti per taluni potrebbe essere di reciprocit?), allora non si pu? pi? guardare dalla finestra. Scrivo questa nota in relazione alla superficialit? da me cos? percepita leggendo alcune precisazioni del collega Polisi in riferimento ad alcuni aspetti tecnici connessi ai lavori di ristrutturazione della Casa comunale a fronte di quella paradossale procedura configurabile in un assurdo “collaudo tecnico-amministrativo” che, poi, si esprime come un genuino prodotto di quel “Made in Italy” che, vedi caso, si ripete nell’ “affidamento” da parte di un geometra . . . responsabile del Servizio manutenzione e ambiente del Comune di Castelbuono ad una ditta . . ., con “determina approvata dal dirigente dell’ Ufficio tecnico comunale . . ., della manutenzione della rete idrica e fognante, degli immobili e delle strade comunali per l’ importo di . . .”. La domanda che a primo acchito si pone un normale cittadino, ? se un Comune dispone di un Ufficio amministrativo-legale diretto da un responsabile giurista operante all’ interno della Pubblica Amm. ne, in grado di passare al setaccio le ingerenze o le “bizze” della Politica in ambiti che le possono appartenere se non in via indiretta o per altre ragioni. Che in un clima s? confuso e commisto sul piano locale sino ad oggi a tacere siano stati i giuristi, la dice lunga sul loro senso civico e di attaccamento al luogo, ma anche al dibattito culturale in s? edificante e nuovo per Castelbuono. Donde – per quanto attiene la ristrutturazione della Casa comunale e in riferimento alle posizioni del collega Polisi, pars pro toto del team progettuale – l’ urgenza di un chiarimento sulle discutibili scelte “tecniche” (facciata ventilata o meno) relative alla facciata sulla via S. Anna per la quale si debba presumere la conoscenza di nozioni basilari di fisica applicata alle costruzioni edili (Fisica tecnica, nella Didattica superiore). Che a questo punto per quanto attiene la qualit? di esecuzione il discorso, giuoco forza, si sposta sul piano dei contratti di appalto o subappalto che hanno sempre fatto riferimento ad un concetto di “esecuzione a regola d’ arte”, ancorch? in Italia sino ad oggi non ne sia stato definito il significato. Non ? cos?, per?, in Germania, dove tale concetto non ha una sua genericit? tipica tale da essere oggetto, come nel caso dell’ Italia, di molte diatribe sul piano squisitamente giuridico, mitigate successivamente dai non esaustivi chiarimenti della UNI 11018 -7.4 sulle “Tolleranze indicative di lavorazione” nel caso di facciate (ventilate) in marmi, graniti e pietre naturali. Che a questo punto il dibattito si debba articolare nell’ arco sotteso tra il concetto di “riconosciute Regole della Tecnica (r.R.d.T.)” e l’ altro di “Stato della Tecnica” S.d.T.)”, nel loro significato pi? nel Diritto Civile che nel Diritto Amministrativo, mi sembra opportuno. Il tutto in coerenza con l’ abbassamento del livello di affidabilit? creditizia di 11 enti locali (tra i quali la Regione Sicilia), da A+ ad A, con outlook negativo, da parte dell’ agenzia internazionale Standard & Poor’s. Insomma siamo in Italia e in Europa o nell’ isola di Utopia di Tommaso Moro o nella Civitas solis di Tommaso Campanella ? Certamente non nella Civitas Dei agognata dai vescovi italiani dopo il viaggio trionfale e la lectio magistralis di Benedetto XVI nella sua terra di Germania e di Lutero. Restiamo a Castelbuono, allora, invocando i lumi dei suoi giuristi indigeni e della grande citt?. Il dibattito continua, Signori. Me lo auguro, almeno.

  5. mikos

    8 ottobre 2011 at 21:48

    propio adesso si e staccata un,altra mattonella complimenti vivissimi dei sopralluogi

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