Milli voti Gesù

By on 4 maggio 2013
comiafesta

Secondo il calendario liturgico pre-vaticano II 3 Maggio ricorre l’invenzione (ritrovamento) della Santa Croce per mano di S.Elena imperatrice, madre di Costantino.
La ricorrenza è tuttora molto diffusa nella cristianità Orientale e in Sicilia dove è da secoli foriera di notevoli collegamenti con gli usi agrari.
A Castelbuono la festa della Santa Croce (detta milli voti Gesù) è la seconda festa dell?anno cerimoniale dedicata al Santissimo Crocifisso. Strettissima è infatti la correlazione con la settimana santa di cui ripropone molte preghiere, alcuni riti e alcuni usi. È inoltre l?anticipazione della festa du Signuri (Santissimo Sacramento) e del Crocifisso di Settembre. Fu istituita, secondo la tradizione, nel 1413 quando si piantò sul promontorio, oggi detto S. Croce,  una croce in marmo per commemorare i 1100 anni dal ritrovamento della vera Croce.

Il tempo festivo si staglia dall?alba al tramonto di giorno tre. La festa ?un trasi? (non inizia) con il mezzogiorno della vigilia (come accade per tutte le altre feste popolari castelbuonesi principiando da Sant?Anna e dal Crocifisso di Settembre) ?picchì u dui unn?è iornu di diavuli? (perché il due non è giorno dei diavoli). Credenza diffusissima è che il 3 Maggio sia una data nefasta (così mi hanno riferito in tempi e luoghi diversi tutti gli intervistati) in cui i diavoli si scatenano creando pericoli materiali e cercando di conquistare anime all?inferno. Il tre maggio regna il Caos. Tutte le attività importanti sono interdette per non incorrere in pericolosissime perdite o inconvenienti, chi ha mandrie o greggi non le sposta, chi ha campi rimanda qualsiasi attività. È un giorno di stasi. non si parte e non ci si muove di casa se non per strettissima esigenza. Informatori più giovani mettono in risalto le stesse particolarità del giorno, evidenziando però come ormai non si possa più rinunciare a partire o lavorare per motivi specifici come le vendite dei prodotti, il lavoro fuori paese ecc. Dicevamo comunque che la giornata si apre all?alba. È buona creanza alzarsi recitando una preghiera al Santissimo Crocifisso da soli o in comune. Il testo di questa preghiera non risulta essere codificato dalla tradizione, anche se, mi è riferito più volte l?uso di recitare una delle due parti del Misteru. Durante la mattinata si susseguono i pellegrinaggi alla Cappelletta della Santa Croce (posta su un promontorio ormai parte del cento abitato), aperta, pulita e arredata dai devoti che abitano il quartiere. La fascia rossa che funge da perizoma del Crocifisso (Farali) è stata trasformata per l?occasione in stuoia ed accoglie gli ori votivi. Ai piedi dello stesso è posto il quadro di Maria Addolorata che a parere delle donne ivi presenti è un ex-voto molto antico (in realtà non credo vada oltre i primi decenni del novecento).  Alle nove del mattino, sullo spiazzale, ha luogo la celebrazione eucaristica a cui prende parte prevalentemente la gente del quartiere stesso. Chi rimane alla cappella passa la mattina con la recita delle preghiere tradizionali (molte simili a quelle del Venerdì Santo e cantate come lamentazioni fino ad un recente passato) tra cui primeggia il Misteru da Santa Cruci che dà il nome popolare alla festa. U Misteru è un rosario molto particolare che pare rispecchiare l?esicasmo. Si compone di due misteri diversi ripetuti alternativamente 10 volte ciascuno e intervallati da 10 invocazioni del nome di Gesù. A rosario concluso si sarà pronunciato 1000 volte il Santo Nome. Da qui il nome popolare della festa di Milli voti Gesù. Questa pratica è al centro delle preghiere di gruppo o di chi si reca in pellegrinaggio, un tempo invece rivestiva un ruolo ancora più importante essendo la base di un pellegrinaggio comune. È necessario che il conto millesimale sia esattissimo, così ci si attrezza come si può. All?antica pratica di tenere in mano dieci sassolini e dieci pezzetti di legno, lasciandone cadere alternativamente un tipo o l?altro secondo il mistero appena recitato (servivano a contare le poste), sembra ormai essere subentrato il metodo del rosario (prima utilizzato solo per contare le dieci invocazioni del nome di Gesù). Utilizzando infatti una comune corona del Rosario si usa recitare sul grano grande il mistero e su quelli piccoli semplicemente ?Gesù?. Ricordano gli anziani che ai tempi della loro gioventù non era permesso bere durante la recita delle preghiere del 3 Maggio e ? asciucava a ucca a diri Gesu? (si inaridiva la bocca nel ripetere Gesù).
Fino a qualche anno fa, la processione della reliquia si effettuava a mezzogiorno, oggi, per esigenze della parrocchia e delle confraternite è stata spostata alla sera. Il ricordo del rito mattutino è ancora vivissimo, e a quanto mi riferiscono aveva una sua valenza molto particolare. Doveva essere effettuata quell?ora in ricordo del mezzogiorno in cui Nostro Signore fu messo in Croce, è proprio a seguito della sua crocifissione che i diavoli si scatenano credendo di aver vinto. La processione, che seppur serotina, rispecchia esattamente i riti, prevede un pellegrinaggio con partenza dalla Parrocchia di Sant?Antonino martire. Precedente alla processione è la celebrazione Eucaristica propria delle due confraternite (maschile e femminile) del Santissimo Crocifisso. Durante questa celebrazione si è soliti effettuare il rito dell?accoglienza dei nuovi confratelli (trasuta), le donne invece preferiscono celebrare questo momento durante le feste di settembre (sebbene da statuto sia contemplata anche la data del 3 Maggio). Durante la celebrazione è esposta la Reliquia della Santa Croce, significativamente ai piedi dell?artistico simulacro di Gesù Crocifisso di Frà Umile Pintorna (centro delle feste di settembre, dei venerdì di quaresima e dei terzi venerdì del mese) tesoro e vanto delle due confraternite. Finita la celebrazione si procede con la processione che percorre strade interne al territorio parrocchiale e si arrampica verso il promontorio della cappelletta. Ivi giunti si procede alla benedizione dei campi e delle mandrie secondo la formula canonica. Il sacerdote alza il reliquiario ed è invitato dai devoti a girarlo verso i 4 punti cardinali. Questo momento rituale è molto atteso perché da particolari segni ognuno può coglierne prognostici per l?Annata, soprattutto contadini e pastori. Durante l?elevazione o a mezzogiorno (quando le due cose non coincidono) esplode la carica di mortaretti. Si vuole che questa generi confusione tra i diavoli che scappano soprattutto nelle campagne. un particolare interessante riguarda il vento. È infatti noto alla stragrande maggioranza dei castelbuonesi che nel giorno di Milli voti Gesù ci sia vento ( u viintu da Santa Cruci): sono i diavoli che muovendosi vorticosamente lo producono. Se la giornata è serena non mancherà di alzarsi il vento nel momento dell?ostensione della Reliquia della Croce e in quel caso si tratta della ?cursa di diavuli? o ?fuiuta di divuli? (corsa\fuga dei diavoli) che scappano. Altro particolare momento di preghiera è riservato alle tre del pomeriggio per ovvi motivi evangelici. L?intero pomeriggio è riservato ai pellegrinaggi e alle preghiere tradizionali.
Alcuni riti scomparsi che vale la pena di esporre suffragano l?ipotesi di una forte relazione del mondo agropastorale con questa festa. Innanzitutto va ricordato l?uso di donare spighe al crocifisso nella notte del 2 ( totalmente scomparso), spighe nuove a qualunque stadio di maturazione siano giunte.
V’era poi l?uso, di raccogliere alcuni fiori (sciura di Maju) da essiccare e utilizzare in caso di aridità della terra.
Era invece uso dei contadini  recarsi alla cappelletta chiedendo ?a centu a centu?(che il grano andasse in rapporto 1 a 100).
Da qualche anno è tornato in auge l’uso di decorare lo spiazzale della Santa Croce con i carti rizzi  così come si fa, per le strade, il giorno del Corpus Domini.

[CONTINUA prossimamente con "Una festa scomparsa: il Crocifisso dei 5 Veli"]

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