Le dichiarazioni del vescovo Mogavero e la marcatura de Il Giornale

[blog.ilgiornale.it – Andrea Tornielli] Sul Giornale di oggi ricostruisco la vicenda delle dichiarazioni del vescovo di Mazara del Vallo che ha criticato pesantamente l?intervento del governo per risolvere il clamoroso pasticcio delle irregolarit? sulla presentazione delle liste del Pdl in Lazio e Lombardia. Monsignor Mogavero aveva rilasciato un?intervista al canale One-O-Five Live della Radio Vaticana venerd? scorso, in un contesto pi? ampio (c?erano anche altri contributi) dedicato alla dottrina sociale della Chiesa e al documento della Cei sui problemi del Sud. Alle 13 di ieri un?agenzia di stampa ha rilanciato tre giorni dopo le sue parole, che sui principali quotidiani online sono state presentate come una stroncatura del decreto da parte della Cei, un intervento a gamba tesa dei vescovi sul governo e, in fondo, anche sul Quirinale. La Conferenza episcopale ha prontamente smentito, con una dichiarazione del portavoce, don Domenico Pompili, il quale ha spiegato che ?la Cei non ha espresso e non ritiene di dover esprimere valutazioni al riguardo?. Monsignor Mogavero, del quale sul Giornale pubblico anche un sintetico ritratto, nonostante sia l?incaricato per gli affari giuridici della Cei, ha parlato a titolo strettamente personale. Quelle che ha espresso sono le sue personali opinioni e non coinvolgono in alcun modo la Conferenza episcopale. Come ho ricordato, l?intervista era vecchia, di tre giorni prima, e soprattutto il decreto non era ancora stato approvato. Ieri per? ho rintracciato Mogavero, che si trova in Siria, e gli ho chiesto se avesse cambiato parere dopo il decreto. Mi ha ribadito per filo e per segno le sue critiche, ?Il mio giudizio ? spiega ? rimane critico per la metodologia che ? stata adottata. Quanto ? accaduto, l?esclusione dei candidati del Pdl in Lazio e Lombardia, ? dovuto a problemi di disorganizzazione, inadeguatezza e leggerezza. Per usare le parole del Presidente Napolitano, un pasticcio. Si ? voluto aggiustare le cose senza riconoscerlo come tale. Si ? risolto tutto ? ha continuato ? con un decreto, con una norma interpretativa che riapre i giochi riammettendo le liste escluse: resta per? il fatto che, di fronte alle responsabilit?, si ? dato un colpo di spugna, senza riconoscerle, unicamente appellandosi al diritto di voto dei cittadini. Ma bisogna ricordare che le regole devono valere per tutti e tutti sono tenuti a rispettarle?.