Mirco, il Liutaio delle Madonie

Tra le particolarità che è possibile scovare visitando gli splendidi borghi medioevali del Parco delle Madonie c’è anche, a Petralia Sottana, una particolarissima bottega artigiana. Una comune falegnameria si direbbe a prima vista, ma basta dare una veloce occhiata intorno per rendersi conto che ci troviamo in un luogo particolarissimo, unico nel suo genere in Sicilia. E’ una Liuteria, un’antica bottega dove dal legno, grazie alle sapienti mani del giovane Mirco Inguaggiato, nascono straordinari strumenti musicali: violini, chitarre, viole. Abbiamo incontrato Mirco per farci raccontare com’è nata questa particolare esperienza.

 

Quando è nato questo tuo particolare interesse e quando hai deciso di 
farlo diventare un mestiere?

Un mestiere deve ancora diventarlo perché il settore è troppo di nicchia ed è difficile farsi conoscere e far conoscere i propri strumenti, per questo ci vuole tempo, bisogna continuare a costruire e sperimentare senza mai fermarsi. La passione per gli strumenti l’ho sempre avuta ed è cresciuta con me da sempre, era una delle cose che volevo fare nella vita e una delle cose in cui ho sempre sperato

E’ stato difficile iniziare?

Si, questo è un mestiere che non si può inventare da autodidatta, bisogna andare dagli artigiani e “rubare” con gli occhi oppure frequentare come ho fatto io in una scuola, ma spesso tutto questo non basta. Ho iniziato con la costruzione di strumenti a fiato (piffere e zampogne) ma il mio sogno era quello di costruire uno strumento a corda che avrei suonato io nei concerti, così, da solo e senza attrezzi specifici mi sono cimentato nella costruzione di un bouzouki (strumento irlandese o greco usato nella musica popolare). Dapprima ho lavorato positivamente la cassa ma poi, mi sono bloccato durante la costruzione della tavola armonica. Solo allora ho capito che non era facile e che avevo bisogno di uno che mi guidava in questo lavoro, così ho deciso di fare la scuola.


La prima grande soddisfazione ottenuta con la tua liuteria?

Devo dire che ne ho avuto tante… quando ho sformato il fondo della chitarra battente e ho visto che quello era il frutto del mio lavoro, i contatti con l’accordatore ufficiale dei pianoforti Steinway Mauro Buccitti, i commenti positivi di Eugenio Bennato quando provò la chitarra, l’ultimo durante in jazz Manouche e anche lì con Angelo Debarre e la mia chitarra Manouche… Considerato che studio realmente liuteria da 4 anni circa non posso lamentarmi!

Come nascono i tuoi lavori?

Inizio scegliendo il legname, importanti e vitali per la costruzione di un buon strumento sono la stagionatura e la qualità del legname stesso. Successivamente si deve vedere nella mente lo strumento già finito e verniciato ancor prima di iniziarlo e a quel punto, se si è convinti, si inizia a lavorare facendo diventare materiale quello che prima non lo era. Una delle fortune che ho sempre avuto nei miei lavori è proprio quella di vedere una cosa finita prima del suo  inizio, quasi mai ho cambiato idea e sono sempre stato sicuro di quello che volevo ottenere!


Per ora su cosa stai lavorando?

Per il momento sto lavorando sulla costruzione della seconda chitarra battente, volevo cambiare gli spessori e l’incatenatura della tavola armonica rispetto alla prima costruita per sperimentare cose nuove. La costruzione della chitarra manouche mi ha portato a pensare e a costruire nuove cose e solo sperimentandole potrò capire se queste funzionino o meno.

Che tipo di legno usi e per quali strumenti musicali?
I legni sono particolari. Tutte le tavole armoniche in generale, sono costruite con il classico Abete Rosso della val di Fiemme e praticamente è l’unico legno italiano. Per le chitarre uso il Palissandro che arriva dall’India, la Cedrella per i manici che arriva dal Brasile, l’Acero marezzato delle terre balcaniche per gli strumenti ad arco, l’Ebano africano per le tastiere… sono tutti legnami di pregio e costosi, ma non si può usare un legname di terza scelta piuttosto che di prima, questo andrebbe ad incidere tantissimo sullo strumento finito e sulle sue sonorità, naturalmente questo non è conveniente.


Hai un sogno nel cassetto per la tua liuteria?
Vedere i miei strumenti nelle mani di grandi musicisti facendo diventare così, questa grande passione un vero e proprio lavoro.

 [tratto dal sito del Parco delle Madonie]

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