Lettera aperta del Sindaco sulla “casa” municipale

AGGIORNAMENTO: L’architetto Rosario Polisi ci ha inviato altre foto del nuovo prospetto e vari scatti della facciata municipale in varie epoche. Alleghiamo di seguito.

immagine-12Grazie per questa ?Casa?

Le opere pubbliche costruite nel corso dei secoli hanno sempre rappresentato la cultura, le tradizioni e il gusto artistico del popolo che le ha realizzate identificando la classe politica di quella stagione e segnando nella storia e nei secoli le varie civilt?.
Tra qualche mese ci verr? riconsegnata la ?Casa? di tutti noi castelbuonesi; potremo cos? apprezzare la creativit? e l?estro di tre bravi professionisti innamorati del loro paese, che hanno concepito un intervento di riqualificazione del Municipio consegnando alla storia la stagione politica amministrativa di questi anni.
La ristrutturazione del municipio, infatti, ? la prima opera pubblica realizzata negli ultimi cinquanta anni che non tiene conto solo del recupero e della conservazione, ma interviene in maniera pi? globale. Siamo stati consapevoli di segnare un percorso culturale che lascer? alle future generazioni un? opera che racchiude in s? la sobriet? del nostro popolo, da sempre aperto al confronto con le altre culture senza dimenticare o cancellare la propria identit?.
Tutto ci? si ? realizzato perch? l?attuale classe politica non si ? mai permessa di interferire nelle scelte architettoniche; i tre professionisti sono stati liberi di esprimere la propria professionalit? senza condizionamenti o pressioni alcune, consolidando un percorso avviato gi? dal 1993. Dare l?opportunit? a tutti e ad ognuno in particolare di poter esprimere il proprio estro mettendosi ogni giorno in giuoco con le proprie idee e il proprio capitale umano ed economico.
71926_1542599098011_1625990987_1316427_8075736_nQuesta ? oggi la Castelbuono che viviamo; questa ? la Castelbuono che vogliamo consegnare alle future generazioni, il nuovo Municipio deve rappresentare l?aspetto migliore della nostra comunit?. Il mio auspicio ? che il palazzo di via Sant? Anna veda, nei prossimi decenni, come protagonisti tanti castelbuonesi che, rispettosi delle regole democratiche, innamorati della costituzione repubblicana e guidati dall?alto senso civico che ci contraddistingue, si rendano protagonisti affinch? il nostro paese possa avere nuove occasioni di crescita e nuovi stimoli per contribuire allo sviluppo ecosostenibile delle nostre Madonie.
Cordialit?

Castelbuono l? 13.10.2010

Il Sindaco
Mario Cicero

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8 commenti

  1. Antonio2

    Un’opera un po’ troppo “SOBRIA”, sembra una CASERMA! Ma che razza di stile architettonico rappresenta? Boh?! Sarebbe stato meglio rifare il Municipio per com’era fino al 1965. Vorrei proprio vedere se un semplice cittadino, p.e. in via S. Anna, possa ristrutturare la propria abitazione privata seguendo il “GUSTO ARTISTICO” della stagione culturale dei nostri anni 2000 per “consegnarlo alla storia”. La sovrintendenza brucerebbe, senza pensarci due volte, il progetto cartaceo come “ERESIA”. Lo stile della casa comunale “trapiantato” in un edificio privato sarebbe considerato un OBBROBRIO. In qualunque ristrutturazione privata, lo stile deve rimanere uguale al “vecchio”. P.e. si devono usare solo certi tipi di infissi in legno, le inferriate dei balconi devono rispecchiare certe caratteristiche, devono essere solo di un certo colore (ferro antico),… Nel Nuovo Municipio invece infissi e inferriate sono in stile per cos? dire: “NAIF”. Colore di quest’ultime marrone scuro (da paura),… La parte centrale dove c’? l’ingresso con quei mattoni grigi (che invece nella foto di sopra del progetto sono dello stesso colore dell’intonaco: MISTERO) danno solo un senso di tristezza.
    Basta mi fermo qui…. NO COMMENT.

  2. Grazie Antonio2 per il contributo. Nel frattempo aggiorniamo l’articolo pubblicando una foto del prospetto liberato dalle impalcature.

  3. Il dibattito che si va sviluppando – qui e altrove – ? molto interessante; almeno quando gli interlocutori discutono le proprie legittime aspettative o le preferenze estetiche senza porsi (come qualche illustrissimo tuttologo suol fare) da quel piedistallo le cui fondamenta sarebbero, peraltro, tutte da verificare.Concordo con Antonio2 sulla discrezionalit? della Soprintendenza: spesso si assiste ad attenzioni spasmodiche sull’esigenza di un privato di sostituire un’imposta, mentre si trascura l’alta sorveglianza su un monumento… Verissimo.Sul Municipio invece mi ritengo sostanzialmente soddisfatto, e non tanto perch? “mi piace” (questo non l’ho ancora capito), quanto perch? in generale soffro lo stallo e l’incapacit? italiana di proporre linguaggi contemporanei, cosa che i nostri progettisti hanno provato a fare, invece, secondo le loro competenze e preferenze. In Italia non si costruisce una piazza o un’opera “contemporanea” da decenni (tranne MAXXI, Auditorium e poco altro), cullandoci sul patrimonio antico (peraltro in degrado e mortificato quasi sempre dal traffico e da scelte urbanistiche selvagge), mentre in Europa l’architettura contemporanea ? la nuova meta dei pellegrinaggi turistici, in felice convivenza con l’antico.?E’ al di fuori di ogni dubbio che il Municipio che ci viene consegnato ? imparagonabile alla bruttura precedente, e francamente la riproposizione del prospetto ottocentesco non era praticabile e forse anche un’operazione anti-storica.?
    Personalmente avrei osato di pi?, specie nella scelta dei materiali, e ancor di pi? farei nel caso dell’ex cine-teatro. Ma lascio fare l’architetto agli architetti, ed il commentatore-altero ai collezionisti.?

  4. Rosario Polisi

    Interverr? volentieri molto presto. Aspetto qualche altro commento (spero non anonimi). Intanto vorrei inviare alcune foto del nuovo prospetto e delle facciate storiche (compreso l’ultima). Come faccio? Non trovo un indirizzo mail. Grazie, Rosario Polisi.

  5. Rosario Polisi

    Sono il progettista e direttore dei lavori, assieme agli arch.tti ?M. Prestigiovanni e G. Zerbo, del ?nuovo? Municipio di Castelbuono.Non intervengo per chiarire, spiegare o difendere l?intervento. ?Un progettista dice tutto attraverso il progetto. A realizzazione avvenuta non ha nulla da aggiungere o ritrattare.Vorrei solo porre l?attenzione sull?importanza dell?atto della PERCEZIONE, anche in riferimento all?argomento in questione. ?E? una parola attualmente molto usata: temperatura percepita, percezione della sicurezza, ecc. Si tende, infatti, sempre pi? a considerare la realt? non tanto per quella che E? ma principalmente per quello che viene percepita, cio? che APPARE. Una vera dottrina filosofica (il percezionalismo) che privilegia la visione soggettiva, sensoriale, personale ed intuitiva rispetto ai dati oggettivi, misurabili ed universali. Un relativismo strisciante che trova in me un convinto sostenitore (nonostante il rischio di una deriva anarcoide).I sinonimi di percezione sono ?sensazione?, ?impressione?, ?intuizione? e, per molti aspetti anche ?emozione?. Ebbene quello che mi piacerebbe sentire sulla nuova facciata (e sull?intero complesso edilizio) ? la percezione emotiva che si avverte istintivamente; positiva, negativa o nulla (cio? inconsistente e banale). Senza troppe spiegazioni perch? le motivazioni molto spesso aggiungono poco e comunque sono anch?esse molto relative, infatti, il motivo per cui piace ad uno potrebbe essere lo stesso per cui non piace ad un altro. Oppure, a volte, non hanno nulla a che fare con il vero motivo. Per esempio, dire che non piace perch? ?sembra una caserma? ? fuorviante. Come se le caserme fossero tutte da buttare (ne conosco alcune che sono vere opere d?architettura). Fare paragoni con l?antica facciata non ha molto senso. E? come sentire un pezzo di musica contemporanea e dire che Bach era meglio. Era senza dubbio un genio ma la musica classica resta la meno venduta ed ascoltata. ?La mia percezione sul dibattito in corso ? che troppo spesso si parla per luoghi comuni o per sentito dire. In particolare mi riferisco al tema sul linguaggio architettonico da usare nei centri storici ed al ruolo attribuito alla Soprintendenza.La Soprintendenza purtroppo ? indifendibile, per? io non sono a conoscenza di ?proposte innovative che sono state respinte. Ne conosco invece tante approvate (anche nel nostro territorio). Il parere su immobili non monumentali non dove essere espresso sul livello di ?ambientazione storica e/o stilistica? ma solo sulla sua ?compatibilit? ambientale?, che non ? la stessa cosa, anche se pi? opinabile (? anch?essa una percezione). Non esiste alcuna regola scritta che impone nei centri storici l?uso di specifici materiali, tecnologie o stili.Molto pi? complessa ? la questione della stratificazione storica nei centri storici. L?idea, cio?, di continuare ad aggiungere manufatti architettonici riconoscibili per epoca, o cristallizzare tutto ad una certa data mimetizzando e confondendo ogni modifica ed integrazione. ?In proposito l?opinione comune ? molto diversificata a seconda del luogo geografico ed al suo livello culturale.?Su questo tema specifico io ho la percezione che l?intervento sul municipio costituisce un piccolo ma significativo passo avanti che pu? avere tante implicazioni positive.Forse mi sono dilungato troppo. Non ? questa la sede per gli approfondimenti. Spero si possano creare le occasioni per dibatterne.?Intanto mi auguro che possano giungere quanti pi? commenti.?? ? ? ? ? ? ? ? ? ? ?Arch. Rosario Polisi

  6. Grazie architetto per il prezioso contributo.
    Ci uniamo al suo augurio a proposito del proseguimento del dibattito – che riteniamo ottima occasione di crescita culturale – sia qui che altrove.

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